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Ecco le intercettazioni di Agnelli!

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Su J è arrivato il momento per la Juve di far sentire la propria voce, con uno speciale dedicato all’avvocato Luigi Chiappero chiamato a chiarire tutti gli aspetti della vicenda che in questi giorni ha coinvolto la Juve e il presidente Andrea Agnelli in particolare.

ALTO PIEMONTE – “Si apre e si chiude con l’indagine Alto Piemonte. La chiusura di questa indagine vede i nostri coinvolti solo in qualità di testimoni, poiché nulla emerge in maniera tale da coinvolgerli con un ruolo diverso. Quando le inchieste niscono, l’attività di indagine è rivolta soprat a carpire ulteriori elementi attraverso intercettazioni che avvengono all’interno del carcere o magari tra i parenti degli elementi condannati. Qui invece vengono ancora intercettati testimoni, come D’Angelo o Merulla”.

STRANE EVOLUZIONI – “no a quando l’indagine rimane nell’ambito penale è chiaro. La nostra veste di testimoni è chiara. Collaboriamo con le autorità per dare tutte le indicazioni che devono essere date. Nell’mabito di questa indagine risulta che la Juventus attraverso alcuni suoi e duciari, aveva riservato per il tipo di seria che ha proveniente da tutta Italia, aveva qualche riserva per alcuni gruppi di fedelissimi. Questo fatto ha provocato un’allerta da parte dell’autorità disciplinare che viaggia su un binario parallelo e si occupa di quel che riguarda i rapporti tra le società e i gruppi di seria organizzata”

MORTE BUCCI – “E’ stata un’estate durissima. Va detto, perché dalle carte emerge, che coloro i quali hanno avuto a che fare con Bucci nell’ultimo periodo nostro in cui faceva parte del Team SLO hanno potuto confermare del suo lavoro sempre svolto in maniera assolutamente corretta. Era stato sempre apprezzato, in grado di risolvere spesso tanti problemi sorti per lo svolgimento di trasferte o gare che dovevano essere disputate”.

DOMINELLO – “Il problema è to alla presenza della gura di Rocco Dominello, che noi avevamo conosciuto n dal 2009-2010 in quanto amico di Fabio Germani. E lo avevamo sempre solo conosciuto in quanto so juventino. Risulta dagli atti, tutte le carte di un’altra indagine sono state rilette e attestano come il contatto di Germani e Dominello era quello di si che tentavano di essere particolarmente vicini alla società, che poi informavano e si vantavano di essere a conoscenza prima degli altri di notizie delle dinamiche societarie e di campo”.

INTERCETTAZIONI – “Dobbiamo essere chiari su un punto. Le intercettazioni sono atti complessi e difcili da leggere, per questo non vengono divulgati prima di un certo momento. Un conto sono i fatti, un conto sono le cose che si dicono al telefono. Queste telefonate avvengono in un momento in cui c’è già stata l’emissione della misura di custodia cautelare nei confronti di persone che sono sottoposte a procedimento penale per associazione ai sensi dell’articolo 416 bis del codice penale. Quindi è molto importante contestualizzare nel tempo: quando uno parla di Dominello nel 2016 dopo che è stato arrestato, ne parla ovviamente a seguito di tutta una serie di elementi e conoscenze che sono emerse proprio per via di quello che è capitato. Dato che non può essere dimenticato, importante per leggere bene le telefonate di agosto 2016″.

PROCESSO MEDIATICO – “Quello che sta avvenendo è un qualcosa di completamente sbagliato. Riportare pezzi di intercettazione, momenti e frasi estrapolate qua e là è estremamente fuorviante. Si può far passare per vere delle cose che sono vere nella misura in cui sono state dette, ma che costituiscono la base di un ragionamento e non di un fatto provato. Se non faccio attenzione a il contesto in cui la telefonata avviene, io divulgo brani di telefonate per utilizzarle per una certa nalità e arrivare a dimostrare qualcosa che mi interessa. Non deve essere così”.

