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Le 8 regole per ricominciare, ora tocca al Governo!

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di Romana Collina - Dopo mille confronti, la commissione medica della gc ha inviato al Governo il protocollo ufciale che le squadre di ne dovranno seguire per tornare ad allenarsi.
Quarantasette pagine divise in 2 documenti: norme di condotta generale e misure da adote durante gli allenamenti.
Ecco la proposta per riprendere…

PREMESSA: RISCHI ZERO. Il documento vuole “ridurre al minimo il rischio di contagio” ma precisa che “in mancanza di un vaccino, il rischio zero di contagio non esiste”. L’autorizzazione alla ripresa degli allenamenti – perché di partite ancora non si parla – e il giorno in cui potranno riprendere arriverà solo dalle “competenti autorità di governo” e non dai medici.

1. SANICAZIONE. Prima di entrare in ritiro, andranno sanicate tutte le strutture in cui risiederanno squadre, staff tecnico e personale tra-ivo (come cuochi, addetti alle pulizie ecc): raccomandata la “pulizia giornaliera e la sanicazione periodica dei locali” e “la ventine dei locali”. Il personale saniio addetto ai test Covid-19 dovrà essere fornito di dispositivi di protezione individuali quali mascherine, guanti e occhiali protettivi. La sanicazione ovviamente sarà periodica e riguarderà anche i macchinari delle palestre e per pullman e mini-van.

2. TAMPONI. Giocatori e staff tecnico dovranno sottoporsi a visite mediche, rilievo della temperatura, tamponi e indagine sierologica tra le 96 e le 72 ore precedenti al primo allenamento. Inoltre dovranno compilare un questionario su eventuali sintomi, ultimi spostamenti e contatti con persone positive.

3. POSITIVI E GUARITI. Diversa la questione per chi ha contratto il virus ed è guarito. I medici spiegano che è considerato guarito chi “risolve i sintomi dell’infezione e risulta negativo in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro”. Per i guariti verranno effettuati ulteriori specici esami per capire se organi come cuore e abbiano avuto conseguenze dopo la contrazione del virus.

4. MAXI RITIRI. Via al ritiro permanente chiuso: evie assembramenti anche laddove è più difcile (spogliatoi, sale massaggi, sala da pranzo ecc), niente contatti con l’esterno, rilevazione quotidiana della temperatura. Le docce meglio fatte singolarmente in camera. Nessuna persona esterna dovrà accedere al luogo di allenamento e, se costretta, dovrà farlo adeguatamente coperto con mascherine e guanti e per un tempo itato. Per il “gruppo squadra” quindi calciatori e staff tecnici verranno ripetuti i test sierologici ogni due settimane di attività, il “personale tra” invece non dovrà sottoporsi a visite mediche e test.

5. PRIMA SETTIMANA. Ogni giorno test sierologici nei primi sette giorni di allenamento, che sarà effettuato in piccolo gruppi e preferibilmente all’aperto. Ogni giocatore dovrà essere a distanza di due metri dal compagno, uguale misura in palestra dove i massaggiatori dovranno indossare “mascherine, guanti, occhiali” e i calciatori “la mascherina chirurgica”. Riunioni tecniche in videoconferenza.

6. DOPO. “Graduale ritorno alla normalità” con i piccoli gruppi di allenamento che man mano si allargheranno “no alle simuni delle fasi di gioco (partitella e schemi) con rispetto, quando non indispensabile, delle distanze personali”. Gli allenatori dovranno indossare mascherine.

7. PASTI. I giocatori mangeranno a distanza di due metri l’uno dall’altro e non dovranno entrare in contatto con il personale del ristorante, che comunque vestirà mascherina e guanti. Prima dell’ingresso nella sala mensa, lavaggio delle mani e disponibilità di “soluzioni idroalcoliche disinfettanti”. Le società senza foresteria dovranno “identicare un albergo di riferimento utilizzato in . Naturalmente, è necessario utilizzare stanze singole. Soprattutto nella prima settimana non dovrà essere consentita attività ricreativa in bar, sale giochi, etc”.

8. NUOVI POSITIVI. Se un giocatore o un membro dello staff tecnico manifestasse sintomi correlati a infezione dovrà essere “isolato in una stanza ben aerata che dovrà rimanere chiusa, senza che nessuno possa accedervi ad eccezione delle squadre di emergenza e degli addetti al soccorso aziendale”. Inoltre “nei confronti dei suoi contatti stretti si procederà a isolamento duciario con sorveglianza attiva no alla ripetizione dei test molecolari rapidi (2 test a 24 di distanza) e sierologici e vericare la loro negatività. I test sierologici saranno ripetuti entro 5-7 giorni”.

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