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FA, scandalo TPO: dopo Allardyce, Cellino e Pagliara!

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di Mary Bridge - Lo che ha coinvolto Sam Allardyce, travolge anche Cellino presidente del Cagliari. Nuove rivelazioni del The Telegraph sulle ‘Thirdy Party Ownerships’ in League: uno che coinvolge l’ con l’-presidente del Cagliari oggi patron del Leeds, ‘fregato’ dai nti investitori, in realtà giornalisti, del Telegraph.

VENDO IL LEEDS SE… Nel video postato sulle pagine del sito web del quotidiano, Cellino viene cettato da dei nti investitori che lo convincono a spiegare i metodi che i club di League usano per ‘raggirare’ i blocchi imposti dalla Football Association sulle TPO, ovvero la gestione di cartellini da parte di terze parti.
Il metodo suggerito dal presidente del Leeds prevede l’acquisizione di una parte di un club in cambio di guadagni sulle future rivendite dei calciatori sotto contratto. Cellino arriva perno ad offrire il 20% Leeds, in cambio del 20% dei guadagni sulle cessioni dei giocatori.

L’UOMO VALIGETTA. Coinvolto nello un altro no, Pino Pagliara, che spiega all’Ansa: “Sono caduto nel tranello del Telegraph. La verità è che io non ho mai fatto nessuna operazione con gli allenatori di cui si è parlato. Tra i tecnici tirati in ballo c’è anche un no, ma non voglio dire se oggi allena in Inghilterra o in . Gli inglesi sono bravi a giudicare gli altri, ma la verità è che qui la è endemica. Rubano anche i capi-scout”.

Pagliara ha lavorato molto tra e Inghilterra, ad esempio partecipando alle operazioni che portarono Ravanelli al Middlesbrough e Zola al Chelsea. Ma il fatto più eclatante risale al 14 giugno 2005, quando l’allora dirigente del fu fermato dai carabinieri in auto nei pressi di Cogliate e durante la perquisizione fu scoperta all’no di una valigetta una busta contenente un modulo di contratto riguardante il giocatore paraguayano Ruben Maldonado e 250 mila euro.

Fu l’inizio del caso Genoa-, giocata l’11 giugno 2005, in cui il club ligure addomesticò il risultato per ottenere la matematica promozione in .
Il era già retrocesso. Il Genoa vinse 3-2, ma la segnalazione di due magistrati genovesi, impegnati in altre indagini, mise in moto la giustizia sportiva.
L’esito dell’inchiesta portò alla retro in C1 del Genoa e a una serie di condanne, tra le quali quella di Pagliara, fermato 5 anni.