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Digos alla Sanità: chi vuole stadi sicuri?

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La Digos della Questura di Napoli sta eseguendo nel quartiere Sanità, su delega dell’Autorità Giudiziaria, perquisizioni domiciliari nei confronti di dieci persone, tutte con precedenti penali, ritenute responsabili dei tafferugli vericatisi sugli spalti della A dello San Paolo durante l’incontro di Napoli- disputato lo scorso 31 agosto.

Il piano sicurezza per tenere i camorristi fuori dal San Paolo lo avevano rmato, in tempi non sospetti, l’ Procuratore della Repulica di Napoli, Giovandomenico Lepore e il Procuratore aggiunto Giovanni Melillo. Risultato?
Fu bloccato dal Ministero degli ni per non specicate “questioni procedurali”.

La sconcertante notizia pulicata dal Corriere del Mezzogiorno, ricorda i punti di quel piano:

1. Viee l’accesso allo a chi è sottoposto alla misura della sorveglianza speciale.
2. Aumene il massimo della pena per chi elude il Daspo.
3. Permettere al ministro dell’no di chiedere atti d’indagine su “fenomeni criminosi connessi al organizzato” per la prevenzione.
4. Estendere l’aggravante delle “lesioni gravi a pulico ufciale” anche ai casi in cui ad essere aggrediti siano gli steward.

Un piano che destò entusiasmo ma mai varato. Lepore, oggi in pensione, accusa: “Purtroppo se non ci scappa il morto qui non cambia nulla”.

COMMENTO di Paolo Paoletti - Di tutto questo vorrei sapere perchè De Laurentis non mette in pratica lo scontatissimo punto 1.
Come è possibile che chi è sottoposto a sorveglianza speciale entri in uno ?