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Esulta per l’Aiax, precipita: è in fin di vita. Follia media!

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di Paolo Paoletti - Ma ne vale la pena…? Rischiare la vita per una partita di è un assurdo da cui bisogna uscire.
C’entrano gli stadi fatiscenti, c’entra una passione smodata alimentata dal circuito mediatico oltre ogni limite e decenza.

Giornali e tv vivono di ed è un segnale del di deculturizzazione avviano 40 anni fa da Silvio con la televisione commerciale.
Anche in America, la lotta per l’audience è frenetica e spinge alla spettacolarizzazione ma la deontologia professionale del giornalista anglosassone è una garanzia
al servizio della gente.

Cosa può cambiare se la squadra di per cui si tifa vince o perde una partita? Si può morire per una esultanza da gol?
La vita è ormai un brandello e tutti quelli che spingono per esaltare un mondo fuori da ogni limite sono colpevoli anche di come la tragedia di Amsterdam.
A quando Rudy Krol arrivò alla fine di una carriera prestigiosa, rimase sconvolto dalla pressione mediatica. In Olanda parlava con giornali e tv solo 1 volta a settimana, prima o dopo una gara.
Alla richiesta di terza vista al terzo giorno consecutivo si ribellò: cosa c’è da dire ancora oggi di diverso da ieri?

La tragedia ad Amsterdam durante Ajax- fa riflettere. Un so della squadra olandese è precipitato per circa 10 metri dopo essersi sato per festeggiare la seconda rete dei Lancieri. Cosa c’è da festeggiare fino a perdere l’equio mentale e fisico?

Traato immediatamente in ospedale, è in condizioni molto critiche anche se la polizia ha smentito le prime notizie che circolavano circa la sua morte.
Non è chiaro se l’uomo sia caduto per essersi o troppo o sia stato involontariamente spinto da qualcuno alle sue spalle.
I soccorsi sono stati tempestivi ma, incredibilmente, due ambulanze si sono scontrate mentre correvano sul luogo intorno al campo dove giaceva il ferito.

E’ tutto assurdo, bisogna smetterla!