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Fedeli: obbligo scolastico a 18 anni, Onu 2030 lo chiede.

Scuola: 100 classi sperimenteranno diploma in 4 anni

di Serena Paoletti – “Io sarei per pore l’oligo scolastico a 18 anni perché un’economia come la nostra, che vuole davvero pune su crescita e benessere, deve pune sull’economia e sulla società della conoscenza così come peraltro ci viene dall’ultima Agenda ONU 2030 sottoscritta anche dall’Italia”.
Lo dice al Meeting di Cl il ministro dell’Istruzione ria Fedeli.

“Si dovree fare – sostiene Fedeli – una rivisitazione complessiva dei cicli scolastici da un punto di vista della qualità dei percorsi didattici interni. Io sarei per pore l’oligo scolastico a 18 anni perché un’economia come la nostra, che vuole davvero pune su crescita e benessere, deve pune sull’economia e sulla società della conoscenza così come peraltro ci viene dall’ultima Agenda ONU 2030 sottoscritta anche dall’Italia”. “Se si punta su questo – ribadisce – si deve sapere che il percorso educativo e e formativo, che non smette mai nel corso della vita, ha comunque bisogno di avere una più larga partecipazione possibile, almeno no a 18 anni, poi per percorsi anche diversicati del liceo, degli istituti tecnici professionali. Il sapere e le nuove competenze sono elemento fondamentale. So che questo non si realizza in due giorni, ma la visione e l’attuazione è importante”, conclude.

Tutti dovranno poter fare Erasmus – “Nel giro di pochi anni costruiremmo una classe dirigente nuova, italiana ed inter”; e per favorire questo occorre rendere L’Erasmus “accessibile a tutti dentro il percorso curricolare”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, ria Fedeli, in un’intervista a “ilsussidiario.net” prima della sua partecipazione al Meeting di Rimini, prevista nel pomeriggio di oggi. “La dimensione europea è imprescindibile. Lo dico anche per la mia storia personale, sono stata presidente del sindacato europeo. L’Erasmus – sostiene – è un’esperienza formativa che cambia la vita dei . Vuol dire più cultura, più conoscenze, più qualità nella rene umana e civile, più capacità e adattabilità nel nuovo mondo del lav”. Anche perché “nel giro di pochi anni costruiremmo una classe dirigente nuova, italiana ed inter”. Al momento, però, solo le famiglie con più disponibilità economiche possono mandare i propri gli a studiare all’estero. “Doiamo far sì che sia accessibile a tutti dentro il percorso curricolare” ha concluso.

Neet? Per dare una risposta al “” dei Neet si è fatto troppo poco in Italia in questi anni. Ora occorre “intervenire sulla qualità formativa dei docenti”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, ria Fedeli, a “ilsussidiario.net”. “In Italia – spiega Fedeli – aiamo costruito poco per rispondere a questo . Non solo come sistema di istruzione e di formazione, ma anche come sistema economico , che poco ha compreso le trasformazioni già in atto e non ha adeguato saperi e competenze al cambiamento costante nel lav”. Per questo, secondo il ministro “bisogna intervenire sulla qualità della didattica. E dunque sulla qualità formativa dei docenti. Aggiornamento costante, utilizzo di nuove tecnologie per venire incontro alle condizioni nuove e diversicate degli apprendimenti”. L’obiettivo del ministro dell’Istruzione è quello di “avere una scuola che include non solo già ce la fanno, ma anche chi rimane indietro, prima che questo avvenga. Servono docenti così preparati da venire incontro a tutti. Altrimenti non ce la facciamo”. Per affrone la questione del Neet, secondo Fedeli “c’è un problema della scuola, ma anche del mondo reale dell’economia, in chi dovree offrire una possibilità formativa ai ”.