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Francesco spiato: nei 46mln di telefonate tracciate in Italia.

COMBO Barack Obama - Papa Francesco

di Domenico Chiesa - La National security agency ha intercettato anche il Papa!

Lo rivela il numero di Panorama in edicola. Nelle 46 milioni di telefonate tracciate dagli Usa in Italia, tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013, ci sarebbero anche quelle da e per il Vaticano. E si teme che siano state captate le conversazioni fin sulla soglia del Conclave. Tra le telefonate intercettate, secondo l’anticipazione data da Panorama, ci sarebbero anche quelle in entrata e in uscita dalla Domus Internationalis Paolo VI a , dove risiedeva il cardinale Jorge Mario Bergoglio insieme con altri ecclesiastici.

Panorama sospetta che anche le conversazioni del futuro pontefice possano essere state monitorate. D’altronde Bergoglio fin dal 2005 era stato messo sotto la lente dell’intelligence Usa come svelato dai rapporti di Wikileaks. Secondo quanto risulta al settimanale, le telefonate in entrata e in uscita dal Vaticano e quelle sulle utenze italiane di vescovi e cardinali, captate e tracciate dalla Nsa sono state classificate secondo quattro categorie: Leadership intentions, Threats to financial system, Foreign Policy Objectives, Human Rights. C’è il sospetto perciò che siano state oggetto di monitoraggio anche le chiamate relative alla scelta del nuovo presidente dello Ior, il tedesco Ernst von Freyberg.

Funzionari e 007 tedeschi in Usa – A seguito dello scandalo del datagate, che ha riguardato anche il cellulare della cancelliera Angela Merkel, una dezione di alti funzionari del tedesco e dei servizi avrà oggi a Washington colloqui con la controparte americana, secondo quanto riferisce l’agenzia Dpa citando la portavoce del consiglio per la sicurezza del presidente Barack Obama, Caitlin Hayden. Della dezione fanno parte il consigliere di politica estera della Merkel, Christoph Heusgen, e il coordinatore per i servizi segreti, Guenter Heiss. Non viene precisato se vi figurano anche i capi dei servizi segreti tedeschi, come anticipato nei giorni scorsi dal portavoce del , Steffen Seibert. Sono previsti colloqui con Susan Rice, responsabile per la sicurezza nazionale, il direttore dei servizi segreti, James Clapper, e la consigliera antiterrorismo di Obama, Lisa Monaco. Il tedesco spera di avere chiarimenti sulla vicenda e arrivare in prospettiva a un accordo bilaterale in base al quale gli Usa si impegnino a non spiare , autorità e rappresentanze diplomatiche. L’obbiettivo sarebbe impedire uno spionaggio incontrollato e garantire la tutela dei dati e della sfera privata dei cittadini tedeschi.

Ue, nessuna da gadget russi a G20 – Dalle analisi effettuate finora sui gadget russi dati ai leader del G20 non risultano particolari minacce. Lo ha detto un portavoce della Commissione europea Frederick Vincent precisando che le analisi sono ancora in corso e che si tratta di una procedura standard dopo una missione in un paese terzo.

Anche i nostri alleati europei spiano i leader e i servizi d’intelligence americani. Lo ha detto un alto responsabile dello spionaggio americano nel corso di un’audizione al Congresso. Quando sento parlare dell’attività di sorveglianza sugli alleati – ha aggiunto James Clapper, capo della Dni – mi ricorda quella scena di Casablanca, quando il Commissario chiude il locale di Bogart, dicendo ‘qui si gioca illmente’, e nel frattempo si mette i soldi in tasca”. Come dire, tutti sapevano tutto. Quindi Clapper ha insistito che ogni raccolta dati è stata perfettamente “le”.(

L’intelligence Usa e’ furiosa con la Casa Bianca. Lo scrive il Los Angeles Times, pubblicando lo sfogo di diversi componenti, rimasti anonimi dello spionaggio Usa. ‘Barack Obama ci ha scaricato, ci ha abbandonato al nostro destino, prendendo le distanze dallo scandalo Nsa. Il presidente – prosegue la fonte – potrebbe non aver ricevuto briefing sullo spionaggio dei leader, come dice la Nsa. Ma il Consiglio Nazionale della Sicurezza della Casa Bianca sapeva esattamente cosa stesse accadendo, sostenere il contrario è ridicolo’.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha dato mandato al sottosegretario alla presidenza del Consiglio con de per la sicurezza della Repubblica, Marco Minniti, di convocare per giovedì pmo, 31 ottobre, alle ore 10.00, il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr). All’ordine del giorno, questioni inerenti alla sicurezza delle telecomunicazioni, alla luce del caso Datagate e delle rivelazioni sullo scorso G20.

