ULTIM'ORA

Genoa, Totti-Day, futuro… Spalletti ordina: Vincere!

AS Roma Training Camp - Day One

di Romana Collina - “Francesco giocherà un bel pezzo di partita, il più importante”. parla prima del Genoa, ci sà a festeggiare il Totti-Day?
“La Roma deve vincere, non ci dobbiamo acne se ha vinto Totti, lui ha vinto tanto…”

Il Genoa, il Capitano, ma anche il
Gli chiedono se è difficile lavorare a Roma e dice: “È una situazione dove si può lavorare benissimo. L’essenziale è riuscire a fare chiarezza sul fatto che si lavora tutti nella stessa direzione. Siamo un corpo unico. Gli allenatori si cambiano, ho letto nomi due mesi fa, sono situazioni che si possono fare, che fa parte dell’intuizione, della professione che facciamo”. Sul futuro: “Non so se il prossimo anno la Roma avrà cambiato allenatore, ci rincontreremo in settimana. Domani c’è da dare spazio a quello che succede, se Francesco dice che è l’ultima partita c’è da dargli spazio, effettivamente. E lo spazio è per lui. Ci si rivede lunedì o martedì anche con la società per parlare insieme e dirsi due cose”.

C’è Paredes nel mirino di Juve e Milan, Nainggolan è il sogno proibito , per la panchina c’è Di Francesco: Luciano va dritto la sodo: “Che festa sarebbe senza i tre punti?”.
L’obiettivo secondo posto con l’accesso diretto alla è la cosa più importante: “Dobbiamo vincere, la prima cosa è ricordare di fare la partita nel modo corretto, bisogna riesibire la nostra forza, la mentalità, la benzina che ci ha portato a giocare questa partita”.

Totti e l’ultima, che spazio avrà? “Totti giocherà un bel pezzo di partita, quello più importante”.
apre a Totti titolare col Genoa: “Totti giocherà un bel pezzo di partita, quello più importante. Significa essere importanti, apprezzarlo non solo quando c’è stata la partita, ho avuto la fortuna di vedere la qualità del piede, delle sue giocate, di accorgermi in rido delle sue intuizioni geniali di anticipazioni, di giocata, di apertura prima che uno se ne accorga. Sono uno molto fortunato, penso ci sia anche qualche altra cosa che lo riguarda, nel senso che l’ho visto segnare tante volte, mi è successo di essere stato presente tante volte quando ha segnato. Ce ne sono molti che potrebbero essere in fila come i più belli”, Continua : “Poi rischi di mettere alla trentesima posizione un gol che vale la prima – ammette – Effettivamente si deve esprimere ancora. È capitato ieri mattina in palestra, vorrei sentirlo nto della decisione da prendere per il suo futuro”.
“La Roma deve vincere, non basta che ha vinto Totti”

“Il mio ricordo? Quello della qualità del giocatore, della forza, della personalità. Si valutano sempre le cose visibili, ma ce n’è un’altra che è fondamentale: il carattere. Quando sei in una situazione dove tutti ti fanno sentire scomodo e tu fai vedere la cosa contraria, che qui ndo io. Datemi la palla sui piedi e vi faccio vedere io, è un modo di togliere responsabilità agli altri calciatori, di dare la forza che il campione ha. Lui l’ha messo a disposizione tante volte, è diventata una qualità importantissima per i risultati della squadra”. Su cosa gli ha dato fastidio: “Nessuna, ci sono stati momenti in cui non ho condiviso alcune prese di posizione. Qui siamo un po’ colpevoli tutti, perché l’abbiamo un po’ creato questo grandissimo calciatore che può ricoprire qualsiasi situazione che lo riguardi, perché è Totti. Ne ha molte di queste qualità. In qualcuna serve che lui faccia ancora profondità, essere capitano di una squadra, essere leader di una squadra vuol dire donare quello che hai agli altri. Lui probabilmente lo avrebbe e lo ha anche fatto, però agli altri non è arrivato lo stesso messaggio”. E ancora: “E’ sempre stato messo davanti, magari annullando la qualità di un altro calciatore, cosa che da un punto di vista di un allenatore, di un club, di una tifoseria dovrebbe essere sviluppata. La Roma deve vincere, non ci dobbiamo acne se ha vinto Totti. Totti di ne ha vinti. Bisogna che Totti sappia far usare tutti i suoi successi anche alla Roma, da solo non basta. Ci diciamo sempre le stesse cose, che la Roma non ha vinto niente. Anche questa può essere una chiave, non solo che lo spogliatoio ce l’ha con me”.

SEI . ricorda l’aneddoto di quando sbagliò sei di fila: “Secondo me un giocatore, quando sbaglia tre calci di rigore, nonostante una personalità come la sua, può parlare di ripensarci, sarebbe un sintomo di spessore. Ma l’allenatore sei tu e dici di provare a farlo tirare a qualcun altro, quel qualcun altro magari poi dice no”. E ancora: “L’allenatore deve avere a che fare con 20 giocatori, non con uno solo. Se ne avessero segnati un paio in più di , i punti sarebbero stati diversi. In quel momento la cosa andò poco bene, ma se non trovi quello che lo vuole battere al posto suo diventa una presa di posizione difficile”.