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Douglas sfida il Napoli: conta solo vincere!

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L’addio al Bayern Monaco, la , lo scudetto: Douglas Costa spiega tutto al Corriere dello Sport, che tifa per il (da sponsor ufficiale) ma non può inimicarsi i della !

GENOA. “Sapevamo che saree stata una partita molto complicata perché era la prima dopo le vacanze. Ci siamo allenati molto (carichi pesanti, ndr) e logicamente non potevamo essere al top. Non siamo macchine… La cosa più importante era conquistare i tre punti e ci siamo riusciti. Adesso torneremo la capace di incantare tutti. Il mio gol? Segnare è bello, ma quando segni un gol decisivo lo è ancora di più. Soddisfazioni come quella di lunedì aiutano a essere ancora più concentrati e determinati”.

- CHE LOTTA. “Il campionato italiano è molto competitivo e tante squadre partono per vincere il titolo. In diciamo che è interessante ‘darsi la caccia’ in testa alla classifica perché il torneo diventa più spettacolare e crescono gli spettatori negli stadi”.

SPETTACOLO. “Il esprime un bel , ma il miglior non è una gaa di successo. Alla fine conta vincere. A me piace il bel , ma preferisco vincere”.

. “Il nostro segreto la difesa? Credo di sì. Se non subiamo reti, davanti aiamo giocatori importanti e in grado di segnare tanto. Una squadra si costruisce partendo dalla difesa e poi si va avanti. Se fai le cose bene dietro, la base è solida e spesso ti togli delle belle soddisfazioni. Al Bayern noi ci difendevamo tenendo la palla e siccome attaccavamo quasi sempre, era difficile per gli altri segnare. Il nostro era un diverso in un campionato diverso: la linea difensiva era molto avanti e recuperavamo palla nella metà campo avversaria. Qui in Italia c’è più attesa, più tattica ed è necessario più sacrificio, ma una cosa è la stessa: se non subisci gol, la tua fiducia aumenta ed è tutto più facile”.

INIZIO DI STAGIONE – “Soddisfatto? Credo di sì. Sto crescendo e sono convinto che posso fare ancora molto. Sono arrivato qui per fare la differenza ed essere decisivo. Voglio riuscirci”.

2018?. “Il 2018 è lungo e possono succedere tante cose. Ho la fortuna di giocare in una squadra importante con giocatori eccellenti. Devo lavorare tanto perché in questi 6 mesi ci sono diverse partite: la Champions, il campionato, la Coppa Italia e… il . Per la mia nazionale sono sempre stato un elemento importante. Nell’ultimo anno (e mezzo, ndr) non mi hanno più chiamato a causa degli infortuni, ma ora sto tornando ad essere il giocatore che la ha voluto”.

TANTA PANCHINA. “Il nostro allenatore lavora bene e ha un modo giusto di far crescere e inserire i nuovi. Per me come per altri è stato importante stare in panchina: da lì ho imparato quello che dovevo fare, ma la stessa cosa in passato è successa ad Al Sandro, Pjanic e Dybala. Adesso che ho appreso il di è tutto più semplice”.

40 MILIONI. “Io sono un giocatore e non mi preoccupo delle valutazioni di mercato. Se il Bayern mi voleva vendere a quella cifra e la mi ha comprato, va bene così. Io devo dimostrare in campo il mio valore. Se uno segna e la squadra vince, i milioni pagati contano poco”.

SENZA DYBALA. “Da quando sono arrivato tutti si aspettano gol da me, ma se li aspettano anche dagli altri attaccanti: Cuadrado, Higuain, Bernardeschi, Mandzukic… Dybala ha avuto degli infortuni pure lo scorso anno e la squadra ha sempre segnato. Qui alla ci sono calciatori forti”.

PAULO. “Paulo e Al Sandro sono stati i primi che mi hanno aiutato quando sono arrivato a Torino e così tra noi è cresciuta questa amicizia che va oltre lo spogliatoio. Nel nostro tempo libero andiamo fuori a mangiare e passiamo qualche ora insieme. Andare d’accordo nella vita di tutti i giorni facilita l’intesa sul campo”.

DEDICA. “Avete visto bene: quella era la sua esultanza. Ci eravamo messi d’accordo prima della gara e gli avevo promesso che, se avessi segnato, il gol saree stato per lui. E’ fuori per una lesione muscolare, ma Paulo è sempre con noi e noi siamo con lui. La Joya diventerà uno dei tre più forti al mondo? Ha tutto per esserlo: sa segnare, tecnicamente è fantastico e di calciatori incredibili come lui non ce ne sono molti. Sta crescendo molto e sarà un top”.

IL GOL. “A me piace fare molti assist per i compagni, ma lavoro per segnare di più. Saree fantastico e importante se superassi quota 7 (record in carriera in una stagione, ndr)”.

-GUARDIOLA – “Guardiola è una allenatore unico nel suo genere, a mio parere il migliore al mondo. Paragonare un qualsiasi tecnico a Pep è difficile, ma è un allenatore importante che ha disputato 2 delle ultime 3 finali di Champions. Ama la difesa molto solida e il suo non è fatto di… tiki taka, ma di concretezza. Sia lui che Guardiola hanno vinto tanto e, anche se quello di Pep è un gioco più spettacolare, alla fine contano i grandi risultati che entrambi hanno ottenuto in carriera. Rapporto con Guardiola? Buono. E’ un allenatore che rispetto molto e anche adesso mi scambio messaggi con lui. E’ stato importante perché mi ha portato via dallo Shakhtar e mi ha fatto crescere”.

SALTO . “Solo il tempo. Devo lavorare e non avere infortuni come successo in passato. Con Guardiola ho vissuto dei momenti fantastici, ma poi sono stato 6 mesi fuori per problemi fisici: rientravo e mi facevo di nuovo male… Spero di ritrovare la forma fisica che ho avuto al Bayern e, se Dio vorrà, tornerò anche a esprimere il mio ”.

DRILING. “Da piccolo mi allenavo con mio padre che è un calciatore: è stato lui che mi ha insegnato qualche segreto e che mi ha dato tanti consigli. I migliori al mondo a drilare? Neymar su tutti, ma sono forti anche i miei compagni Roen e Ribery. Tra i grandi del passato? Ronaldinho perché è sempre stato il mio idolo e il mio mito”.

CHAMPIONS. “Se ci penso già? Un passo alla volta… Prima dell’andata con il Tottenham ci sono tante partite. Già sabato avremo un match importante e ci servono i tre punti”.

SCUDETTO? “La Champions è difficile perché vi partecipano le migliori squadre al mondo. Confesso che mi piaceree parecchio portare alla vittoria la , ma chi indossa questa maglia deve tentare di vincere ogni competizione a cui partecipa. Triplete quest’anno? Non saprei… Ci sono tanti fattori e la nostra è una formazione con diversi giocatori nuovi. Io però ho fiducia perché siamo forti e sono convinto che possiamo raggiungere ogni traguardo”.

FRECCIA. “Sì, corro a 34,2 Km/h: gli strumenti hanno detto questo. E se lo dicono loro…”.