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ULTIM'ORA

Giornata-scuola per motociclisti: ogni anno 50.000 incidenti!

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di Rosa Della Morte - C’è un dato spaventoso: i centauri sono coinvolti in quasi 50 mila ogni anno e nel 90% dei casi hanno responsabilità!
Oltre a pensare agli altri, alle loro distrazioni, dobbiamo guardarci addosso e chiederci: siamo capaci di guidare la moto?
Macchine che oggi toccano i 300 all’ora con motori ‘normali’ che sprintano più di una Ferrari….

La cosa più fa è smanete il polso destro sull’acceleratore, il resto va imparato.

Gli organizzatori ammettono: “se avessimo potuto ne avremmo riempite 7 di giornate, perché in poche ore abbiamo registrato il esaurito. Il dubbio era: verranno per girare gratis o ci sarà l’effettivo esse per una giornata di educazione motociclistica ? La puntualità all’arrivo di ogni iscritto, i chilometri di chi si è svegliato alle 3 del mattino per un lungo viaggio, il silenzio rispettoso in aula, ma, soprat, la disciplina in pista, dove non si è registrata nemmeno una caduta, nemmeno un ‘dritto’, confermano la giornata- che richiama alla coscienza dei motociclisti che vogliono imparare di più”.

Tutti con moto gate e immatricolate: custom, maxi enduro, naked e ive.
Anni di esperienza e conoscenze raccontate in poche ore da Giuseppe Andreani (Andreani Group), Roberto netti (Dunlop), Adriano Monti (Motodromo Castelletto di Branduzzo), Angelo Cignoli (ofcina La Moto Tecnica) e il dottor Marco Franchini, con un piccolo contributo degli agenti della hanno tracciato il prolo di formazione del perfetto motociclista.

In quel momento i relatori non parlavano rappresentando il marchio stampato sulla camicia, ma a personale, da appassionato agli appassionati. Dietro alla regia si nascondeva l’enorme sforzo di provare a regalare la sicurezza che ogni motociclista avrebbe meritato all’inizio della propria carriera e che avrebbe potuto magari cambiare il destino di qualcuno. Come a Omar, oggi sulla sedia a rotelle, ma presente con la sua moto adeguata alle nuove necessità.

Circa 6.000 le autoscuole in che potrebbero fare la loro parte con un programma più dedicato e funzionale alla classe delle due ruote; le concessionarie di moto dovrebbero arricchire il loro ruolo e strutturarsi per insegnare i primi rudimenti secondo linee guida uguali per tutti. La Federazione Motociclistica na avrebbe una forza enorme in questo senso e non è impossibile l’organizzazione di un calendario itinerante di giornate educative per i motociclisti.

Ci sono poi le aziende direttamente essate, come le case motociclistiche, quelle che producono caschi e abbigliamento tecnico, i “gommisti”, chi vende freni, sospensioni e ciò che ha a che fare con la sicurezza. Investissero un decimo del budget usato per mettere in vetrina il loro prodotto, riuscirebbero anche a “educare” il potenziale acquirente, che il più delle volte è impreparato come molti venditori. Perché la grande maggioranza di chi va in moto e, ancora peggio, in scooter, non sa come scegliere correttamente un casco, non sa che differenza ci sia fra il paraschiena e l’airbag, non sa che dopo 15.000 km le sospensioni andrebbero revisionate e che il freno posteriore si usa per correggere le traiettorie.

Chi guida la moto andrebbe educato al meglio e non sono esenti gli amatori della pista, dove c’è ancora troppa improvvisazione. Perché essere prudenti non signica solo andare adagio. Cento motociclisti in più, oggi, sanno cosa si intende per “sicurezza”.