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Dopo Bournemounth: Conte sul filo dell’esonero, salvato dalle penali!

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di Mary Bridge - La clamsa scontta na contro il Bournemouth in Premier non ha solo messo a rischio il quarto posto in classica del Chelsea, ma aumentato il gelo tra e Abramovich.
A ne stagione è separazione certa, ma l’esonero, potree arrivare anche prima.
Non subito, però, ed ecco perché….

BLUES PIOMBO. Dal cielo sopra Londra rimbalza un color grigio piombo che come un presagio avvicina al suo futuro. Perché quello che sarà inevitabile a ne stagione, ovvero un divorzio all’inglese tra l’no e il Chelsea, potree materializzarsi già tra qualche settimana. Un esonero, impossibile solo da immaginare all’alba di questa stagione complicata, ma che oggi, nel giorno successivo alla clamsa scontta na contro una mini squadra come il Bournemouth, torna prepotentemente di moda anche tra le vetrine costose di Fulham Road. Non subito, non ora, ma di certo più vicino. Perché se il rapporto tra Abramovic e il nostro Antonio non è mai stato idilliaco, a tenere a galla no a questo momento l’allenatore dei Blues, oltre a particolari penali vergate sui contratti, sono stati soprattutto i risultati. Proprio quelli che ora stanno mancando. Qualicazione agli di Champions ottenuta col atone, eliminazione in Coppa di Lega subita dalla nemesi Wenger e un andamento claudicante in campionato che ora mette a rischio persino il quarto posto. Con questi numeri, persino la convivenza forzata che i due – Abramovich e – si sono contrattualmente auto imposti potree vacillare. La data chiave per capire se la separazione dovesse arrivare prima del previsto è quella del 14 , giorno della gara di degli di Champions contro il , non proprio una squadra qualsiasi. Se il Chelsea dovesse subire un’eliminazione schiacciante e se nel frattempo la situazione in campionato non dovesse migliorare (per non dire peggiorare) allora a quel punto Abramovich potree anche fregarsene delle penali e liquidare, in tutti i sensi, il suo allenatore.

PENALI. Eh sì perché, alla ne, sono soprattutto i soldi ad aver frenato no ad ora l’irrefrenabile istinto del numero 1 dei Blues di separarsi da un manager che non ha mai sopportato e che non ha mai nascosto la sua insofferenza per come la società ha lavorato sul mercato. Cifre, fredde e importantissime cifre. Perché il contratto che ha rinnovato a inizio stagione sull’onda di una vittoria in Premier che lo aveva consacrato come idolo di Stamford Bridge prevede una doppia penale, sia in caso di dimissioni dell’allenatore (inserita nell’accordo dopo le continue richieste di dimissioni di che già in estate voleva lasciare Londra e accettare la corte del ), sia nell’eventualità di un esonero, dopo il quale il Chelsea dovree comunque pagare l’o ingaggio no a scadenza (una trentina di milioni lordi, euro più euro meno). E allora ecco che tutte le incomprensioni, tutte le battute polemiche in conferenza (ultima quella sul nuovo acquisto Emerson Palmieri: “Non me lo ricordo”), tutte le differenti visioni della vita pallonara, anche grazie ai risultati, no a questo momento erano state ampiamente digerite a vicenda. no ad oggi, appunto. O meglio, no a quell’appuntamento di metà che potree anticipare il futuro.