AGNELLI – “Ci sono due intercettazioni vecchie, prima degli arresti, sono due telefonate con Alessandro D’Angelo: piuttosto brevi e molto poco rilevanti. Altre due telefonate, fatte il 4 agosto 2016 al presidente dal telefono di D’Angelo, che vedono coinvolto anche il sottoscritto che era presente con la col Turco proprio perché c’era una ragione che fossimo presenti. Premetto che c’è stato quel giorno l’audizione di D’Angelo davanti al PM, a D’Angelo per la prima volta viene contestato che Dominello avrebbe rivelato di avere incontrato il presidente a tu per tu in una occasione dove il presidente gli spiegava delle cose che lui non era nemmeno in grado di capire. D’Angelo non ricorda in modo più assoluto questo fatto, poi lui al telefono conda alla danzata che per lui ora la situazione si faceva pesante perché gli han fatto rmare un foglio e perché lui non ricorda che nel 2012 aveva incontrato Rocco Dominello nello studio del presidente. Ha detto se può chiedere al presidente e lui gli ha risposto che può farlo perché era un cittadino libero: viene autorizzato a fare questa telefonata ed ecco perché avviene questa telefonata, verso mezzanotte quando Agnelli era in vacanza”.

LA TELEFONATA – Chiappero ad Agnelli: “Dominello avrebbe detto che tu avevi nel momento in cui parlavate una sorta di block notes dove ti annotavi le cose, e gli avresti suggerito ‘Guarda sono meglio gli abbonamenti che i biglietti, perché sui biglietti ci sono più problemi’.
Agnelli a Chiappero: “Sì, c’erano i tamburi, gli striscioni, c’era tutta quella roba lì”.
Chiappero: “La domanda è: siccome Alessandro non se la ricordava questa cosa, quello che volevo sapere è se te lo ricordavi tu questo incontro”.
Agnelli: “L’incontro sì, senz’altro. Ecco, io ogni volta che li vedevo ai gruppi, per quanto li vedevo a gruppi, ogni volta che li vedevo, scrivevo sempre le cose sui fogli perché nella mia testa era per dargli importanza che scrivevo quello che dicevano”.

“Quindi, quando io gli segnalavo l’esigenza di ricordarsi dell’incontro con Dominello, il presidente confermava e diceva che li vedeva a gruppi. D’Angelo allora ritorna sul tema, chiedeva se ricordasse il fatto di essere da soli con Dominello, senza i gruppi”

