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Diritti Tv, mercoledi con diffida. Sky: salvi da 10 anni!

CALCIO: DIRITTI TV, ACCORDO LEGA-INFRONT: ALLA SERIE A 5.9 MILIONI

di Nina Madonna - Si decide mercoledi: Sky diffida la di A dall’assegnare i diritti fuori dalle del bando. “E’ un passo cui siamo stati costretti – spiega con una lettera ai presidenti – perché il rispetto delle è sempre fondamentale e in questa gara noi abbiamo fatto le offerte più alte”.

Nella lettera c’è in alto la diffida, Sky si definisce “da più di 10 anni il partner principale della Serie A avendo investito oltre 5 miliardi di euro per costruire un prodotto televisivo amato e seguito da milioni di persone, portando un forte incremento dell’occupazione e un grande salto di qualità al racconto del in , grazie alle innovazioni introdotte”.

“Allo stesso tempo siamo stati al vostro fianco assicurandovi risorse economiche per pianificare e gestire la vostra squadra. Vogliamo continuare a investire nel Paese e nel contribuendo a far crescere lo sport più amato dagli italiani – si legge ancora – Ma anche noi dobbiamo salvaguardare gli investimenti del nostro azionista e non possiamo accettare l’idea che l’assegnazione dei diritti della Serie A avvenga secondo principi e ipotesi non regolari e non previste dal bando, le cui linee guida sono state preventivamente approvate dalle Autorità indipendenti”.

“Per questo abbiamo notificato questa mattina alla , nelle persone del suo Presidente Maurizio e del suo Direttore Generale Marco Brunelli, la diffida che trovate in alto.

I PRESIDENTI. “Non esiste preferenza, esiste solo lità”: questo è l’unico commento rilasciato dal presidente del Aurelio .
: “L’asta di solito è facile, chi se la aggiudica vince. Non mi sono ancora ripreso dalla botta che mi è stata data”, ricorda il presidente del Parma sull’esclusione dall’. conferma: “il Parma è in vendita. Oggi sono qui per tutelare la mia società. C’è da affrontare il discorso dei diritti : c’è stata un’asta, sono state fatte offerte, ora l’assemblea deciderà. Scrivono più i giornali di quanto ne sappiamo noi”.

Fra la prospettiva di un attraente incasso da oltre un miliardo di euro e delicati dubbi li, lunedì la di serie A si riunisce per decidere l’assegnazione dei diritti del campionato di per il triennio 2015-’18 al termine di un’asta che vede in corsa quattro broadcaster, due dei quali, Sky e , si sono sfidati a tutto campo. La pay di ha avanzato le offerte più ricche per i contenuti più ambiti sia sul satellitare, sia sul digitale terrestre, dove avrebbe un’intesa con Telecom Italia per l’affitto di cinque canali. “Chi segna di più deve vincere”, ha detto ieri in diretta il volto simbolo di Sky, Ilaria D’Amico, e oggi ha replicato così: “In una partita ideale, nel cosiddetto pulito, il giocatore non può essere anche l’arbitro, tanto meno può dire come si deve arbitrare”. All’inizio dell’assemblea, che potrebbe restare aperta fino a giovedì (termine ultimo per l’assegnazione previsto dal bando) sarà l’advisor Infront a chiarire ai club quale è la strada migliore per massimizzare i profitti, minimizzando il rischio di strascichi li. Tre, in particolare, sono i dubbi più diffusi: se la A possa assegnare a un unico broadcaster i pacchetti A e B, ossia i diritti per trasmettere su satellitare e digitale terrestre le partite delle otto big del campionato; se sia ricevibile l’offerta (più alta) vincolata proposta da per il pacchetto D, ossia le partite fra le altre 12 squadre; e infine se possa configurarsi un abuso di posizione dominante qualora il pacchetto D andasse a Fox, che ha fatto la seconda offerta migliore e fa parte del gruppo come Sky. L’Agcom può eventualmente intervenire solo dopo l’assegnazione. Secondo le migliori offerte pervenute, lo scenario della in nel 2015 in Italia sarebbe questo: su Sky le partite delle 8 big del campionato e l’; su le partite fra le altre 12 squadre e la Champions League. La situazione è intricata, nulla è impossibile, nemmeno ipotizzare prima di giovedì una trattativa fra i due broadcaster con i dritti della Champions sul tavolo. E’ difficile che la eserciti l’opzione di rifare il bando: al momento l’asta frutterebbe oltre un miliardo di euro, con un incremento di circa il 30%, e diversi presidenti vogliono chiudere in fretta per avere le fideiussioni con cui rinforzare le proprie squadre.