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Spatafora: si fermi tutto! Figuraccia AIC: sciopero, poi no…

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di na Collina – Martedi il Consiglio federale deciderà il futuro del in Italia per quest’anno!

Spadafora, Ministro dello attacca tutti… “Non condivido assolutamente la scelta della Lega di giocare. L’emergenza saniia non finirà tra qualche giorno. Potrebbero esserci conseguenze su tutto il campionato, il riprenderà quando sarà finito tutto. Bisogna fermare la diffusione del contagio, non dobbiamo mettere a rischio la salute di giocatori, , tecnici, si.

La Lega di e si erano già rifiutate di concedere a migliaia di italiani le partite in chiaro. Incredibile situazione, eravamo arrivati vicini ad un accordo equo con Rai e . e la Lega si sono rifiutati. Che prevalgano i valori etici e morali, giusto fermare il campionato, sono d’accordo con Tommasi. Sono come sempre prevalsi gli aspetti economici in certe situazioni”.

L’Associazione italiana calciatori aveva proclamato lo sciopero, salvo poi ripensarci.
Ed emettere una dura nota… “È pericoloso giocare, salusi, attraversare le zone rosse.I giocatori lo stanno facendo perché manca il coraggio di decidere. Martedì ci aspettiamo lo del .

L’AIC aveva fatto sapere in una bozza di comunicato che “nell’intento di tutelare il diritto fondamentale alla salute dei propri associati, anche al fine di garantire la l incolumità potenzialmente lesa da un pericolo alla propria salute grave ed immediato proclama lo stato di agitazione e indice lo sciopero per le giornate del 08/03/2020 de del 09/03/2020, riservandosi la proclamazione di ogni ulteriore azione collettiva”.

NESSUNO SCIOPERO, NON TUTTI ERANO D’ACCORDO – Nessuno sciopero dei calciatori al momento, dunque: dopo che è circolato un comunicato con il quale l’AIC aveva proclamato lo stato di agitazione e il conseguente sciopero, in seguito alla stretta del governo e alla creazione di nuove zone rosse. Si trattava semplicemente di una bozza circolata tra l’assocalciatori e i suoi rappresentanti nelle varie squadre dei nostri campionati. Preso atto che non tutti erano per dire alle partite, dopo gli opportuni confronti la decisione è stata quella di non proclamare lo sciopero, in attesa del consiglio federale del 10 marzo.

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