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Giovannino, detto Porfirio de’ Parioli…

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Chi è Giovanni Malagò, Presidente e Commissario Lega Calcio Serie A?
Poco da aggiungere alla scheda redatta da Giorgio dell’Arti: in questo momento è uno degli uomini più potenti ed influenti d’Italia.
Alla prova del nove nel commissariamento della Lega di Serie A, cui sono legati i destini del calcio italiano!

Il Modello. Porfirio Rubirosa Ariza (San Francisco de Macorís, 22 gennaio 1909 – Parigi, 5 luglio 1965) è stato un diplomatico, pilota automobilistico e giocatore di polo dominicano.
Considerato uno dei più celebri playboy del XX secolo, e conosciuto per il suo stile di vita sfarzoso, oltre che per le numerose donne di cui amava circondarsi, morì all’età di cinquantasei anni in un incidente d’auto al Bois de Boulogne. Si sposò più volte, fra cui con l’attrice cinematografica francese Danielle Darrieux. Altre sue mogli furono Flor de Trujillo (sposata quando questa aveva solo diciassette anni), Doris Duke, la miliardaria Barbara Hutton e l’attrice Odile Rodin.

Giovanni Malagò, Roma 13 marzo 1959. Imprenditore (Samocar). Dirigente ivo. Presidente del dal 19 febbraio 2013. Presidente del Circolo Canottieri Aniene dal 1997. Già presidente del Comitato organizzatore dei Mondiali di di Roma 2009. Nel giugno 2008 ha abbandonato il ruolo di consigliere di amministrazione della Fondazione Cinema per Roma (l’organizzazione patrocina la festa creata da Veltroni).
• Ha una concessionaria che vende Maserati e Ferrari.
• Madre cubana, Livia: «Mi considero per metà cubano e per metà romano. I miei si sposarono all’Avana. La mamma (nipote sia di Donato Menichella, governatore della Banca d’Italia dal 1948 al 1960, sia di Pietro Campilli, ministro dc in cinque degli otto governi De peri e poi nei gabinetti Pella, Fanfani, Scelba, Segni e Zoli, ndr) scappò quando prese il potere Fidel Castro. La nonna seppellì i gioielli di famiglia in giardino. Dovrei tornare là e scavare nipote dell’antico ministro democristiano Pietro Campilli» (a Stefano Lorenzetto).
• Liceo scientifico al Collegio San Giuseppe – De Merode, «da non confondere col Villa Flaminia, che era sempre dei Padri Lasalliani, ma era una scuola mista, mentre la nostra era solo maschile». Laureato in Economia e commercio, «bello, ricco, simpatico, seducente, pariolino doc, con mille relazioni importanti. In una leggenda che si arricchisce giorno per giorno, c’è quello che può rendere invidiabile un maschio adulto italiano, all’alba del Duemila. In primis le citatissime, vere e presunte, relazioni amse o di tenera amicizia, le frequentazioni chiassose, con flirt o senza, con le più belle ragazze del momento: da Valeria Marini a Elenoire Casalegno, da Martina Colombari ad Anna Falchi, da Monica Bellucci a Carla Bruni. Il vero e il falso (lui, cavallerescamente, parla di “troppe fantasie”), il passato e il presente si mescolano in un gossip instancabile. E forse, secondo Paolo Villaggio, la vera star della famiglia è il padre, Vincenzo, cavaliere del lav: un uomo di charme assoluto, inventore del business del commercio delle auto» (Cesare Lanza).
• «Il battesimo del fuoco glielo dette Gianni Agnelli che lo avrebbe affettuosamente chiamato “il Porfirio Rubirosa dei Parioli” alludendo a un personaggio che, ai tempi giovani dell’Avvocato, era un famoso tombeur de femmes parodiato da Fred Buscaglione come “Porfirio Villarosa, che faceva el manoval alla Viscosa”. Susanna, la sorella di Gianni Agnelli, avrebbe a sua volta riservato a Giovannino, l’affettuoso diminutivo amicale, il nomignolo che gli è rimasto, di Megalò, protagonista di eleganti serate e cronache mondane» (Piero Mei).
