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Esonerato Montella, Milan a Gattuso!

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di Nina Madonna - Esonerato Montella, panchiona a Gattuso!
La legge di Murphy colpisce ancora. Per il non è proprio una stagione esaltante e mentre Kalinic sbagliava di a San Siro contro il Torino, gli Bacca e Lapadula trovavano la via della rete con le maglie di Villarreal e Genoa.

Una vera beffa per Montella che ci ha rimesso la panchina.
Ecco l ufficiale:
“AC comunica l’ del Signor Vincenzo Montella dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. Al Signor Montella vanno i più sentiti ringraziamenti per l’attività fin qui svolta con il suo staff per l’impegno, la serietà, la correttezza professionale. La conduzione tecnica della Squadra è affidata al Signor Gennaro Gattuso, che lascia il suo incarico di allenatore della Primavera, e al quale AC rivolge i più calorosi auguri di buon lavoro. Domani la Conferenza Stampa di presentazione presso la sede di di AC a ello”.

Esposto ai venti di un campionato meno che mediocre, di una situazione finanziaria più che nebulosa e di un equilibrio societario funambolico, il un po’ cinese e non molto ista, zeppo com’è di juventini ed isti nell’organigramma, ha issato sul pennone la sua unica bandiera: Rino Gattuso.

Il campione del mondo di Berlino, 13 stagioni in rossonero, era il candidato alla sostituzione di Montella, messo all’angolo dallo 0-0 col Torino, quarta partita di seguito in casa senza lo straccio di un gol segnato e pareggio custodito nel finale da due prodigiosi balzi di Donnarumma.

Prima dell’inizio il ds Mirabelli aveva affidato a Premium l’ultimatum all’allenatore: “Il rodaggio è finito. È stata data tranquillità al tecnico, ma siamo qui per vincere, non per partecipare”. Toccava dunque all’ad Fassone e alla misteriosa proprietà cinese, il presidente contumace Yonghong Li e il dg itinerante Li Han, delusi per il settimo posto, decidere sulla staffetta tra Montella e l’allenatore della Primavera terza in classifica.

In teoria il prossimo appuntamento è semplice, domenica a Benevento, e il successivo cammino percorribile, fino alla fine del girone d’andata: Bologna, Verona, Atalanta, Fiorentina. Però il sta inciampando, molto al di là dei demeriti di Montella, negli stenti dell’attacco, che col Torino hanno reso vano il dominio nel gioco. Dal 2- 0 del 20 settembre alla Spal la squadra non è più riuscita a vincere in casa in campionato e stavolta, più delle parate di Sirigu, sono stati decisivi gli errori di mira di Kalinic e André Silva.

I si hanno perso l’entusiasmo per il reclamizzato estivo di Fassone e Mirabelli, con la consulenza di Alessandro Moggi, che impegnerà il club per 220 milioni da qui alle prossime due stagioni, tra affari già conclusi e prestiti con obbligo di riscatto. Sempre come si legge su La Repubblica in edicola oggi, nella formazione titolare è tornata la maggioranza preesistente alla rivoluzione: 6 su 11 anche ieri. I superstiti, secondo i piani iniziali, dovevano essere soltanto Donnarumma e Romagnoli. Ma poi si è infortunato subito Conti e Montella ha constatato che Zapata è meglio di Musacchio, che Rodriguez potrebbe equivalere ad Antonelli, che Suso è insostituibile, che Montolivo non fa rimpiangere Biglia, che Çalhanoglu è meno affidabile di Bonaventura (furioso al cambio) e soprat che Bacca era più di tutti gli attaccanti messi assieme, con l’eccezione del giovane Cutrone, promosso dal vivaio.

Gattuso resta un salto nel buio! Diverso fu il battesimo di Pippo Inzaghi e Brocchi, nello scorcio finale dell’era Berlusconi.
Rino allena dal 2013 e ha vissuto situazioni complicate (eufemismo). Se l’ nel Palermo di Zamparini, in B, rientra nella tradizione, non sono di sicuro ordinarie l’esperienza all’Ofi Creta, club fallito in corso d’opera eppure da lui tenuto a galla fino a dicembre, né le due annate in un Pisa promosso in B, salvato dal precipizio societario grazie anche alla sua passione e poi retrocesso con dignità.

Pur di tornare al , ha accettato la Primavera, scalando la classifica con qualche talento di prospettiva (Bellanova, Brescianini, Dias).
si può dire, dell’eventuale grande occasione, tranne che non la meriterebbe. Ma nessuno può garantire che sia il toccasana.

TUTTI GLI ERRORI. In estate non l’avrebbe detto nessuno, ma i gol del colombiano mancano eccome a questo . In campionato lo scorso anno di questi tempi aveva già segnato 6 gol, ora il trio Kalinic-Cutrone-Silva ne ha segnati solo cinque, 5. L’ numero 70 criticato dai si e poco funzionale al gioco di Montella, però, sta mantenendo la sua media anche in Spagna dove in 13 presenze ha esultato 4 volte, più due reti in League. Scaricato da Fassone e Mirabelli in prestito per soli 2,5 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 15,5, il colombiano si sta prendendo la sua personale rivincita.

Non solo Bacca. Anche Lapadula è un altro rossonero in festa perché ha trovato la prima gioia con la maglia del Genoa dopo un avvio tormentato da problemi fisici. Se a questo si aggiunge che il non segna in casa da quattro partite (l’ultima volta è datata 20 settembre contro la Spal) la situazione inizia a essere tragicomica. Una domenica veramente beffarda anche per colpa di De Sciglio, un altro epurato. Il terzino “regalato” alla Juve ha segnato il suo primo gol (e che gol!) in carriera dopo 173 partite: “Non sapevo nemmeno come esultare”.

Discorso che si può applicare anche altri altri , i nuovi non hanno portato, per ora, nessun miglioramento. Kessie ha segnato solo due gol, gli stessi di Kucka in Turchia. Calhanoglu uno come Deulofeu in Spagna. Poli e Pasalic hanno fatto addirittura meglio di Biglia in quanto a marcature. “Se qualcosa può andar male, andrà male”, come diceva il buon vecchio Murphy…