ULTIM'ORA

Sarri promosso, De Laurentis all’esame scudetto!

de-laurentiis-sarri

di Paolo Paoletti - Chi merita il primo plauso è : in un lunedì di un inverno bugiardo, resiste alla tentazione di esultare per un sogno. Sarri e la sua squadra sono in cima agli elogi di tutti, paurosi, opportunistici: nessuno va contro i campioni d’inverno, nessuno ci crede fino in fondo.

L’anno nuovo denuncia ancora le ipocrisie del calcio: chi scommetteree veramente sul sopra 2 punti e Inter?
Questo titolo virtuale non è come quelli della storia, questo campionato è unico e irripetibile. Il 2016 può sballare tutte le statistiche sui cui regge il pallone. Perchè?
1. La Juve crolla ma si rialza sempre.
2. L’Inter è piena di debiti e in Figc temono il tracollo del club unico triplete no.
3. Il sorprende: è il solo a riconoscersi nel gioco, in Sarri, in uno straripante Higuain che nessuno mai aveva visto così. Nè a Baires, nè a Madrid.

Sarri, in tuta come gli operai dell’Italsider, ha vinto la sua sfida. Temeva di non arrivare al panettone, oggi è primo, dono inatteso. Ha rivoluzionato il con la sua sincera onestà, ha saputo pungolare Higuain, ha centrato l’obiettivo che a tutti si chiede: la somma maggiore delle sue parti, nascondendo le magagne dei singoli, con la resa di reparto, collettiva.

Sono passati oltre 200 giorni da quel terribile 31 maggio, la Lazio stravince al San Paolo e addio Champions, come addio annunciato fu quello di Benitez. Da quella notte, Higuian che di non voleva più saperne, mai più aveva osato dagli 11 undici metri, misura sbagliata anche per un bomber come lui. Come avevo chiesto ed è avvenuto, Sarri ha rimesso sul dischetto il suo che di potenza ha esorcizzato anche l’avversario più subdolo, la paura! Liberandosi…

Chi scommette sul terzo scudetto azzurro? L’asse Roma-Milano-Torino gufa soffrendo. Altrettanto nessuno può negare che il fin qui merita il terzo scudetto della sua storia. Tutto diverso, a sopresa, composto.
Il Fenomeno Azzurro emerge tra mille storture: dallo umiliato dalla sua splendida città, ad un club che non è un club ma un uomo solo al comando. E le sue lune.

Ecco è il primo simbolo di questa pazza ipotesi: non vuol vincere, ci si trova spinto dalla sua fortuna. Che non è poco e gli ha dato tutto. Adesso però serve altro: coraggio, spavalderia, competenza.

E’ inutile che ponga il duio di rompere il giocattolo: il suo mestiere è fare scelte giuste al momento giusto.
Questo è il momento di scommettere tutto sullo scudetto. Occasione unica. Servono 3 campioni, pezzi da novanta, che lo spogliatoio accetterà solo se in grado di fare la differenza. Inutile rincorrere quarte scelte che non disturbereero nessuno, fantasmi.

Appena 6 mesi fa, Benitez fuggì con le vergogna in faccia. era delusa, raggirata dal suo curriculum…
Tra 6 mesi, un signor nessuno potree riuscire dove nessuno mai in 26 anni. Il Terzo Scudetto vinto da un operaio del pallone nella città dei sogni. Sarri non è Osvaldo Bagnoli, non è Verona, mai paragone saree più sbagliato.
Sarri sapeva e scommise su se stesso, illuso da Berlusconi, atterrito dalla follia di Ferrero.

inseguì Benitez in Spagna, Sarri è qui grazie anche ad Emery che non credette ad una parola delle lusinghe del cinepresidente. E Mihajlovic fece il resto. Sei mesi fa, chi l’avree immaginato?

Il Toscano nato a , ha dissipato anche il fumo del suo sigaro: ora è un uomo da raccontare ed un allenatore da imitare. E da capire.
Non ha sbagliato niente anche quando accettò di farsi imporre il 4-3-3 da Rejna portavoce di malcontento. Come finirà?

Molto dipenderà anche dall’Europa, non dal Villareal.
Il ha ribaltato gerarchie, Sarri i pregiudizi. Ma ora siamo al dunque e una fuori dalla Champions per mano di Guardiola, potree diventare troppo anche nel campionato più incerto della storia. Il è apoteosi di semplicità, gioca come fanno i bambini, segna col pallottoliere. Non ragiona, diverte, d’istinto.

Non può essere un modello perchè irripetibile, anche questo sia chiaro a : tante circostanze hanno voluto tutto ciò, impossibile ripetersi. Ecco l’attimo da cogliere: l’attimo fuggente, capitano mio capitano…

Il non è l’Atletico Madrid che in Spagna da sempre fa dispetti a e Real. Non è il Bo Dortmund che Jurgen Klopp ha portato lassù per poi scomparire. Non è neanche il Leicester di Ranieri che ha bruciato Mourinho, come bruciò il senza Diego.

Questo è l’imponderabile, bello per questo, unico.

Il calcio di Sarri affascina e coinvolge. Rejna, Albiol, Callejon, Higuain, aspettavano un Messia. E’ arrivato un miracolo. E c’è voluto del tempo per capirne l’alchimia, la formula, il puzzle incastratosi da sè.
Molto lo si deve ad Alessandro , bancario anche lui, girò porta a porta in estate tra Genova e Milano. Oggi il ha muscoli e voglia di vincere. Stronca gli avversari, s’impone, fa ciò che chiede Sarri che insegna calcio mettendo avanti lealtà di rapporti, verità anche amare, senza rubare la scena.

I gol di Higuain sono il filo rosso che tutto unisce, ma anche Hamsik ha rialzato la cresta, sostenuto dalla leaderschip di Rejna vero capitano senza fascia.
Il sembra perfetto, ma non è cosi. può distruggerlo o migliorarlo.
Lo scudetto dipende da lui: vediamo che ha imparato dopo 10 anni!