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Draghi a Ue: “prosperità condivisa”, ma in Italia ci sono 10 mln di poveri.

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di na Collina – “Negli ultimi anni molto è stato fatto per ritrovare stabilità, questo ha riportato ducia nella zona euro, ma debito blico e privato elevati, bassa crescita e disoccupazione inaccettabilmente alta ci ricordano che la questione più pressante è riportare l’area euro su un cammino di prosperità condivisa”.
Mario Draghi, presidente BCE ha parlalto al Parlamento Ue.
“La moderata ripresa in corso dovrebbe proseguire, i progressi su riforme e risanamento dovrebbero spingere la crescita per i pmi due anni, l’export beneciare dalla ripresa globale e la domanda na continuare a salire. Le attuali già ngono la flessibilità ma pensare che la flessibilità è l’unico modo per far ripartire la crescita è itato”.
In audizione all’europarlamento, Draghi ammonisce Renzi e Hollande in particolare che spingono l’opinione blica a credere che lo sforamento del 3% sia il modo per far ripartire le aziende e il lavoro.
“Il modo migliore per la crescita sono le riforme strutturali con la riduzione della spesa corrente e l’abbassamento le tasse”.
Più chiaro di Draghi chi la può cantare?

In , alla faccia di prosperità e crescita, ci sono 10.048.000 di persone che vivono in condizioni di povertà relativa, pari al 16,6% della popone. ù
Tra questi 6.020.000 sono poveri assoluti, cioè non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa (9,9%).
Lo rileva l’Istat nel report sulla Povertà in .
Per quanto riguarda le famiglie, in sono considerati relativamente poveri 3.230.000 di nuclei, il 12,6% del totale. Di questi 2.028.000 sono poveri in maniera assoluta. Si tratta del 7,9% del totale delle famiglie.

Povertà assoluta peggiora, specie al Sud.
Tra il 2012 e il 2013 – rileva l’Istat – l’incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7% al 12,6%), ma l’incidenza di povertà assoluta è aumentata, specie al Sud: sono poveri in maniera assoluta 725 mila persone in più tra quelle che vivono nel Mezzogiorno.Nel 2012 i poveri assoluti al Sud erano 2.347.000, nel 2013 3.072.000.

Povera una persona su 10
Nel 2013 una persona su 10 in è in povertà assoluta. Si raggiunge così il record di persone che vivono in povertà assoluta dal 2005, quando è iniziata la diffusione di questa stima da parte dell’Istat. L’anno scorso i più poveri tra i poveri erano il 9,9% della popone (6.020.000), nel 2005 la percentuale si fermava al 4,1% (2.381.000 persone). Nel 2012 i poveri assoluti erano l’8% della popone (4.814.000). Nel 2013 tra le famiglie l’incidenza della povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9%, soprattutto per effetto dell’aumento registrato nel Mezzogiorno (dal 9,8% al 12,6%). In sono coinvolte circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all’anno precedente.

6,4% famiglie a rischio, sono quasi povere
Il 6,4% delle famiglie in è quasi povero, rischia cioè di cadere in povertà. Si tratta di nuclei che hanno livelli di consumo superiori di non oltre il 20% rispetto alla soglia di povertà relativa. E’ quanto emerge dal report sulla Povertà in , diffuso oggi dall’Istat. Nel nostro paese le famiglie residenti relativamente povere sono il 12,6%. Circa la metà di queste (6,7%) è considerata ”appena” povera, cioè ha una spesa inferiore alla soglia di povertà di non oltre il 20%.