“Non abbiamo raccolto noi le informazioni sui cittadini europei ma questi dati erano forniti dai nostri partner europei”. Lo afferma il capo della Nsa, Keith Alexander, definendo totalmente infondate le accuse apparse sulla stampa europea e smentendo quanto pubblicato dal francese ‘Le Monde’, lo spagnolo ‘El Mundo’ e l’Espresso

L’intelligence italiana non ha mai scambiato dati relativi a cittadini italiani con gli 007 americani. E’ quanto precisano qualificate fonti dei servizi, commentando le dichiarazioni del capo della Nsa, Keith Alexander.

Basta spiare l’Onu: il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ordinato alla National Security Agency (Nsa) di limitare le intercettazioni nella sede delle Nazioni Unite a New York. Lo rivela Reuters citando un funzionario Usa. L’ordine impartito da Obama e’ l’ultima mossa in ordine di tempo decisa dalla Casa Bianca per porre un freno allo scandalo del Datagate.

Servizi russi spiavano al G20 con chiavette Usb trappola Corsera e Stampa, gadget regalati ai leader mondiali – Al Vertice del G20 di San Pietroburgo, i russi hanno regalato ai leader mondiali chiavette Usb per intercettare i nuti dei loro cellulari e computer. Lo scrivono con ampio rilievo in prima il Corriere della Sera e La Stampa. I primi sospetti sono venuti al presidente dell’Ue Herman Van Rompuy, il quale ha avvertito i servizi di sicurezza europei. Grazie alla collaborazione dei servizi segreti tedeschi, ”l’esito delle prime analisi è positivo”, scrive il Corriere. L’indagine, secondo la Stampa, sarebbe ancora in corso.

Consiglio Ue, spionaggio russo a G20? No comment – No comment. Questa la posizione del Consiglio Ue sulle notizie rimbalzate dall’Italia sul tentativo russo di spiare i leader del G20. Fonti del Consiglio hanno fatto notare che le strutture europee sono “coscienti dei rischi esistenti” ma su questioni specifiche non intendono fare alcun commento.

Cremlino,Tentativo di sviare attenzione – “Un chiaro tentativo di sviare l’attenzione da un problema realmente esistente, l’attività di spionaggio Usa oggetto di discussione ora tra le capitali europee e Washington”: così Dmitri Peskov, portavoce di Putin, commenta all’ANSA la notizia apparsa sulla stampa italiana che al G20 i leader sono stati nel mirino dello spionaggio russo. “Non conosciamo le fonti di queste notizie”, ha aggiunto Peskov, per il quale comunque si tratta di un’ipotesi “che non esiste”.

Reding, ora Usa ricostruiscano fiducia – “Partner e amici non si spiano, per il buon esito di negoziati ambiziosi e complessi occorre fiducia tra i negoziatori. E’ essenziale ed urgente che i nostri partner Usa facciano qualcosa per ricostruire la fiducia”: lo ha detto il commissario alla giustizia Viviane Reding parlando a Washington dell’accordo commerciale Ue-Usa.

Ue, spiati da ? Mancano conferme, verifichiamo – La Commissione Ue “è al corrente” di quanto affermato in alcuni articoli sulla stampa italiana secondo cui i leader al G20 sono stati nel mirino dello spionaggio russo, ma ancora “non puó confermare” perchè “sono in corso le verifiche”: lo ha detto un portavoce della Commissione.

Il Direttore generale del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (DIS), ambasciatore Giampiero Massolo ha riferito sugli sviluppi della vicenda datagate, rispondendo alle numerose domande dei componenti del Comitato”. Lo rende noto, al termine dell’audizione, il presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, senatore Giacomo Stucchi

Massolo, sì a chiarezza e ree con Usa Piena adesione dei servizi segreti italiani all’iniziativa europea di fare chiarezza sulla vicenda Datagate e stabilire ree future per la collaborazione con gli Stati Uniti, come chiesto dall’ultimo Consiglio europeo. E’ quanto avrebbe riferito, si apprende, il direttore del Dis, Giampiero Massolo, ascoltato in audizione dal Copasir.

