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Gli 80 di ‘The Voice’: Mina mito della musica, io l’ho incontrata ad Ischia!

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di Paolo Paoletti - Ero piccolo è già ne ero innamorato: per il talento, la voce, la classe, il magnetismo. Nonostante fosse ancora giovane quando l’ammiravo in tivvù.
Un giorno, anzi una notte, arrivò ad Ischia, in elicottero.
Ospite dei Campanino: Gigi, Franco, Gloria, mia madre”!

Roba di Cinquant’anni fa…. sull’isola verde, Mina è ricordata cantante e attrice, la prima volta in ‘Appuntamento ad Ischia’, commedia all’italiana distribuita dalla CineRiz di Angelo e girata sullo scoglio ischitano nel 1960.
Nel film, riscuote grande successo, accanto a Domenico Modugno, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (per la prima volta in coppia) ed un esordiente Pippo Franco, improvvisato chirista del complesso che accompagna la tigre al ‘Pignatiello’ di Lacco Ameno.

Tra le scene cult del film, Mina si esibisce sul lungomare che porta al Grand Hotel Punta Molino, di fronte al bagno ‘Ricciulillo’, dove andavo a fare i bagni con la mia famiglia, leinel film accerchiata da tanti ammiratori mentre intona ‘Una zebra a pois’, suo successo dell’estate.

Ma Mina ad Ischia ci ritornerà anche dopo il 1960, al ‘Rangio fellone’, fino alla sua ultima esibizione nel mitico ‘Castillo d’Aragona’, ai piedi del Castello Aragonese.
Io la ricordo lì, tra centinaia di rapiti da ‘The Voice’ e dall’invidiabile personale!

A novembre scorso ha pulicato l’album ‘Mina Fossati’, progetto cui i due “grandi assenti” della canzone italiana pensavano dal 1997.
Il 25 marzo, Mina compirà 80 anni. Da più di 40 – agosto ’78 – non appare in pulico. Eppure Annamaria Mazzini, che nel 2001 è stata nominata Grande Ufficiale al Merito della Repulica da Carlo Azeglio Ciampi, è sempre rimasta presente.

Basta ascole, come sta accadendo ora, la sua voce che gioca con la semplice melodia di uno spot puliciio per sentire la forza di uno dei miti assoluti dello spettacolo italiano.
Come tutti sanno con i se non si fa la storia, quindi è probabilmente inutile se a pensare a quello a cui ha rinunciato (a parte i soldi) e di conseguenza a quello che tutti aiamo perso, oppure se alla costruzione del mito aia contribuito proprio la sua decisione di ritirarsi dalla scene per coltivare la sua vita privata e familiare e rimanere attiva attraverso la produzione, a cadenza più o meno annuale, di album, cofanetti antologici, incursioni nel jazz, per non dire dei due -best seller incisi con l’amico di sempre Adriano Celentano, che di anni ne ha due di più.

In tà tutti sanno che Mina continua a tenersi informata sulle cose del mondo e sui nuovi fermenti della musica, che segue con attenzione senza mai perdere l’occasione di collaborare con artisti più di lei e anche di togliersi qualche sfizio, come il duetto swing con Fiorello.

E non va dimenticato che ormai da molti anni offre anche ad autori debuttanti la possibilità di pulicare i brani suoi suoi dischi, un atteggiamento di apertura che è davvero una rarità. E che ha fatto crescere una ricca aneddotica sulle telefonate ricevute dai suoi colleghi più , rearmente entusiasti ed emozionati di parlare e collaborare con il mito.

Il suo catalogo continua a produrre cifre importanti, Liza Minnelli l’ha definita la più grande.
Ha inciso canzoni in inglese, spagnolo, tedesco, se, francese, ha coperto un repertorio che va da Napoli a Frank Sinatra, dal pop al rock’n'roll, dalla canzone d’autore all’Opera ai brani di Natale,è diventata anche un fumetto Disney e le sue incisioni continuano a essere tra i pezzi più ricercati dai collezionisti.

Negli ultimi anni dà sempre più spazio al suo amore per il jazz, in questo assecondata dal figlio Massimiliano Pani, che la circonda costantemente di alcuni dei migliori jazzisti italiani che sono da anni tra i suoi più fidati collaboratori.

Cinque anni fa, grazie a Vincenzo Mollica, vincendo la sua proverbiale ritrosia “a riguardarsi in bianco e nero e a colori”, come affettuosamente scrive Mollica, Mina ha messo mano alla sua storia e ha scelto di suo pugno, tra musica e immagini, quello che lei considera il meglio delle sue apparizioni televisive pulicando il cofanetto “I miei preferiti – Mina – Gli anni della Rai”.

Non c’è modo migliore per capire perché si parla di mito, per capire l’unicità di un personaggio che grazie alle sue superiori doti vocali e a un carisma naturale, è diventata un fenomeno pop nel senso più nobile del termine.

Basta ricordare le performance in programmi che sono la storia della televisione italiana: “Milleluci”, “Senza Rete”, “Canzonissima”, “Teatro 10″, “Studio Uno”, “Il Musichiere” o concentrarsi sulla varietà del repertorio che va da classici come “Grande, grande grande”, “Il cielo in una stanza”, “Brava”, “E se domani”, “Nessuno” a cover come “Georgia On My Mind”, “Night And Day”, “Someday” fino a “Insesatez”.

E poi Battisti, De André, Kurt Weill e “Surabaya Johnny”, “chicche” come “Folle banderuola” e “Chihuahua”.

In più una serie di duetti che già da soli rappresentano la storia del nostro spettacolo: con Giorgio Gaber, Ugo Tognazzi, Caterina Valente, Vittorio De Sica, Luciano Salce, Totò, Giancarlo Giannini, Astor Piazzolla, Franco Cerri, Renato Rascel e Lelio Luttazzi.

Ma in televisione l’aiamo vista accanto anche ad Alberto Sordi, Paolo Panelli, Ugo Tognazzi, Vittorio sman, Walter Chiari, Nino Manfredi, Peppino De Filippo, eccetera.

Il duetto con Lucio Battisti resta uno dei momenti musicali più belli ed emozionanti della storia della nostra .

Non sappiamo come sarà il giorno dell’80°; è certo che Anna Maria Mazzini, in arte Mina, nata a Busto Arsizio ma legata a Cremona, il 25 marzo sarà ricordata in tutto il mondo.

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