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Figc, Agnelli contro Galliani. E BB boccia Tavecchio!

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di Paolo Paoletti- Tavecchio, ‘il vecchi’ guadagna posizioni. Agnelli vuole Albertini. Barbara Berlusconi dice no a logiche da vecchia Dc.
Giovanni Malagò mette tutti in mora: se non si arriva a un presidente l’11 il commissario in “è un diritto e un dovere”.
Divampa la guerra per la . E al centro c’è sono la candidatura e le scelte della di A.
Agnelli contro Tavecchio è sfida aperta a Lotito e Galliani. Sarà esplicita nell’assemblea dei 20 club di : senza candidatura unica della tutto sarà più difficile.
Oggi ha mosso le acque il direttivo della Dilettanti: Tavecchio aveva promesso l’annuncio in quelle sede lo ha fatto a metà.
I Dilettanti candidano il loro presidente a guidare la per ricostruire il , ma prima di formalizzare la scelta nell’assemblea del 25 luglio (l’ultima prima del 27) vogliono che il candidato abbia l’ok delle altre leghe con ampio consenso.

Col 51% si viene eletti al terzo scrutinio, ma solo i 10 consiglieri di Dilettanti e Pro non consentono di governare.
Al massimo della crisi federale e del movimento tutto, nessuno vuole fare a meno del placet politico della di A.
L’auspicio è che da Milano arrivi un’investitura uniia. Che passa per il mandato ‘esplorativo’.
Mossa rifiutata da Barbara Berlusconi: “servono idee, non logiche delle tessere da Dc della prima Repubblica”. L’attacco è diretto e frontale esplicitamente anche contro Galliani che sponsorizza Tavecchio-Dc.
BB però non ha de in materia: in voterà Galliani, schierato con Lotito e gli altri prò Tavecchio.

Chiaro Andrea Agnelli in contemporanea con la minaccia di commissariamento di Malagò…”il commissariamento della è un diritto e un dovere, se l’assemblea dell’11 non eleggerà il presidente”.
Agnelli dice: 1.”Tavecchio non ha l’autorevolezza di un Rummege o un , a guida di Eca e ”; 2.”serve un riformatore e non un traghettatore”; 3.”l’identikit del candidato è quello di un ex calciatore di prestigio e con esperienza da dirigente, come Albertini o Cannavaro o Vialli o Costacurta”.

Albertini è il vero candidato, ma anche su di lui restano i dubbi dei sostenitori di Tavecchio: non si governa con una maggioranza semplice.
Per esprimere il candidato, in di A servono 14 dei 20 voti.
Conterà la campagna elettorale di Lotito, peserà l’asse con i 3 club neopromossi, si contrapporrà il peso della Juve.
E poi c’è De Laurentis che spara sul sistema…
“Assurdo fissare l’assemblea elettiva l’11 ”, spiega Andrea Agnelli.
Seconda la Juve al no, sconfitto e diviso, servirebbe più tempo. Cioè un Commissario!