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G7 di fuoco, scontro UE-USA su tutto: dazi, Russia, clima, Iran! E Conte…?

G7 summit in Canada

Prende il via a Charlevoix in Canada quello che sarà ricordato come il vertice più teso di sempre. Preceduto da un lato dalle bordate via twitter di Donald Trump sui dazi e dall’altro da una riunione dei leader Ue per serrare i ranghi e stabilire una posizione uniia proprio per affrone il presidente Usa.
Tensioni apparse chiaramente anche al momento degli arrivi dei leader, accolti dal padrone di casa Justin Trudeau.

Scontro -Usa al G7 in Canada. Dalla ai dazi, dal clima all’Iran. Trump, che lascerà il vertice in anticipo per preparare il faccia a faccia con Kim, chiede che la torni al vertice dei Grandi. Il no sottoscrive in un . Sui dazi Conte annuncia una posizione ‘moderata’ dell’. La tensione è stata tanto alta che, su proposta del presidente francese Macron, si è svolto un vertice con i leader
di , Gb, e Ue prima del summit. ‘I Paesi europei avranno la stessa linea’, assicura il presidente del Consiglio Ue Tusk, che attacca: ‘Trump sfida l’ordine mondiale’.

Lo scontro è aperto e totale fin dal mattino, quando Donald Trump apre la giornata con un fuoco di fila di durissimi sui “dazi enormi” imposti agli Usa da Ue e Canada, poco dopo aver annunciato uno strappo senza precedenti: lascerà il summit in anticipo.

E con il passare delle ore, il tycoon alza la posta, sempre di più. Fino ad arrivare a sostenere che la deve tornare nel formato G8. Un affronto pesantissimo e un segnale chiaro sulla volontà di Trump di andare per la sua strada, sempre e comunque. E su quella strada trova la sponda del no Giuseppe Conte che, al debutto sulla scena inter, appoggia l’idea del rientro di Mosca tra i Grandi perché, dice, “è interesse di tutti”.

Il G7 di Charlevoix non è ancora iniziato e la tensione è già altissima. Lo sconcerto per la linea di Trump è palpabile nelle parole del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. “Quello che mi preoccupa di più – dice – è vedere che l’ordine mondiale, basato su ree comuni, si trovi sfidato non dai soliti sospetti ma, sorprendentemente, dal suo principale architetto e garante: gli Stati Uniti”. I leader Ue cercano la quadra.

A prendere in mano la situazione è il presidente francese Emmanuel Macron, che li ‘convoca’ in un mini vertice per decidere come affrone l’incontenibile tycoon. L’, secondo quanto si apprende, non intende creare strappi, ma vuole che la sua linea sia chiara.
Ribadisce la necessità di aprire le porte a Putin e si mostra più morbida sui dazi. “Saremo portatori di una posizione moderata – spiega Conte – cercheremo di capire le ragioni che portano ad assumere certe posizioni e ci comporteremo di conseguenza”.

Macron, al termine dell’incontro, ostenta ottimismo, assicura che la linea europea è “uniia e determinata” e posta un con i leader che ridono insieme.

Cremlino, G8? “La si concentra su altri formati”: così il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha commentato dalla le parole di Trump secondo cui alla dovree essere permesso di tornare nel G8. Lo riporta l’agenzia Ria Novosti.