Spagna, procura apre indagine esplorativa – La Procura spagnola per i reati informatici ha avviato oggi un’indagine esplorativa sullo spionaggio di massa da parte dei servizi di intelligence Usa per verificare l’esistenza o meno di fatti di rilevanza penale. Ne danno notizia fonti giudiziarie citate dall’agenzia Efe. L’indagine è volta anche ad accertare se un’eventuale inchiesta penale sarebbe di competenza della Spagna. Ad autorizzare l’indagine esplorativa è stato il procuratore generale dello Stato, Eduardo Torres-Dulce. Il ministro degli Esteri, José Manuel -Magallo, ieri aveva affermato che l’eventuale conferma dello spionaggio di milioni di comunicazioni telefoniche e telematiche di cittadini spagnoli potrebbe portare “alla rottura del clima di fiducia” fra la Spagna e gli Stati Uniti. L’ambasciatore statunitense in Spagna, James Costos, convocato ieri dal spagnolo per dare spiegazioni sul presunto spionaggio di massa, si è impegnato a chiarire “tutti i dubbi” e a mantenere “la comunicazione aperta” fino a quando gli saranno fornite tutte le informazioni da parte delle agenzie di intelligence statunitensi.

Minniti,intelligence non foresta senza ree – “L’intelligence non può essere una foresta in cui tutto è permesso e non è vero che il fine giustifica i mezzi: se i mezzi non sono corretti anche il fine viene inficiato”. Lo ha detto il sottosegretario Marco Minniti parlando del Datagate. “Garantisco sulla correttezza, lealtà e funzione positiva dell’intelligence italiana”

Minniti, problema evidente con Usa “E’ evidente che c’è un problema che riguarda l’intelligence Usa ed il rapporto tra questo mondo e l’Europa”

Brunetta, Letta riferisca presto in Parlamento – “Fondamentale fare chiarezza su una vicenda così delicata e grave. Letta riferisca al più presto in Parlamento sul Datagate”. Lo scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati.

Israele, stampa sospetta ambasciata Usa Tel Aviv – Sul tetto dell’ambasciata degli Stati Uniti a Tel Aviv c’è una vistosa struttura bianca a forma di parallelepipedo dove potrebbero essere state installate apparecchiature di ascolto. Lo afferma il quotidiano Maariv secondo cui una struttura analoga è stata peraltro notata sul tetto dell’ambasciata degli Stati Uniti a Berlino. Il giornale ha constatato che strutture simili appaiono con evidenza anche sui tetti delle ambasciate statunitensi a Beijing, Mosca, Stoccolma, Madrid ed Abu Dhabi. Fonti della sicurezza israeliane hanno detto a Maariv di essere persuase che gli Stati Uniti raccolgano informazioni di intelligence in Israele non solo dall’ambasciata, ma anche da satelliti e con altri espedienti tecnologici. Si presume, hanno aggiunto, che in Medio Oriente gli Stati Uniti possano praticamente ascoltare tutte le conversazioni telefoniche non protette.

L’intelligence di ”non ha evidenze” delle 46 milioni di telefonate ‘spiate’ in Italia dalla Nsa americana, di cui ha parlato il sito Cryptome. Invita poi a prendere con le pinze le indiscrezioni del sito e a distinguere tra spionaggio e monitoraggio. L’Intelligence sottolinea che a parlare di 46 milioni di telefonate non sono fonti ufficiali. Non va poi confuso, segnalano, lo spionaggio che è un’azione ostile, con il monitoraggio, che è invece un’analisi grezza di megaflussi di comunicazioni. Dentro ai confini nazionali, come ha anche spiegato la scorsa settimana al Copasir il sottosegretario Marco Minniti, c’è “una ragionevole certezza” che la privacy dei cittadini sia stata rispettata. Quanto al flusso di telefonate e di e-mail tra Italia e Stati Uniti o altri paesi, “non c’è alcuna prova” di intercettazioni massicce come quelle riportate oggi. Ci sono accordi di intelligence tra Italia ed Usa, ma questa collaborazione non prevede che i cittadini della prima vengano ‘spiati’ dai secondi. E’ comunque noto che la Nsa attua in tutto il mondo una raccolta imponenti di flussi grezzi di comunicazione, i cosiddetti metadata, cioè l’identità di chi comunica, la durata del contatto, le utenze utilizzate. A far scattare l’intercettazione vera e propria del nuto della comunicazione sono alcune parole chiave o utenze sospette che possono fare emergere un pericolo per la sicurezza nazionale o dei paesi alleati. Di questa attività si sarebbe parlato nelle scorse settimane durante i colloqui tra i vertici dell’Intelligence di e Washington.

