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Enzo Biagi, il maestro: 10 anni senza più modelli per il giornalismo!

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di Paolo Paoletti - Il rapporto tra la Rai e Biagi si ruppe dopo 41 anni a causa del famoso ‘editto bulgaro’: era il 18 aprile 2002. Dopo cinque anni, il 23 aprile 2007, già molto ammalato, alla vigilia dell’ottantaseiesimo , tornò in onda su Rai3: “la Rete che più mi assomiglia”, disse.

Il 6 novembre dello stesso anno scompariva uno dei più gradi giornalisti e scrittori italiani: Enzo Biagi. Nato a Pianaccio, frazione di Lizzano in Belvedere (Bologna) il 9 1920, ha le prime esperienze giornalistiche al Carlino Sera, dove entra nel 1939, gli anni della , durante i quali sposa Lucia ed entra nella Resistenza nelle la di Giustizia e Libertà: quattordici mesi che saranno il faro della sua vita iore.

Nel dopo è uno degli inviati del Resto del Carlino, della Stampa e del rotocalco Oggi, e animatore di tante iniziative a Bologna, dal teatro a una radio “di piazza”.

Nel 1951 si trasferisce a Milano, chiamato dal editore di Epoca Arnoldo Mondadori. Con l’amico Sergio Zavoli, nel ’52 registra un documentario radiofonico per la Rai, “Questa sera si vive a soggetto”. E’ nominato direttore di Epoca nel 1956, dopo che la sua intuizione di portare la cronaca dei grandi gialli fa crescere la tiratura del settimanale, e cura la critica televisiva, proprio nel momento in cui il mezzo, grazie a “Lascia o raddoppia”, sta assumendo una dimensione di massa. Le sue critiche sono un anticipo della sua idea di televisione.

Lascia la direzione di Epoca nel luglio 1960, dopo il suo editoriale “Dieci poveri inutili morti” è in dissenso con l’editore, e nel settembre 1961 viene chiamato da Ettore Bernabei, direttore generale Rai, alla direzione del Telegiornale. In un anno, porta numerose novità: la cronaca nera, i colmenti nazionali, i giornalisti della carta stampata, e inventa RT-Rotocalco Televisivo, dove trovano ospitalità temi difcili e inconsueti come la maa, le racndazioni, la fredda.

Biagi mise alla conduzione un giornalista al posto dell’annunciatore, portò come collaboratori due amici: Indro Montanelli, che parlò di Trot e Stalin e Giorgio Bocca, che izzò un’inchiesta sui preti proprietari terrieri. Arrivarono le prime stazioni che hanno accompagnato il giornalista nel corso di tutta la sua carriera.

La “cifra” professionale di Enzo Biagi è stata l’vista, che lo ha reso uno dei più importanti giornalisti del Novecento. In questo speciale sono inseriti alcuni dei suoi più popolari incontri: da Ghedda a Pier Paolo Pasolini, dal cardinale Carlo Maria Martini a Marcello Mastroianni. Tra le famose viste vi sono quelle al presidente Sandro Pertini, al generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, a Michele Sindona, Margaret Thatcher, Luciano Liggio, Giovanni Falcone.