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Ecco come e perchè la Juve è la più ricca!

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di Antonella Lamole - Ricavi raddoppiati in 6 anni: la gestione di Andrea , presidente dal 19 maggio 2010, mette insieme vittorie e incassi.
Dai 172 milioni di ricavi con passivo di 95,4 del primo anno ai 387,9 di ricavi con 4 di profitti e 5 scudetti!!!
L’impatto è stato subito evidente, con la soglia dei 200 milioni di ricavi superata nel 2011/12 (primo scudetto dopo ), anche se per avere un risultato netto positivo si sia dovuto attendere il 2015, con 2,3 milioni di utile.
E il 2016, sesto anno di presidenza , proseguito allo stesso modo: 387,9 mln di ricavi, nuovo record, con 4 di profitti.

Lo ntus , punto di partenza del ciclo virtuoso del club bianconero, ha indubbiamente apportato i suoi benefici per ciò che riguarda i ricavi da gare. Già al primo anno di utilizzo del nuovo impianto di proprietà, complice la cavalcata verso lo scudetto, le entrate sono quasi triplicate: dagli 11,6 milioni del 2011 ai 31,8 milioni del 2012, per un trend sempre in crescita fino all’esercizio chiuso lo scorso giugno. La ntus aveva toccato il picco a quota 51,4 milioni nel 2015, cifra diffi da replicare non essendo andata fino fondo in tutte le competizioni nella passata stagione (il cui dato si ferma a 43,7 milioni). Un piccolo passo indietro a cui fanno da contrale due grandi passi in avanti, quelli relativi a sponsor e proventi dalla gestione dei giocatori.

Già nel quinquennio precedente la ntus aveva portato i propri ricavi commerciali ad un progressivo aumento, passando dai 43,3 milioni del primo anno di gestione ai 60,3 milioni del 2014. Dopo la flessione del 2015, è arrivato il botto: il nuovo accordo con Adidas ha permesso alla ntus di toccare quota 70 milioni, a cui si aggiungono 13,5 milioni dalla vendita di “prodotti e licenze”. La , seguendo i migliori esempi in questo campo ha deciso di gestire in house il merchandising investendo su professionalità e strutture proprie. Una scelta che ha fruttato 13,5 milioni di introiti. Per ciò che riguarda la gestione dei diritti dei calciatori, con 46,3 milioni di ricavi i bianconeri superano persino quanto registrato nell’anno della discesa in Serie B, con le cessioni eccellenti dei vari Ibrahimovic, Vieira e dei campioni del Mondo Cannavaro e Zambrotta.

Con Andrea al comando, dopo un iniziale livellamento sotto i 20 milioni, nel 2014 la ntus ha ottenuto 36,4 milioni di euro, miglior risultato prima dell’ultimo esercizio. La progressione sui ricavi televisivi è influenzata dall’andamento della squadra in campo europeo, con gli 88,7 e 90,6 milioni dei due anni senza la Champions e il successivo balzo a 163,5 milioni nel primo anno di presenza nella massima competizione europea dopo la vittoria del . Pressoché identici i dati degli ultimi due anni, con 197,2 milioni nel 2015 e 194,9 milioni nel 2016. Per la , insomma, la presenza nella Coppa dei campioni è una piacevole e remunerativa consuetudine che ha favorito l’ascesa del fatturato.

AIUTO ALLA . La gestione di Andrea ha dato sì una sterzata ai ricavi, ma ha dovuto concedere qualcosa sui costi operativi, che hanno trovato un equilibrio infatti solamente con una presenza fissa nell’élite europea. Dopo aver sfiorato i 200 milioni nel 2010/11, a fronte di soli 172 milioni di ricavi, tale soglia è stata ampiamente superata nelle stagioni successive, in una progressione che li ha portati fino ai 300 milioni iscritti a bilancio nel giugno 2016. Il peso maggiore è da addie al personale tesserato, che dai 126,9 milioni del 2011 è arrivato a “pesare” 197,7 milioni nell’ultimo esercizio. A cui vanno aggiunti 67 milioni di ammortamenti. La rosa bianconera, nella scorsa stagione, in altri termini, è costata 264 milioni tra ingaggi e costo periodico dei cartellini.

Quel che è più evidente in questi anni è l’evoluzione del valore della rosa. Un valore espresso a bilancio alla voce “diritti alle prestazioni dei calciatori”: la ntus crollata in Serie B vide dimezzare il proprio valore, passato da 107,4 a 53,1 milioni di euro, e solo durante l’ultima gestione è riuscita a ripore la propria rosa al livello del pre-. Con fatica, perché il primo anno il valore è addirittura sceso da 93 a 71,4 milioni, ma già nell’esercizio del 2012 il trend ha subito una netta inversione: 118,1 milioni per la rosa del primo scudetto di Conte, aumentati poi a 119,2 e 119,9 milioni.

Essendo un dato relativo ai diritti pluriennali dei giocatori, l’assenza di spese enormi sul mercato ha stabilizzato la cifra che ha subito una leggera diminuzione nel 2015, toccando quota 114,2 milioni, per poi segnare un nuovo picco nel giugno 2016, quando gli acquisti di Dybala, Al Sandro, Mandzukic, Zaza, Lemina, e Cuadrado hanno alzato ulteriormente il livello, che si attesta a 186 milioni di euro.