La National Security Agency (Nsa) ha messo fine al programma usato per ‘spiare’ 35 leader mondiali, fra i quali la cancelliera Angela Merkel. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. Secondo le fonti citate dal quotidiano Usa, la fine del programma e’ stata decisa dopo che un esame interno dell’amministrazione Obama avviato l’estate scorsa ha rivelato alla Casa Bianca l’esistenza delle attivita’. Il presidente americano Barack Obama avrebbe quindi passato circa cinque anni senza sapere che le proprie spie monitorassero i leader mondiali.

Casa Bianca, piena fiducia in vertici NSA – Il presidente Barack Obama ha piena fiducia nell’operato dei vertici della NSA, a partire dal suo numero uno Keith Alexander. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. ”Hanno svolto un lavoro straordinario. Ora stiamo solo vedendo come assicurare un maggior equio tra la necessita’ di proteggere la sicurezza nazionale e le esigenze di difesa della privacy”.

Copasir chiederà audizione Greenwald – Il Copasir chiederà di ascoltare in audizione Glenn Greenwald, il giornalista del Guardian autore delle rivelazioni sul Datagate. Lo ha detto Claudio Fava (Sel), componente del Comitato rilevando che “tutti i membri si sono dichiarati d’accordo su questa proposta”.

Lo scandalo delle intercettazioni della National Security Agency si allarga a macchia d’olio. In un mese, dal 10 dicembre 2012 al 13 gennaio 2013, l’agenzia avrebbe ‘spiato’ 124,8 miliardi di telefonate nel mondo, di cui 46 milioni in Italia. Le indiscrezioni del sito Cryptome, considerato l’antenato di Wikileaks, arrivano mentre il Wall Street Journal, citando alcune fonti, riporta che la Nsa ha messo fine al programma di monitoraggio di 35 leader mondiali, inclusa la cancelliera Angela Merkel, dopo un esame dell’amministrazione Obama che ha rivelato alla Casa Bianca l’esistenza dell’attivita’ di monitoraggio. Il presidente americano Barack Obama avrebbe passato quindi quasi cinque anni – mette in evidenza il quotidiano Usa – senza sapere che le sue spie monitorassero i leader mondiali. Secondo il sito Cryptome, in Germania sono state intercettate 361 milioni di telefonate mentre in Spagna 62 milioni. Pesante anche il bilancio delle intercettazioni in Francia, 70,2 milioni di telefonate intercettate, cosi’ come quello di Pakistan e Afghanistan, con rispettivamente 12,76 e 21,98 miliardi di telefonate. Poco chiari, invece, i numeri riguardanti gli Stati Uniti: sembrerebbe trattarsi di 3 miliardi di telefonate La rivelazione di Cryptome rivede decisamente al rialzo i numeri circolati in precedenza: Le Monde parlava di 70 milioni di telefonate intercettate e lo stesso Cryptome di 540 milioni di in un mese. E arriva a poche ore dalle polemiche seguite alle intercettazioni telefoniche della cancelliera tedesca Angela Merkel e alla manifestazione a Washington contro i programmi di sorveglianza della Nsa, dove il protagonista, anche se assente, era Edward Snowden, la talpa del Datagate. I numeri di Cryptome sono in linea con quelli riportati dallo spagnolo El Mundo, che ha raggiunto un accordo con il giornalista Glenn Greenwald, per i documenti di Snowden che riguardano la Spagna. L’articolo, che apre il numero di oggi, è firmato, da Rio de Janeiro, da Greenwald e dal giornalista del quotidiano German Aranda. Il documento ‘Spain last 30 days’ comporta una serie di grafici, con colonne che indicano i flussi telefonici intercettati. A Washington intanto è arrivata una dezione formata da nove componenti del , giunta negli Stati Uniti per chiedere spiegazioni alle autorità Usa circa i presunti abusi della loro intelligence. Una missione in programma da tempo, ma che in queste ore ha assunto un particolare significato politico. Tuttavia, il capo della Nsa, Keith Alexander si e’ rifiutato di incontrarli.