Agnelli: ‘Ma in questa circostanza particolare io ricordo che ogni tanto veniva prima, ma poi arrivavano gli altri. Però vado a memoria, ragazzi”.
D’Angelo: “Il problema mio è stato lo stesso. Loro si son molto soffermati quando io ho detto che non ricordavo, perché lui dice: ‘La prima volta che ho incontrato il presidente Agnelli è stato tra giugno e luglio 2012, mi ha portato Alessandro, eravamo attorno a un tavolo e addirittura avevi un block notes”.
Agnelli: “Ma no. Non penso proprio. Non penso proprio, perché mai e poi mai a un primo incontro del genere vado così, coscendomi io”.
D’Angelo: “Poi oggi mi hanno detto una roba, non mi hanno trattato benissimo. Hanno detto: ‘Per me potete continuare a negare l’incontro…’. Io poi a un certo punto ho detto: ‘Senta, ma mi faccia almeno chiamare il presidente”.
Agnelli: “No, ma l’incontro c’è anche stato secondo me. Non è che bisogna negarlo. Però dubito che sia stato: ‘Ti presento’; e poi da lì subito fai ragionamenti di questo tipo. Non è che ti presento qualcuno e pronti via fa questo tipo di riflessione”.
D’Angelo: “Questo è normale. Ma l’altra domanda poi è perché te l’avrei portato”.
Agnelli: “Perchè quello come al solito, perché quello che te l’ha presentato era quello che faceva ordini…Cioè Alessandro, in là sarebbe venuto Mocciola. Son venuti tutti. Anche Grancini. E sì ragazzi miei, secondo me questo se lo inventa anche lui”.
D’Angelo: “Però lui mi ha detto (il PM, ndr): ‘Per me puoi anche non ricordarti ed è assurdo che non ti ricordi una cosa del genere. Se la prossima volta Rocco viene qua e mi dimostra di essere stato là in quel giorno, tu sei fregato”.
Chiappero: “La cosa importante è sapere su tu ricordi se di aver avuto un incontro in presenza di coso, dove il fatto…”
D’Angelo: “Sì, sicuro. Sì, ok va bene. Lui sostiene che tu (ad Agnelli, ndr) avresti consigliato di usare abbonamenti invece che biglietti”.
Agnelli: “Ah, questo non me lo ricordo. Questo mi sembra una follia. Io mi ricordo che facevo i numeri”.
D’Angelo: “Facevamo i numeri dei biglietti? Non ricordo neanche”.
Chiappero: “Ecco, potrebbe essere che tu gli hai detto di gestire abbonamenti per evitare che i numeri salissero o cose di questo genere?”
Agnelli: “Può darsi, potrebbe anche darsi cose così. Io li vedevo ogni sei mesi, una volta all’anno. Quindi non è che…”
Chiappero: “Quindi diciamo che hai visto lui come hai visto anche altri singolarmente. Hai visto solo lui? Perché questo potrebbe essere un altro aspetto che potrebbero chiedere”
D’Angelo: “Può darsi”
Agnelli: “Sì, ti direi di sì”
Chiappero: “Cioè voglio dire, il Mocciola da solo piuttosto che il Grancini da solo, son venuti? Perché questo qui per esempio…”
Agnelli: “No”
D’Angelo: “No”
Agnelli: “No…no…no…Ma neanche secondo me questo non è mai venuto da solo, non c’è mai stato adesso che io questo…o che è arrivato cinque minuti prima e dietro c’era l’altro. O da solo con me…non me lo ricordo nemmeno io, perché vengo dieci minuti prima, sono sempre in coppia quelli lì”
D’Angelo: “Perché ti spiego un altro dettaglio. Quando è uscito dall’ufcio, lo ha chiamato l’avvocato Galasso dicendogli: ‘Come ti devo chiamare adesso, , visto gli ufci che frequenti?’ e Rocco ha detto: ‘Io non so come Galasso facesse a sapere di questi incontri””
Agnelli: “Perché secondo me c’era anche Germani e arriva dieci minuti dopo, cioè non lo so. Quelle robe lì…”
D’Angelo: “Io non ricordo. Purtroppo me ne dispiaccio, ma io non lo ricordo”.
Chiappero: “Comunque tu in genere li vedevi tutti insieme”
Agnelli: “Sì”.
D’Angelo: “Sì”
Chiappero: “Quindi il fatto che lui ricordi di essere venuto da solo corrisponde al fatto che può essere che lui sia venuto da solo e che tu non abbia visto gli altri da solo?”
Agnelli: “Potrebbe anche essere venuto dieci minuti prima. Una volta sì. Dieci minuti prima degli altri o quindici”
Turco: “Vuole dire che arrivavano tutti i gruppi e riceveva solo…”
Agnelli: “No, tutti assieme. Sempre detto ad Ale, tutti assieme i capi. Una volta l’anno, tutti assieme. I referendi come li chiamano loro”.
D’Angelo: “Dice che era la prima volta che ti incontrava. E’ come se lo avessi combinato io questo incontro”
Agnelli: “No, no e no. E mai e poi mai saremmo scesi in quei dettagli lì la prima volta. Impossibile, impossibile”.
Chiappero: “E’ vero. Questo è corretto”.
D’Angelo: “Questo ci stava”.
Chiappero: “Questo è corretto”
Agnelli: “Impossibile”
D’Angelo: “Però, sia cos’è la verità? Che non ricordo neanche Rocco in presenza degli altri quando sono venuti”
Agnelli: “Quello no. In presenza degli altri no”.
D’Angelo: “In presenza degli altri io non me lo ricordo Rocco presente alle riunioni nostre. Non me lo ricordo, non me lo ricordo mai”
Chiappero: “Ma per quale ragione potrebbe essere venuto da solo”
Agnelli: Eh non lo so, ragazzi. Voglio dire, non mi ricordo”
D’Angelo: “Anche io”
Agnelli: “Cioè ci penso, domani vi chiamo”
Chiappero: “Pensateci un attimo”.
Agnelli: “Però mi sembra una cagata”
D’Angelo: “E’ la mia paura”
Agnelli: “Mi sembra una cagata”
D’Angelo: “Oggi son stato in difcoltà e mi han detto che se la prossima volta Dominello viene qua e dimostra che ero lì quel giorno nisce…”
Agnelli: “Va bene ci penso un attimo e ci risentiamo”.

