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Dopo Bournemounth: Conte sul filo dell’esonero, salvato dalle penali!

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di Mary Bridge - La clamorosa scontta interna contro il Bournemouth in er non ha solo messo a rischio il quarto posto in classica del , ma aumentato il gelo tra e Abramovich.
A ne stagione è separazione certa, ma l’esonero, potrebbe arrivare anche prima.
Non subito, però, ed ecco perché….

BLUES PIOMBO. Dal cielo sopra Londra rimbalza un color grigio piombo che come un presagio avvicina al suo futuro. Perché quello che sarà inevitabile a ne stagione, ovvero un divorzio all’inglese tra l’italiano e il , potrebbe materializzarsi già tra qualche settimana. Un esonero, impossibile solo da immaginare all’alba di questa stagione complicata, ma che oggi, nel giorno successivo alla clamorosa scontta interna contro una mini squadra come il Bournemouth, torna prepotentemente di moda anche tra le vetrine costose di Fulham Road. Non subito, non ora, ma di certo più vicino. Perché se il rap tra Abramovic e il nostro Antonio non è mai stato idilliaco, a tenere a galla no a questo momento l’allenatore dei Blues, oltre a particolari penali vergate sui contratti, sono stati soprat i risultati. Proprio quelli che ora stanno mancando. Qualicazione agli ottavi di Champions ottenuta col tone, eliminazione in Coppa di Lega subita dalla nemesi Wenger e un andamento claudicante in campionato che ora mette a rischio persino il quarto posto. Con questi numeri, persino la convivenza forzata che i due – Abramovich e – si sono contrattualmente auto imposti potrebbe vacillare. La data chiave per capire se la separazione dovesse arrivare prima del previsto è quella del 14 marzo, giorno della gara di degli ottavi di Champions contro il , non proprio una squadra qualsiasi. Se il dovesse subire un’eliminazione schiacciante e se nel frattempo la situazione in campionato non dovesse migliorare (per non dire peggiorare) allora a quel punto Abramovich potrebbe anche fregarsene delle penali e liquidare, in tutti i sensi, il suo allenatore.

PENALI. Eh sì perché, alla ne, sono soprat i soldi ad aver frenato no ad ora l’irrefrenabile istinto del numero 1 dei Blues di separarsi da un manager che non ha mai sopportato e che non ha mai nascosto la sua insofferenza per come la società ha lavorato sul mercato. Cifre, fredde e importantissime cifre. Perché il contratto che ha rinnovato a inizio stagione sull’onda di una vittoria in er che lo aveva consacrato come idolo di Stamford Bridge prevede una doppia penale, sia in caso di dell’allenatore (inserita nell’accordo dopo le continue richieste di di che già in estate voleva lasciare Londra e accete la corte del Psg), sia nell’eventualità di un esonero, dopo il quale il dovrebbe comunque pagare l’intero ingaggio no a scadenza (una trentina di milioni lordi, euro più euro meno). E allora ecco che tutte le incomprensioni, tutte le battute polemiche in conferenza (ultima quella sul nuovo acquisto Emerson Palmieri: “Non me lo ricordo”), tutte le differenti visioni della vita pallonara, anche grazie ai risultati, no a questo momento erano state ampiamente digerite a vicenda. no ad oggi, appunto. O meglio, no a quell’appuntamento di metà marzo che potrebbe anticipare il futuro.

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