• «Si narra che fu Agnelli a battezzarlo “il Rubirosa dei Parioli”. “Cazzate. Mi ha chiamato sempre Piccolo Malagò. Ogni tanto, Piccolo Piccolo”. Si narra che fu Suni Agnelli a battezzarlo Megalò. “Falso”. Nella leggenda, che non è la sua personale ma quella pubblica, c’è anche la storiella del tavolo fisso a 18 anni al Number One. “Falso pure questo, ci sarò stato due volte”. Le leggende pubbliche Malagò le smentisce. Compresa quella di lui che arriva 18enne davanti a una discoteca e lancia le chiavi della Bmw a un tizio che crede un parcheggiatore, ma è un ladro. Malagò serra le braccia, rannicchia le gambe. “Questa non è falsa, è superfalsa”. Addirittura. «Vabbè, c’è un fondamento di verità. I parcheggiatori prendevano le macchine, le chiudevano e tenevano le chiavi. Quella sera, nascosero le chiavi sui sedili e ne furono rubate 15, non solo la mia. Però Carlo ed Enrico Vanzina l’hanno raccontata a tutti a modo l”» (a Candida Morvillo) [Set 15/3/2013].
• «È stato il più importante agente della Bmw a livello planetario, tanto che la casa di Monaco di Baviera alla fine rilevò la sua concessionaria. Lo è ancora della Ferrari e della Maserati. Ha venduto con eguale successo Rolls-Royce e Bentley. Prima della crisi, piazzava ogni anno 8 mila vetture. Oggi ha interessi anche nella nautica, nell’immobiliare, nella finanza ed è advisor della Hsbc, seconda banca al mondo dopo la cinese Icbc. Ha fatto sposare Luca Cordero di Montezemolo con Ludovica Andreoni, che era la responsabile della sua segreteria per le manifestazioni ive (“La prima volta che li invitai nella mia villa di Sabaudia, dissi l: siete fatti l’uno per l’altra”), e il chirurgo Renato De Angelis con l’attrice Margherita Buy (“Donna incline alla malina, lui l’ha capita e aiutata”)» (Stefano Lorenzetto) [Pan 14/3/2013].
• «“A me viene bene avere rapporti con le persone più eterogenee. Allora, capita che presenti qualcuno e in quella dinamica di polo positivo e negativo succede anche che si innamorino”. È capitato anche a Corrado Passera, ultimo ministro dello Sviluppo Economico, e Giovanna Salza, sua seconda moglie. È successo a Rosario Fiorello e Susanna Biondo. In questo caso, Malagò ammette di averci messo del suo: “Rosario si era trasferito a Roma e ci vedevamo spesso a casa mia. Io ero molto amico di Susanna. Per certi ragionamenti che mi ero fatto sul polo negativo e positivo, quei due erano perfetti, insieme. Ci ho visto giusto: il successo di Fiorello nasce dall’equio e dalla forza che gli dà lei”» (a Candida Morvillo, cit.).
• «Ha fatto negli ultimi anni del Reale Circolo Canottieri Aniene, nato nel 1892 da una costola del Tevere Remo considerato allora troppo nero e papalino, la più formidabile concentrazione di upper class della capitale. Una sorta di stanza di compensazione dei poteri borghesi dei ruoli e della ricchezza, il melting-pot perfetto di commercianti e professionisti, costruttori e alti burocrati, personaggi dello , dello spettacolo e imprenditori» (Alberto Statera).
• «È amico di Walter Veltroni e di Gianni Alemanno, di Corrado Passera e di Luigi Abete, di Pino Daniele, di Fiorello e di Francesco (…) Nella sua vita Malagò ha avuto soprat tre pigmalioni, tre grandi maestri. Il primo è Gianni Agnelli, dal quale, negli anni giovanili, ha voluto mutuare soprat l’aspetto glamour: l’amore per il lusso e le belle donne, dalle quali è sempre circondato. L’Avvocato lo aveva preso in simpatia, lo onorava con le sue telefonate mattiniere, gli chiedeva informazioni sul gossip romano sapendo che “Giovannino” non si perdeva una serata. L’altro faro è, ancora oggi, Luca di Montezemolo, da cui ha imparato che non esistono destra, sinistra o centro, esiste invece una lobby trasversale in cui i rapporti diventano subito amicizia, legame profondo. L’ultimo maestro è Gianni Letta, che gli ha insegnato come ci si muove e come si gestisce il potere, un’arte che l’ex sottosegretario conosce come nessun altro» (Goffredo De Marchis) [Rep 20/2/2013].