LA TELEFONATA 2 – “Sono per leggere e che tutti sappiano , perché vogliamo che in questo processo nulla venga nascosto.Trovo che le secretazioni sono importanti, ma per le Procure che devono fare le indagini. Dopo siamo in un mondo dove piuttosto che conoscere pezzi e non , sarebbe sbagliato. I contenuti della telefonata del giorno successivo si prova ricostruire i pezzi, dove i due sostanzialmente ricostruiscono i cosiddetti ‘agguati’, quegli incontri a tu per tu e ne ricostruiscono sostanzialmente due. Uno di Fabio Germani, un altro con un altro rappresentante dei gruppi che non ricordo più esattamente chi è che aveva visto Andrea, lo aveva fermato e gli aveva parlato. Ma lui dice che se questi sono gli incontri a tu per tu, possono essercene stati. Ma di incontri come quello che è stato descritto, siamo assolutamente fermi su quello che è stato non ricordato”

ANTIMAA E PECORARO – “Bisognerebbe fare un po’ di chiarezza su quali sono i compiti istituzionali dei vari enti. Quando un organo specializzato della Procura della Reblica come la DDA chiude le indagini, questo è il dato che va preso. La Procura Federale ha riletto le carte che sono arrivate dalla Procura della Reblica di , a mio modo di vedere in modo non esatto e ho anche avuto modo di segnalarlo con una memoria a suo tempo depositata agli atti. Da questa lettura che ha costituito questo capo di imputazione dove avremmo mantenuto l’ordine blico anche per il tramite di questi soggetti asseritamente ‘ndranghetisti, perché il processo non è ancora nito e deve ancora cominciare. A questo punto è capitato che sul piano ivo, oltre quella che era l’accusa di aver riservato un numero di biglietti superiore a quattro a gruppi organizzati, sempre ovviamente a pagamento dico io mentre l’accusa sostiene anche a credito. Il , ed è un’accusa gravissima, anche per il tramite della malavita oganizzata. Che poi è confusionaria anche questa denizione, perché un conto è la malavita e un conto è la criminalità organizzata. Questo fatto non può essere da noi assolutamente accettato. E’ un qualcosa fatto a nostro avviso al di fuori di quelle che sono le regole della giustizia iva, che avrebbe dovuto occuparsi esclusivamente di quella che era la sua parte, prendendo per buono quello che era stato fatto dalla Procura della Reblica. questo lavoro è nito sul tavolo dell’Antimaa. Ogni sede poi è buona per rivisitare quegli atti che arrivavano da , anche lì in parte si è poi ridiscusso di quello che può essere un elemento di partenza e non l’oggetto effettivo della facdenda. Devo dire che la presidente e la Commissione hanno preso atto di quella che la nostra posizione. Spero che dalle parole del nostro presidente e degli altri presidenti possano arrivare risposte importanti”.

LA TELEFONATA FANTASMA – “La telefonata Agnelli-Dominello? Non è nell’inchiesta, non è nella relazione fatta a suo tempo, non nel deferimento, non è negli atti che io ho ascoltato. Agli atti non c’è”.

PROSSIMI PASSI – “Aspettiamo che il Tribunale Nazionale ci chiami, ha 90 giorni di tempo per celebrare il procedimento in primo grado. ne aprile, inizio maggio dovremmo essere chiamati. Se l’accusa non modica le contestazioni che ci sono state mosse, e su questo non andiamo a difendere l’impossibile perché sappiamo di aver sbagliato nell’assegnare più di quattro biglietti. Abbiamo anche spiegato perché l’abbiamo fatto, ci sono ragioni che non arrivano al punto tale dal dire che dobbiamo essere assolti. Se dalla contestazione scompare come deve scomparire questa complicità con la malavita organizzata, da quel momento il processo può diventare molto semplice e può essere denito in maniera molto ‘tranquilla’. Cosa che non può essere e non sarà mai nché si continua a sostenere che le cose che i della Juventus hanno fatto, le hanno fatte con il concorso consapevole come addirittura è stato scritto di personaggi che ora sono sotto processo ma con i quali noi avevamo un rapporto assolutamente in linea con quello che è il rapporto che si ha con le curve e le serie . Ed è già stato riconosciuto dalla Procura della nostra società che non è mai stata tenera nei confronti della nostra società tant’è vero che i nostri tesserati sono stati intercettati proprio quando andavano a fare le prossime testimonianze che è quanto di più invasivo ci sia, nessuno ha mai segnalato che ci fosse qualcosa di ‘particolare’ rispetto ad una sola persona che poi è quella che subisce il processo con l’accusa di associazione di stamp maoso”.