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Ecco perchè Lorenzo si è salvato a Madrid!

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È stato l’unico a salvarsi nella serata del Bernabeu, secondo il presidente Aurelio De Laurentis. Eppure, a due giorni dalla sconfitta di Madrid Lorenzo Insigne è fiducioso: “Il 3-1 condiziona il giudizio, ma noi siamo vivi e lo vedrete. Peccato che il vantaggio sia durato poco, una de di minuti. Io comunque non sarei così pessimista”

‘NON È FINITA’. “Il ? È successo in fretta, la palla sui piedi di Hamsik, io che vado nello spazio, Marek me la dà con i giri giusti. Ho guardato Keylor Navas, ho visto che stava distante dai pali, m’è sembrato di vederlo fuori posizione, o almeno così l’ho battezzato. Ho tirato, dando forza e cercando anche la traiettoria. Diciamo che sono stato anche un po’ fortunato. Non ho capito niente, eravamo avanti di un e ho scoperto un altro tipo di felicità, perché segnare là ti lascia il segno. Ma l’amarezza per la sconfitta non ti concede nulla. L sono stati bravi, ma noi non meritavamo questo passivo. E però non è finita”.

ESPERIENZA . “Se ho pensato di vincerla sull’1-0? Sapevo che saree stata lunga e dura. Quando sei lì ti rendi conto di quanto siano bravi, di cosa voglia dire essere e come si affrontino certe gare avendo dentro di te un bagaglio d’esperienza che hai accumulato in tutte le manifestazioni. L ce l’hanno nel dna, hanno vinto coppe di ogni tipo, ne hanno vissute a decine o centinaia. Noi siamo sulla strada giusta, ma aiamo bisogno di crescere. Per farlo, servono gare come queste e anche delusioni del genere, dalle quali ci si rialza. Perché il Napoli è vivo e lo vedrete al ritorno”.

DA CR7 A MARADONA. “Chi mi ha colpito? A parte , sono rimasto impressionato da Modric, un autentico fenomeno. Ti rendi conto, quando lo osservi, che ha doti naturali, fa in scioltezza e fa sempre la cosa che non t’aspetti. La maglia di Ronaldo? L’ho incrociato all’vallo, è stato istintivo chiedergliela. Comunque non sono mostri, pur essendo di livello assoluto. A noi è mancato qualcosa, ma ci sono state fasi della partita in cui siamo riusciti a palleggiare e aiamo creato. Cassano? Mi ha chiamato prima della partita. Mi ha detto: ‘Non ci pensare, gioca come sai’. È stato carinissimo, io e lui aiamo un rapporto sincero, amicale, familiare. Aiamo chiacchierato di altro, non solo della partita. Maradona nello spogliatoio? Impatto emozionale straordinario, unico. Lo guardi e pensi che hai di fronte a te il più grande del , un fenomeno irraggiungibile. Ci ha detto pochje cose: ‘Fate quello che non è riuscito a me; sono passati trent’anni, adesso tocca a voi. Credeteci’. Noi siamo stati diversi dal solito, ma non è stata , né soggezione”.