• «Malagò? Un fenomeno. Come quei giocatori che alla roulette capiscono il colore sul quale puntare. Passano dal rosso al nero e viceversa: sempre al momento giusto» (Franco Carraro).
• Il 19 febbraio 2013 succede a Gianni Petrucci alla presidenza del con 40 voti contro i 35 del favorito Raffaele Pagnozzi. Malagò è scoppiato in lacrime ed è corso ad abbracciare le figlie Vittoria e Ludovica. «È facile vincere – ha detto dopo l’elezione – ma è più difficile mettersi nei panni di chi non vince. Da ivo e in assoluta sincerità voglio fare un abbraccio a Lello. Farò di per onorare la più importante carica del Paese, e non solo di questo Paese». La figlia Vittoria: «Anche se le ultime voci lo davano per sconfitto lui ci ha sempre creduto, ci abbiamo creduto». La figlia Ludovica, arrivata ieri da Los Angeles: «Lui trasformerà lo italiano».
• Nel settembre 2014 la Commissione disciplinare della Feder lo ha squalificato per 16 mesi in qualità di presidente del Circolo Canottieri Aniene, avendolo ritenuto responsabile di «mancata lealtà» e «dichiarazioni lesive della reputazione» del presidente federale Paolo Barelli. Malagò ricorso alla Commissione d’appello federale. «È stato punito dalla Disciplinare in base all’art. 12 del Reamento di Giustizia, all’art. 6 Diritti e Obblighi del Soggetti Federali, n. 4, lett. a) dello Statuto Fin articolo 6 degli art. 2 e 7 del Codice di comportamento ivo del . Sono norme che tutelano lealtà iva e i diritti di persone o organismi in caso di giudizi lesivi. Malagò era stato deferito perché, nella Giunta del 4 marzo, sosteneva che la Fin aveva presentato le stesse fatture per i lavori delle piscine del F Italico sia al ministero sia a Servizi. Il aveva presentato la denuncia a inizio febbraio. In effetti chiamarla doppia fatturazione è almeno inesatto perché le fatture sono state presentate a Servizi, mentre il ministero ha versato un contributo senza chiedere documentazione. Dura la reazione di Malagò: “È il trionfo dell’illogicità. Mi è stato attribuito un fatto inesistente e per questo sono stato condannato. La decisione conferma ancora una volta che è stato necessario riformare il codice della giustizia iva”» (Roberto Perrone) [Cds 30/9/2014].
• Sposato in prime nozze con Polissena di Bagno e poi, per quattro anni, con Lucrezia Lante della Rovere, dalla quale ha avuto le gemelle Ludovica e Vittoria. Passa per essere un padre presente e attento. E protettivo: alle sue figlie non sono stati accordati viaggi con le amiche prima dei 16-18 anni, «mentre per quelli da sole-sole non so se nemmeno a 20».
• Da ragazzo ha giocato a calcetto a livello agonistico, vincendo tre Campionati italiani e partecipando con la Nazionale ai Mondiali di Brasile 1986. Gioca a , scia e pratica il canottaggio.
• Grande so romanista: «Non lo so ogni quanto penso alla Roma, non l’ho mai cronometrato. Ma una cosa è certa: come posso, ci penso».
• Tutte le notti, escluso il sabato, prende sonniferi: «Arrivo a letto ancora adrenalinico. Allora, ingoio una pasticca, dormo di sasso e non sogno mai».

Da Cinquantamila.it di GIORGIO DELL’ARTI, scheda aggiornata al 18 novembre 2014