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Gaetano quanto manchi: il calcio da 26 anni non è più lo stesso!

Michel Platini - FOTO DI REPERTORIO

di Antonella Lamole - Ventisei anni fa moriva Gaetano , simbolo del italiano prima che della Juve. La Juventus lo ha ricordato così…
“Il 3 settembre ’89 un tragico stradale in Polonia si portava via un uomo dall’immensa statura morale, campione leggendario sul terreno di gioco, che la Juventus non dimenticherà mai -recita la nota del bianconero- Era la prima domenica di settembre del 1989 ed erano da poco passate le 21, quando arrivò in Italia una notizia che provocò nei cuori di tutti i si bianconeri e di tutti gli amanti del gioco del uno stordimento indefinibile. ‘Gai’ ci aveva lasciato all’improvviso, all’età di 36 anni, mentre era in Polonia per la sua Juve, ad osservare il pmo avversario della Signora in Coppa Uefa, il Gornig Zabrze. Ci aveva lasciato all’improvviso Gaetano : un campione impareggiabile che, come scrivemmo su Hurrà Juventus all’indomani della sua scomparsa, «non ha mai avuto bisogno di attingere al tes della celebrità, sicuramente pago di una sua ricchezza interiore». Grande uomo senza pretendere mai nulla, unanime è stato negli anni il riconoscimento della sua serietà e del suo incrollabile senso della misura, senza che egli aia mai fatto sfoggio di virtù, sicuramente convinto di fare soltanto il suo dovere. «È stato un grande professionista ma non ha mai chiesto il ruolo di leader, contentandosi di quella piccola fascia al braccio che lo faceva capitano senza aggettivi, anche se possedeva tutte le qualità richieste al ruolo: il coraggio, la scienza, la saggezza, l’educazione, la lealtà, il fisico anche, un fisico che ti stupiva perché nella sua straordinaria ‘normalità’ e ti portava a chiederti donde gli giungessero tanta energia e lucidità. È stato un esempio vivente per quello che il poteva chiedere di positivo ad un atleta e ad un uomo, ma anche contro quello che il e lo sport andavano producendo in negativo, a cominciare dalla violenza.
Ai più , all’epoca, è mancato come amico, come esempio e come maestro, visto che questa era la strada che stava percorrendo. Oggi ne conserviamo amsamente il passato, facendolo rivivere nel nostro presente e nel nostro .Ricordando il 26° anniversario della sua scomparsa, ci stringiamo assieme a il popolo bianconero intorno a Mariella e Riccardo, nel ricordo dell’indimenticabile campione”.

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