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Gli ultimi giorni di Pompei: dai crolli ai furti, vergogna Italia!

Pompei: scomparso affresco da domus di Nettuno

di Vincenzo Mannello – Una porzione di muro è crollata in una domus che si trova nella regio V degli scavi archeologici di Pompei.
A segnalare il cedimento sono stati i custodi. Sul posto si è subito recata la direttrice Grete Stefani. Il muro essato dal cedimento non era affrescato e si trova in una domus ubicata in un vicolo di via Nola (Regio V, Insula 2, civico E).
La zona dove è avvenuto il era già stata detta al pubblico. La segnane dei custodi è stata inoltrata questa mattina.

In base al primo sopralluogo dispostodal ministero di Beni culturali e Turismo il nuovo aPompei riguarda ”un tratto di muro ‘in opera incerta’(lunghezza pari a un 1,30 cm; altezza pari a circa 1 m) di un ambiente all’no di un’area detta al pubblicoessata da venti di messa in sicurezza nell’ambito delGrande progetto Pompei che saranno realizzati entro il 2015”.Lo rende noto il Mibact, precisando che la comunicazione è stata fatta questa mattina dalla soprintendenza speciale di Pompei,Ercolano e Stabia. Il muro ceduto, si conferma, fa parte di unadomus della Regio V dell’area archeologica. La Soprintendenza, riferiscono dal ministero, ”ha informatol’Autorità giudiziaria e il ndo locale dei Carabinieri(CCTPC) che sta effettuando, insieme ai tecnici ni, lenecessarie verifiche”. E non solo: il ministero, informano dalCollegio no, ”ha disposto una perizia tecnica da partedell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro cheinvierà domani mattina un gruppo di esperti, coordinati daldirettore dell’Istituto, per verificare la data e le causetecniche del cedimento”.

Nettuno, nella sua domus di Pompei e, mentre che si può…pure delle volgari griglie di ferro cto di una passerella…
Gli ultimi furti nel secondo sito archeologico d’ sono la di un Paese allo sbando.
L’agonia di Pompei, strappata all’oblio del 79, anno dell’eruzione del Vesuvio che la seppellì, con gli scavi iniziati nel 1789 da Carlo III Re di , continua da mezzo secolo.

Non si deve essere storici o archeologi per disquisire sull’argomento.
Un ‘patrimonio dell’umanità’ classificato Unesco dal 1997, che , Parlamento, Regione Campania, Provincia di e tutti i balordi politici di questa Mala hanno abbandonato facendo finta di tutelarlo. Bastardi!

Chi non è mai stato a Pompei fosse solo per una visita lampo?

Sono pochi gli ni che non conoscono Pompei. Sono pochi i turisti che arrivano in che rinunciano alla visita nella città ritrovata.
Tutti, da Re Carlo ai francesi di Murat, dai Borbone ai piemontesi del Regno d’, dai fascisti alla prima democrazia cristiana, tutti hanno colto il fascino di riportare alla luce Pompei ed Ercolano affinché una città ‘morta’ potesse rivivere per noi mporanei.
Visibile e comprensibile a uomini, donne e bambini di oggi dove e come vivessero uomini, donne e bambini del 79 dopo Cristo.

Il Vesuvio incombente, dimostra quanto la natura possa essere dispensatrice di vita e morte.
E ‘bene o male’ fino al 1967 si scavò, passando poi al “consolidamento e restauro conservativo”. Preferendo passare alla valorizzazione del rinvenuto, divenuta l’estensione degli scavi oltre 44 ettari!

Da allora, con qualunque e amministrazione, il degrado costante è stato sempre più veloce.
Stanziamenti miseri malgrado l’esse di milioni e milioni di visitatori l’anno abbia portato cassa fresca e di valuta nobile.
Soldi spesi male, appalti “inquinati ed inquinanti”.

Custodi insufficienti, sistemi di sorveglianza inadeguati a garantire sicurezza del sito. Mancanza assoluta di infrastrutture museali: biglietterie, guide, segnaletica, percorsi audio-visivi, persino penuria di servizi igienici.

Dal 2010 malgrado fondi europei la serie preoccupante di crolli. Segnalati inutilmente dai media.
Da ieri il pericolo furti.

Ma davvero la costatazione che si possa portare via impunemente un affresco di valore inestimabile, staccandolo impunemente da una parete, colpisce l’immaginario collettivo?
Gli ultimi giorni di Pompei, sono quelli che stanno per arrivare!