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Diego dice Napoli. Poi solo contro tutti..!

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di Paolo Paoletti - Unico, è nato e morirà così: , ospite della Gazzetta a o, lancia il Napoli… “La Roma è come un treno ma il Napoli ha più fame di vittoria e spero che faccia una grande partita. Benitez sta facendo un ottimo lavoro ed è tornata la mentalità vincente del passato”.
Ancora in dubbio la sua presenza all’Olimpico: “Allo stadio o in tv sicuramente vedrò il match”.

Quindi tra sorrisi e verità, bordate a Pelè e Blatter, soccorso per Balotelli: “mi fa piacere essere considerato il ‘matto del villaggi, non mi sono mai piegato alla Fifa. Balotelli va aiutato. Va giudicato il calciatore, poi parlandoci in allenamento si può provare a farlo crescere. Ma prima di tutto va tracciato un bilancio su ciò che fa vedere in campo. Ai tempi del City ebbi il primo contatto con Balotelli…mi mandò una foto con un sigaro cubano e ciò mi fece ridere, ognuno vive a modo suo e invito tutti a lasciarlo tranquillo. Io mi chiuderei in una stanza e gli racconterei le mie esperienze negative, consigliandolo su cosa non fare. Lui deve trasmettere a compagni e allenatore la voglia di giocare”.

“All’Olimpico? Non sono un indovino, spero in una partita ricca di …”. Da Roma-Napoli, allarga al nostro campionato, inferiore rispetto ai suoi tempi: “Noi avevamo squadre fortissime. Non solo giocatori di grandissimo valore. Non potevi pensare di andare a Como e vincere 5-0. Il campionato italiano era il più bello. Il Mondiale era in Italia ogni domenica”.

Non sono un indovino. Dico solo che spero in una partita aperta e ricca di ”. Il discorso si allarga alla qualità del nostro campionato, decisamente inferiore rispetto ai tempi nei quali distribuiva magie in tutti gli stadi: “Noi avevamo squadre fortissime. Non solo giocatori di grandissimo valore. Non potevi pensare di andare a Como e vincere 5-0. Il campionato italiano era il più bello. C’era il Mondiale in Italia ogni domenica”.

Quando gli viene chiesto del calcioscommesse, è al ‘vetriolo’: “Non vi dovete preoccupare di Uruguay- 3-2. Se si continua così la gente si scoccerà presto. Chiedo a tutti di non abituarsi a vedere le partite truccate”, avanzando dubbi sullo svolgimento del match di qualificazione ai mondiali brasiliani.

Se sul campo l’argentino è stato il migliore, lo stesso non si può dire per la sua avventura da allenatore, culminata nello sfortunato Mondiale del 2010: “Se oggi non alleno più è per una questione di principio, non perchè non ho dato il massimo. Non mi pento di nulla. Ho messo i giocatori nelle condizioni migliori. Non mi rincuora il fatto che la Germania sia in forte ascesa con squadre quali Borussia e Bayern. Loro hanno fatto il ricambio generazionale. Le altre no”.

E ancora: “Deluso da Messi quando era un mio giocatore nell’? Assolutamente no. In Sudafrica è stato sfortunato e quando siamo stati eliminati non ho sentito nessuno piangere come lui. E’ questo il ricordo più bello che mi al giocatore”. La carriera da allenatore non è però accantonata: “Quando va via Benitez mi piacerebbe allenare il Napoli. Cambiano ovunque gli allenatori, dalla Spagna all’Italia, dall’Inghilterra alla Russia, ma ci sono persone hanno paura di me. Per questo non sto allenando”.

E forse anche perchè ha avuto sempre tanti, anzi troppi, nemici. Pelè su tutti. “Io contro il ‘moreno’, Pele’, ho vinto per i voti e la risposta della gente. Pele’ era secondo, anche in Brasile perchè ha vinto Ayrton Senna come miglior atleta di tutti i tempi”: l’ex campione ha ricorda così la sua vittoria del premio ‘Fifa’s internet Footballer of the century’. “Siccome io ho vinto tante volte – ha aggiunto -gli amici di Pele’ hanno dovuto dargli un riconoscimento (quello di atleta del secolo, ndr) che pero’ non valeva un cazzo. Quel premio non lo ha deciso la gente”. Gli scontri non sono nemmeno mancati con Blatter: “Mi piace la definizione di ‘matto del villaggio’: “I matti, gli ubriachi e i bambini sono gli unici a dire la verità. Io non mi sono mai inginocchiato davanti alle persone che mi volevano in ginocchio, come ad esempio Blatter”. Pelè, Blatter e forse da oggi anche sarà un nemico. Nei confronti del magnate indonesiano è infatti tutto fuorchè tenero: “Non ci sara’ mai un presidente come Moratti. Quello che ha comprato l’Inter non sa la differenza fra una palla di calcio e una da football americano. Magari imparerà, ma Moratti è un uomo di classe”.

Inarrivabile sul campo, vita difficile da allenatore, ha sfiorato l’impresa di vincere il Mondiuale da giocatore e da tecnico nel Mondiale Sudafricano 2010: “Non alleno più per una questione di principio. Non mi pento di nulla. Ho messo i giocatori nelle condizioni migliori. Non mi rincuora che la Germania sia in ascesa con Bayer e Borussia. Loro hanno fatto il ricambio generazionale, le altre no”. E ancora: “Messi in Sudafrica è stato sfortunato e quando siamo stati eliminati non ho sentito nessuno piangere come lui. E’ questo il ricordo più bello che mi al giocatore”.

