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Gli obiettivi di Carlo: quanto vale il suo Napoli?

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di Marco Giordano - “Abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati raggiunti sul . Un voto? Non lo voglio dare, non lo posso dare. In linea con quello che ci eravamo prefissati. Dopo il giudizio lo dà il campo. Avevo una sola pretesa, non vendere i calciatori importanti”: con queste parole Ancelotti ha promosso il del , senza esaltazioni, specificando di non avere una squadra con top ma con calciatori importanti. Una diplomazia che dice e nulla, che gira attorno al nodo principale: che sarà? “Vogliamo essere competitivi per tutti gli obiettivi” ha detto Ancelotti, confermando ulteriormente come quello che vien fuori da questo sia un forte ma da tese.

ASSOLUTO E RELATIVO. In termini assoluti Meret ed Ospina oltre a Karnezis rafforzano il reparto dei portieri, il ritorno di Maksimovic oltre ad un Malcuit da plasmare ma con qualità essanti con un Ghoulam che tornerà al top della condizione per ottobre. A centrocampo via Jorginho e dentro Fabian con l’esperimento regista quanto mai intrigante per un più verticale. In attacco, Verdi e Milik sono gli uomini che, semplicemente, sono mancati lo scorso anno per provare a vincere lo scudetto. Ma, la bilancia non può pendere unilateralmente sul segno più. Perché se in termini assoluti è una crescita quella del , la sensazione è che il abbia diminuito il valore del in senso relativo. Perché la distanza dalla ntus è inevitabilmente aumentata, il gap che il di Sarri aveva costruito da tutte le altre potrebbe vivere una sensibile diminuzione, soprat nei confronti dell’.

FATTORE ANCELOTTI. Qui deve venire il fattore Ancelotti: deve lavorare sull’esperienza che il ha accumulato nel triennio sarriano, perché mai nella sua il ha giocato la Champions per tre volte consecutive. Un fattore determinante, perché ora il possiede una profondità di rosa che deve pore punti e non solo gestione: contro la potrebbero sedere, contemporaneamente e per scelta tecnica, accanto al tecnico gente come Verdi e Mertens. Una capacità di alternative per cambiare il canovaccio di un match. La gara dell’Olimpico, quella contro il e la trasferta con la Samp: le prime tre partite di questo campionato saranno l’indice di quello che sarà il nuovo corso partenopeo, aspettando la Champions, per comprendere la reale competitività di questa squadra, aldilà delle dichiarazioni.