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Dica 33? Napoli malato: -9 il peggio. Scelga l’Europa!

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di Paolo Paoletti – Napoli e Higuain, tendenze inverse: Gonzalo gira a 10 gol, media oltre le 17 reti segnate lo scorso anno; il Napoli a 33 punti, ben sotto la proiezione dei 78 punti di maggio 2014.
Con -9 su se stesso, il Napoli è la delusione del : Benitez eviti sensazionalismi, se adesso pensa di divertirsi spieghi ai tifosi perchè hanno sofferto già troppe volte e anche all’Olimpico contro mezza Lazio, che bisognava regolare in scioltezza.

Questo Napoli non ha il colpo del ko: neanche a Roma ha chiuso la partita, rischiando fino alla fine.
Un pareggio l’avrebbe scaraventata al 5° posto, nessuna illusione quindi: s’atteggia da provinciale senza esserlo, è una coperta corta da troppi anni…se pensa a difendersi, non fa male; se pensa a segnare diventa un colabrodo.

Meglio fuori che in casa: in 10 partite, 5 vittorie e 2 sconfitte; 13 gol fatti e 9 subiti. Deve giocare in contropiede e Benitez s’è arreso a fare il verso a Walter Mazzarri con David Lopez-Gargano, peggio di Inler-Berhami…perchè questo?

De Laurentis ha perso la più grande delle occasioni: (-6) e Roma (-3) non si sono ripetute, ma il Napoli ha saputo far peggio: 13 punti di svantaggio dalla vetta, 8 dal secondo posto sono un’enormità. Bisognava approfittare di un mediocre come non mai, in Italia oggi è molto più fa vincere se si spende bene e subito. Diciannove partite, più le 2 dei più amari degli ultimi anni, hanno smascherato tutti: questo Napoli non può vincere, non ne ha voglia e possibilità!

De Larentis ha speso, sopra male. Gente come Vargas e Datolo, sono un insulto alla competenza di chi capisce calcio. Come i no a Reina, Mascherano e Godin…con i quali avrebbe vinto lo .
Fa sorridere Bigon, quando ricorda che aveva in pugno Bale e Vidal ripetendo: “non c’erano le condizioni”.
Quali condizioni? Sono solo i soldi, che De Laurentis non tira fuori perchè non è un imprenditore ma il gestore dei soldi dei napoletani.
Perchè gli viene consentito tanto?
Riccardino, stia zitto è meglio. Certe cose non si raccontano, come è ridicolo proporre un modello Bayern Monaco.
Se anche il ‘piccolo’ Bigon, sente il bisogno di mettersi in mostra, è il prologo dell’addio.
Quello di Benitez e di tanti altri.

Il Napoli non ha futuro: niente o, nonostante le cene di pace con il Sindaco; niente settore giovanile che nell’anno del Primo , vantava 7 scugnizzi in rosa.
Quando Benitez arrivò a Napoli, De Laurentis gli fece credere che il Centro di Castelvolturno fosse di proprietà…il Concierge dell’Holiday Inn ancora ride quando racconta che Rafa si complimentava di vedere in ‘Casa Napoli’ tanti clienti!

Si è ritrovato con due Coppette da far diventare Trofei. Una bestemmia.
In Italia contano solo e , per i napoletani solo il primo. Dice bene Rafa: non si può vincere ogni 24 anni. Ne passeranno ancora tanti, invano.

Strinic all’Olimpico ha fatto il compitino. Bisogna attendere per esprimersi.
Per Gabbiani, invece, bisogna attendere che capisca: cosa c’è da capire se si sa buttare il pallone dentro?
A Roma avrebbe chiuso prima le sofferenze, come non ha saputo fare Hamsik, finalmente fuori dai titolari, ma ‘fuori’ di testa anche quando ha avuto praterie e tempi per la battuta vincente nel secondo tempo con una Lazio sconsiderata, tutta all’attacco.

Terzo posto? E’ un dovere, può perderlo solo il Napoli. Anche se Benitez nel primo anno dei record che ama tanto citare, fece meglio all’andata con 42 punti, che nel da 36.
La rivelazione Samp è tecnicamente inferiore.
La ha fatto lo stesso azzurro, tolto lo scontro diretto, ma senza i migliori: Rossi e Gomez distrutto da infortuni e fregola di dimostrare.
La Lazio è tecnicamente attrezzata per il podio, ma l’ambiente e Pioli sono punti deboli. Che Lotito proverà a colmare con la benevolenza del Palazzo.
Questo è il vero dubbio: quanto conta il Napoli?

Benitez, che ha capito , la qualificazione vorrebbe giocarsela all’Estero: dai 16esimi alla finale ci sono solo 9 partite, vetrina internazionale, una Coppa che fa curriculum.
Deve convincere Higuain a lasciar perdere il e la classifica marcatori, puntando sull’Europa League.
Il Trazbo è più che abbordabile, più avanti l’adrenalina dei riflettori che contano colmerà le differenze, anche perchè le pecche azzurre all’estero non tutti le conoscono.

Certo è un rischio, ci si può ritrovare con un pugno di mosche: ma il calcio è come la vita, chi non risica non rosica.
E poi Rafa non è lo specialista della partite uniche? Bisogna convincersi che 180 minuti sono come 90.
A Londra lasciò alzando l’Europa League col Chelsea.

Gli riuscirà anche a Napoli, per dire addio?

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