è rimasto allenatore nel cuore e nella testa, con un grande sogno da realizzare… “Quando va via Benitez mi piacerebbe allenare il Napoli. Gli allenatori cambiano ovunque, dalla Spagna all’Italia, dall’Inghilterra alla Russia, ma ci sono persone che hanno paura di me. Per questo non sto allenando”.

Forse anche perchè ha avuto sempre tanti, anzi troppi, nemici. Anche Pelè?
“Io contro il ‘moreno’, ho vinto per i voti della gente. Pelè era secondo, anche in Brasile ha vinto Ayrton Senna come miglior atleta di tutti i tempi”.
ha vinto il premio ‘Fifa’s internet Footballer of the century’ e “siccome io ho vinto tante volte – ha aggiunto – gli amici di Pelè hanno dovuto eleggerlo atleta del secolo, che però non valeva un cazzo. Quel premio non lo ha deciso la gente”.

Parlando della sua nemica peggiore, la droga, ha detto: “Dico ai che non si prova perchè fa male, in quei periodi difficili ho causato dolore a tante persone che mi vogliono bene. Da giovane uno crede di poter tutto e vuol sempre primeggiare e per questo ho vissuto quel che o vissuto. Ho toccato il fondo, ho fatto piangere mia madre che ora è in cielo, ho fatto piangere le mie figlie e ho fatto male a tanta gente, ma non ho mai coinvolto nessuno nella droga. Posso dire ai ragazzini che non devono avvicinarsi alla droga, è una lezione troppo brutta. Ricordo quando Dalma m’implorava di non morire un giorno e da allora non ho preso nulla più. Fra quattro mesi saranno dieci anni che non ne assumo più… “.

Torna l’odio per Blatter ed i poteri costituiti… “Mi piace la definizione di ‘matto del villaggio’: i matti, gli ubriachi e i bambini sono gli unici a dire la verità. Io non mi sono mai inginocchiato davanti alle persone che mi volevano in ginocchio, come voleva Blatter”.

Pelè, Blatter e forse da oggi anche sarà un nemico. Nei confronti del magnate indonesiano non è tenero: “Non ci sarà mai un presidente come Moratti. Chi ha comprato l’Inter non conosce la differenza tra una pallone da calcio e uno da football americano. Magari imparerà, ma Moratti è un uomo di classe”.

I Presidenti… in Italia ne ha avuto uno solo, Corrado Ferlaino un rapporto odio-amore mai scontato. Con De Laurentis adesso c’è una pausa di riflessione, dopo la causa per il DVD pirata. s’era proposto anche per il dopo Mazzarri, ma il cinepresidente non gli fece neanche una telefonat, gettandosi su Benitez.
Ora attende il dopo-Benitez…ma uno di quelli che ha paura di è proprio Aurelio De Laurentis!

Dalla Roma invece è stato trattato con i guanti bianchi: aereo privato, soggiorno sontuoso, poltronissima in tribuna d’onore…cosa che non ha mai fatto il Napoli!
Per questo che non può che tifare azzurro, è ancora indeciso se essere all’Olimpico.

Il cine-presidente è a Los Angeles, impossibili brutti incontri, ma c’entra anche la scaramanzia: mai vorrebbe vedere il Napoli perdere in sua presenza.
Mettendo tutto insieme è probabile che salti l’Olimpico, seguendo il big-match in televisione.
Se fosse possibile in un luogo segreto dello stadio, non visto da nessuno, se non a fine partita e con il Napoli vincitore.
Al cuor non si comanda e non si smentisce: mai contro Napoli ed i napoletani, neanche per una intervista o per scomode verità.
Dopo Roma-Napoli sarebbe interessante conoscerne il commento. La Gazzetta avrà prenotato il parere più autorevole del più napoletano dei non napoletani?
L’incomodo ruolo dell’opinionista vuole però la responsabilità della previsione.
Poche chiacchiere…
1. Roma e Napoli arrivano al confronto nelle migliori condizioni psicologiche. Fisicamente Garcia e Benitez dovranno gestire stanchezza e qualche acciacco.
2. Tecnicamente gli azzurri sono più incisivi, la Roma ha trovato equio e solidità difensiva, 1 solo subito. Entrambe segnano molto e con diversi uomini.
3. La statistica è dalla parte degli azzurri: prima o poi finisce ogni striscia. Le 8 vittorie consecutive sono già il record dei record romanista. Perdere sarebbe accettato, ritorno alla normalità. La seconda sconfitta in partita vera del Napoli, sarebbe invece presupposto di ridimensionamento. La vittoria col Borussia e la sconfitta a Londra con l’Arsenal si pareggia. Una sconfitta all’Olimpico potrebbe pareggiare i 3 punti conquistati a San Siro, ma il di questi tempi è meglio trovarlo che perderlo.
4. Ad entrambe manca qualcosa, non arrivato al mercato: alla Roma un attaccante del calibro di Osvaldo, al Napoli un difensore che possa fare coppia con Albiol.
5. I club sono completamente diversi: De Laurentis è padre-padrone, gestione familiare e unilaterale. conta poco o nulla, Benitez ha già dichiarato un feeling al 50%. lascia fare…Sabatini è rimasto solo dopo le dimissioni del DG, forse serviva questo: Garcia lo voleva da tempo, questo inizio gli da ragione. La Roma è quotata in borsa con ciò che ne consegue ed il progetto americano nasce sul nuovo stadio che verrà realizzato a Tor di Valle in 24 mesi. A Napoli l’argomento è tabù, anzi una farsa. Lacuna che da poca credibilità alla società che in estate ha ricevuto troppi no da giocatori in Italia e all’estero.

A domani.