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Fischi a Higuain: conformismo e la cazzimma di ADL !

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di Paolo Paoletti - Si torna in scena in Coppa : stesso , stesso blico, diversa la Juve e anche Higuain? La domanda ingolfa i tifosi del Napoli che stanno riflettendo se bissare l’inferno costruito per Gonzalo domenica sera.
Stessi fischi, stessi insulti? Stavolta potree non convenire…

L’argentino è rimasto sorpreso, certamente colpito dall’accoglienza ostile confessando: “Non mi aspettavo così tanti fischi e insulti. Al Napoli ho dato molto”.
Vero, ha ricevuto altrettanto: in pecunia, considerazione, affetto.
, tranne le vittorie: una Coppetta e una Supercoppetta na.
Troppo poco per chi ha giocato nel River e nel Real e deve rimpolpare i titoli di una carriera ormai vi alla conclusione.

“Ho scelto la Juve per vincere la Champions”, ha confidato al sito dell’Uefa ricordamdo che ci sono anche il Sesto e la Terza coppa di fila, traguardi mai visti neanche alla Juve!
Spiega: “Niente è facile ma doiamo provarci. Col Barça sfruttando al massimo la gara di Torino; in senza staccare mai dall’accelleratore”.

Ecco perchè giocherà anche mercoledi al . I perchè bianconeri si conoscevano già… scelta professionale legittima, messa in cattiva luce da un epilogo sbagliato nei tempi e nella comunicazione.
Gonzalo ha sbagliato i modi dell’addio, non la scelta. Anche se per i beceri, è merda se si preferisce altro, figuriamoci la Juventus.

L’accoglianza a Higuain è stata la stessa riservata a Cavani, prima ancora a Quagliarella. Anni fa per Josè Altafini, core ‘ngrato. Diventato tale per aver fatto il suo dovere, cioè gol, anche al Napoli nel pomeriggio in cui gli azzurri furono più vicini allo Scudetto prima dell’epopea Maradona.

Perchè alcuni , certamente una parte ma non pochi, vivono la bagarre emotiva della juventina?
Compreso i calciatori con poca personalità, tipo Hamsik, che sbaglia tiri da 16 metri che neanche un ragazzino del NAGC!

Il vocabo spiega significato di un concetto da cui comincia: Provincialismo. Mentalità, modo di fare, atteggiamento tipici di limitatezza culturale e di giudizio. Ovvero vivere un’area circoscritta della mente: dicasi chiusura mentale e conformismo… il pericolo di una condizione che potremmo definire “la miseria psicologica della massa”, come diceva Freud!

Da non confondere con CAMPANILISMO! L’attaccamento alla propria città, alle sue tradizioni.
Che deriva da un curiosa rivalità fra due comuni limitrofi dell’hinterland napoletano: San Gennaro Vesuviano e Palma Campania.

Il quadrante del campanile di San Gennaro Vesuviano che volgeva a levante (verso Palma Campania) fu volutamente senza orologio, proprio perché i cittadini di Palma Campania non avreero dovuto leggere l’orario.
Visione ‘romantica’ spesso riportata in letteratura, narrante rivalità tra famiglie o casate, spesso sfociate in guerre e faide.

Campanilismo che diventa provincialismo, qualora si manifesti nell’odio o invidia, spesso senza vera motivazione…
E il caso di Napoli-Juve, di Cavani, Higauin e tanti altri.

Basta, la Napoli ancora prigioniera di tali grettezze si liberi, considerando la Juve un avversario e non un nemico. Al pari di Milan e Inter, della Roma, e di tutte le migliori squadre che negli anni hanno saputo vincere.
Perchè l’unica verità e che questa idiosincrasia ruota intorno alla vittoria.

Quando Maradona con una magica punizione battè la Juve 1-0, dopo 13 anni di attese, la città conforme rinacque a nuova vita. Depurata dall’odio ivo per il nemico del Nord.
E per anni la sfida alla Juve è tornata nell’ambito della narrazione iva senza se e senza ma.
Il Napoli allora vinceva in e in .

Questo è il nodo da sciogliere. De Laurentis smetta di strumentalizzare anche i sentimenti sbagliati dei e faccia una squadra capace di vincere.
E svanirà. Anche i fischi a Higuain…

Qui l’unico cazzimmoso, nel senso più spregevole del termine, è proprio il cinepresidente!