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Diego è napoletano: “nessuno mi ha amato così”. E’ festa…

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di Paolo Paoletti - Luigi De Magistris, di , ha consegnato a Diego la cittadinanza onoraria.
“Sono cittadino da quando sono arrivato a – ha detto Diego – Nessun popolo mi ha voluto così bene quanto i ”.
Il : “Diego ha fatto sognare i e poi ha trasformato i sogni in tà, per questo merita la cittadinanza onoraria”.

Oggi la consegniamo a Diego. Condivido le sue parole riguardo al sentirsi napoletano da sempre. Oggi accade una cosa ancora più importante, La sostanza si unisce alla forma”.

“Diego ha fatto sognare i e poi ha trasformato i sogni in tà, per questo merita la cittadinanza onoraria. Oggi le polemiche si dissolvono. Resterai per sempre il nostro numero 10. Adesso sarai ufficialmente un cittadino napoletano, Diego, tu che sei il calciatore più grande di tutti i tempi”.

Commosso e felice, ha accolto con grande onore l’onoreficenza: “Ringrazio il De Magistris per avermi messo al centro di questo e voglio ringraziare tutta , perché io giro il mondo e vedo sempre scritte col mio nome in questa città.”Grazie anche a non volevano che io diventassi cittadino napoletano, perché così si dimostra che questa è una democrazia e possiamo parlare di . Vogliamo dimostrare di aver fatto qualcosa per questa città”.

Poi la festa in Piazza Plebiscito.
Dopo l’omaggio a Eduardo De Filippo e Pino Daniele, con l’vento di Lina Sastri, sul palco di Piazza Plebiscito è salito .

Osannato dalla folla, Diego ha preso subito la parola ringraziando tutti…
“Voglio ringraziare il e la gente che ha fatto sì che io diventassi un cittadino come voi. Lo sono stato sempre. In Italia si deve fare con un pezzo di carta, si dimenticano del cuore”.

“Per quello noi quando andiamo a giocare da altre parti soffriamo il . E’ una cosa di cui parlare con Infantino, perché siamo tutti uguali. L’ho vissuto in carne ed ossa, personalmente, ed il napoletano viene discriminato”.

“La prima volta che sono stato al me ne sono andato via piangendo. Ma me ne sono andato piangendo anche quando me ne sono andato nel 1991. Non ho parole, dovunque vada io mi viene detto: ‘Diego, chi ama non dimentica!”

“Sono da sempre un vostro fratello. Sono commosso perché , dopo trentatré anni, mi fa cittadino. Però, ripeto, mi sono sentito napoletano sempre”.