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Faida Juve: Agnelli, Marotta, bagarini e n’drangheta!

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A dispetto dell’ottimo rendimento della squadra di Allegri sul campo, in società la situazione appare molto meno tranquilla.
Prima le indiscrezioni del sta Gigi Moncalvo sui rapporti tutt’altro che idilliaci tra il presidente di Exor John Elkann e il cugino Andrea Agnelli che potrebbero portare ad un clamoroso addio di quest’ultimo alla Juventus.

Ora Il Fatto Quotidiano, ‘svela’ in un articolo di Carlo Tecce di come anche tra l’attuale ad bianconero e Agnelli le reni si siano pesantemente incrinate, a causa del presunto coinvolgimento dell’ex dirigente della Sampdoria nella vicenda che vede alcuni gruppi ultras dietro la gestione della vendita di biglietti e abbonamenti per lo stadio.

Come per Calciopoli, anche stavolta, una vicenda giudiziaria può alterare gli equi ni alla Juventus e propiziare improvvisi movimenti ai vertici. Il pretesto è la corposa inchiesta della Procura di Torino sul rap fra la società della famiglia Agnelli/Elkann e i gruppi dei tifosi, sulla gestione dei biglietti e persino degli abbonamenti, sul patto tacito con gli ultras per evitare intralci ai bianconeri – le temute contestazioni – e sugli affari del bagarinaggio che ingolosivano la ‘ndrangheta.

Oltre ai malanni che da anni affliggono il pallone no, adesso emergono i contrasti sempre più accesi fra il presidente Andrea Agnelli e l’amministratore delegato Beppe , che col tempo ha imparato a intrattenere frequenti conversazioni con il potente cugino di Andrea, John Elkann. Discutono anche del ?
Così l’ultimo degli Agnelli, il padrone della Juve, ha rifilato un calcetto a e l’ha coinvolto nel procedimento della .

E qui va raccontata l’altra indagine, sempre sui biglietti, aperta dalla Procura federale in novembre, quando i magistrati torinesi hanno trasmessogli atti. Il capo Giuseppe Pecoraro, ex prefetto, ha esaminato i documenti, ha disposto degli rogatori e poi il 20 dicembre ha concluso l’istruttoria che ruota attorno all’articolo 12 del codice di giustizia sportiva sulla “prevenzione di fatti violenti”.

Pare che la Procura federale abbia riscontrato in maniera agevole una responsabilità della Juventus e che possa proporre almeno una sanzione pecuniaria (modica, al massimo 50.000 euro), anche se per gli episodi più gravi è prevista la squalifica del campo di gioco, l’inibizione per i dirigenti e addirittura dei punti di penalizzazione da scontare nella stagione in corso in caso di recidiva.
Pecoraro ha concesso 3 settimane alla società bianconera per presentare le contro-deduzioni, che puntuali sono arrivate il 13 gennaio.
Con una sorprendente richiesta: in sostanza, la Juventus suggeriva a Pecoraro di rivolgersi a perché Agnelli non si occupa dei biglietti.
A quel punto, la Procura federale ha prorogato i termini di altri 20 giorni per consentire all’amministratore delegato bianconero di rispondere e di contribuire al fascicolo.

La doppia inchiesta sui biglietti imbarazza parecchio la Juve, soprat per le connessioni con la malavita e per i risvolti drammatici come il suicidio di Raffaello detto ‘Ciccio’ Bucci, considerato l’mediario fra la dirigenza e la tifoseria.

In attesa dei riscontri dei magistrati torinesi, lo scenario per la Procura federale è definito. Perché il regolamento è perentorio.
Articolo 12, comma 1: “Alle società è fatto divieto di contribuire, con venti finanziari o con altre utilità, alla costituzione e al mantenimento di gruppi organizzati”.
Comma 2: “Le società sono tenute all’osservanza delle norme e delle disposizioni in materia di distribuzione al pubblico di biglietti”.
Comma 8: “Ai tesserati è fatto divieto di avere locuzioni con i sostenitori durante le gare e/odi sottostare a manifestazioni e comportamenti degli stessi che (..) costituiscono forme di intimidazione”.

I dirigenti bianconeri hanno parlato di “compromesso” con la tifoseria per garantire la sicurezza.
E lo stesso Agnelli ha ammesso nel memoriale consegnato in procura a Torino: “La richiesta di acquisto di tagliandi da parte degli ultras, pur normalmente espressa, è spesso caratterizzata da una silente pressione”.

* da .com

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