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Douglas Costa: dal Gremio alla Juve con il papà nel cuore!

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di Antonella Lamole - E’ il momento di Douglas Costa. Decisivo contro il Genoa, ha imitato Paulo Dybala e la maschera del gol!
Per capire il, brasiliano bisogna andare a ritroso nella sua storia: l’idolo? Il padre, ma anche Ronaldinho. Amante del supereroe Flash, il poker, il biliardo. Il destino del primo gol con il Bayern, un po’ di reggaeton…

Douglas Costa segna e la vince. Tre punti fondamentali contro il Genoa, per tornare a -1 dal . È bastato il suo inserimento, su suggerimento di Mandzukic, per deposie il pallone alle spalle di Perin. Gioia, esultanza e… Dybala mask. Mani sul volto proprio a imie l’esultanza dell’amico argentino, ancora out per infortunio e di cui ha preso il posto. Il cambio c’era già stato qualche settimana prima, quando al 50’ di Cagliari-Juve Dybala sente qualcosa che non va alla gamba ed è il brasiliano a rilevarlo.
Già, l’amicizia c’è, ed è lo stesso numero 10 dei bianconeri a ringraziarlo sui social per la dedica, assicurando che la Dybala mask, quella originale, “tornerà presto”. Vero, presto ma non prestissimo, e questo momento è proprio quello giusto per Douglas Costa e per dimostrare il proprio valore.

RONALDINHO. La storia di Douglas Costa inizia in Brasile, le giovanili che lo formano come calciatore sono quelle del Gremio. A Porto Alegre ci rimane tra il 2002 e il 2008, coltivando il proprio talento e anche il culto per Ronaldinho, che proprio nel Gremio aveva iniziato a far danzare il pallone prima di sbarcare in Europa. “La prima volta che lo vidi avevo le farfalle nello stomaco” – disse in un’intervista. Nonostante una diversità tra i due giocatori. Vero, Douglas Costa è tra i più veloci in squadra, non certo una prerogativa anche dello stesso Dinho, che in compenso sopperiva con una tecnica mostruosa. Stessa che ha anche – seppure inferiore – uno come il brasiliano ora della Juve. Che nel 2010, dopo essere stato seguito anche da Barcelona, Madrid, Manchester United, e Bayern Monaco, finisce in Ucraina allo Shakh Donetsk. Lì vince cinque campionati, gioca più di 200 partite e mette a segno qualcosa come 38 gol e 40 assist. Nel 2010 la rivista spagnola Don Balòn lo inserisce nella lista dei migliori calciatori nati dopo il 1989. E il trampolino di lancio è pronto.

DESTINO. A dirla tutta in tà Douglas Costa, prima della sua esperienza al Gremio, gioca per una stagione a undici anni nel Novo Hamburgo, e contro l’Amburgo – intesa però come la squadra tedesca – segna il suo primo gol al debutto in Bundesliga. Già, nel 2015 il Bayern lo acquista per 30 milioni, il terzo colpo più costoso della storia del , e le critiche piovono. Troppi tutti quei , per un atipico brasiliano d’Ucraina. Preso per dar fiato a Robben e Ribery entrerà però presto nel cuore di Guardiola. Anche perché quel gol all’esordio è una perla: sinistro a giro a battere il portiere, condito anche da un assist di esterno sinistro per Muller. Un capolav per uno che il calcio lo prende molto seriamente. Dalle lezioni di tedesco svolte ogni giorno per migliorare la lingua alle certezze circa il suo futuro. “Se non avessi fatto il calciatore? – gli chiesero in un’intervista nei suoi primi mesi in Germania. “Non lo so, davvero. O calcio o niente” – rispose lui. Per poi lasciarsi andare in tanti altri aneddoti: “La cosa che mi piace di più del gioco? Il pallone. Quella che mi piace di meno? Difendere, a me piace attaccare”. E ancora: “Il mio motto? Lote sempre. Il mio idolo? Mio padre? Il mio cantante preferito? Nicky Jam, fa reggaeton, mi piace tantissimo”.

MASCHERA DEL . Vero, è tutto da scoprire il brasiliano. Tra aneddoti e curiosità sulla sua vita, i social sono una buona carta d’identità virtuale. Douglas Costa su Instagram raccoglie più di tre milioni di follower e ha condiviso più di mille foto. Nella sua bio, accanto alle iniziali del nome – “DC11” – ci sono due saette. Meriti di Flash, il personaggio dei fumetti creato dal DC Comics dalla velocità supersonica. Qualcosa che evidentemente li accomuna. Altro suo idolo, seppure inventato e probabilmente in piedi solo sul terzo gradino del podio: dopo Ronaldinho, e dopo il padre. Già, proprio con il papà condivide altre passioni. Il verde del campo da calcio non è infatti l’unico che vede il brasiliano: uno che ama giocare al tavolo – verde – del poker, e anche a biliardo, passione trasmessagli proprio dal padre. Divertimento e famiglia, senza eccessi. Già, Douglas Costa è uno che si allena duramente, e fumo e alcol non sono mplati nella sua vita. Chi invece ne è fondamentale sono la moglie Luisa Ramos – sposi nel 2014 – e la sorella Amanda, a cui è molto legato.

DUBBI. Con la i gol di Douglas Costa in stagione sono soltanto tre, a fronte di 24 partite. Ma la crescita sembra proprio il capitolo più recente. Pronto a lasciare ben più di un dubbio di abbondanza per Allegri quando anche Dybala recupererà dall’infortunio. E allora, con l’argentino disponibile, come giocherà la Juve? “Non lo so nemmeno io, giuro, è la verità” – parola di Max Allegri. Che quando tutti saranno potenzialmente titolari dovrà fare delle scelte. Una potrebbe essere proprio questa: Dybala o Douglas? Vero, Mandzukic a sinistra è intoccabile, di punta anche. Il centrocampo a tre Pjanic, Khedira e Matuidi gira alla perfezione. E la scelta potrebbe finire lì, proprio tra i due, che ormai condividono tutto: la squadra, il posto in campo e anche l’esultanza.