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No di Paolo: così il Milan non risorge!

Paolo_Maldini

di Nina Madonna - Paolo Maldini ha detto no! Il nuovo Milan sarà senza di lui…
Declinata l’offerta dei cinesi, spiega: “Non ho mai chiesto un ruolo alla Galliani né ci sono stati problemi di soldi, ma non credo che ci fossero le premesse per un team vincente. Rimane l’amarezza per un sogno che è svanito, ma l’indipendenza di pensiero resta più importante di qualsiasi impiego”.

COMUNICATO. “Il Milan è sempre stato per me un affare di cuore e passione, la mia storia, quella di mio padre e quella dei miei gli lo dimostrano e nessuno potrà cancellare questo nostro me con i colori rossoneri. Proprio questo forte me mi impone di essere attento, preciso e professionale nell’accettare l’incarico che mi è stato offerto; certo, saree molto più facile seguire l’emozione della proposta e dire di si, senza pensare alle possibili conseguenze e partire a testa bassa in questa nuova avventura. Invece no, non posso, devo rispettare i valori che mi hanno accompagnato durante tutta la mia vita, devo rispettare i tanti che si sono negli anni identicati in me per passione, volontà e serietà, devo rispettare il Milan e me stesso.
Vorrei chiarire alcuni concetti ai milanisti e a parte della stampa, che ha raccolto e raccontato delle notizie che spostano la sostanza della questione sull’aspetto economico, dimenticando l’importanza che io e la mia famiglia aiamo dato al senso di appartenenza al Milan: la retribuzione è sempre stata una conseguenza dell’accordo, mai la causa. Queste notizie, tra l’altro, sono state suggerite da fonti “anonime” attraverso canali e persone che conosco da 30 anni, che mirano a screditare la mia persona per giusticare il mancato accordo. Non sono stato certo io a rompere il nostro patto di riservatezza.
Non ho avanzato richieste economiche, ho ribadito n dal primo incontro che la denizione del ruolo fosse la chiave basilare di una possibile collaborazione. Come potrei quanticare una proposta quando non sono stabilite con chiarezza le responsabilità? Ho fatto presente che avrei dato me stesso per un progetto serio che mi avesse visto in un ruolo importante, che non avrei mai accettato per essere utilizzato come “la semplice bandiera”. Lo ribadisco: il Milan per me è una scelta di cuore. Non ho mai chiesto un ruolo “alla Galliani”, ovvero di Amministratore Deto con pieni poteri. So quali sono le mie virtù, ma conosco ancora meglio i miei limiti; l’area di mia competenza deve essere quella sportiva.
Mi è stato proposto il ruolo di Direttore Tecnico, prima di me è stato ingaggiato un Direttore Sportivo di ducia dell’Amministratore Deto, quindi, secondo l’orgaramma societario che mi è stato presentato, avrei dovuto condividere qualsiasi progetto, acquisto o cessione di calciatore con il mio parigrado DS. A mia precisa domanda su cosa saree successo in caso di disaccordo, mi è stato detto dal Sig. Fassone che avree deciso lui. Detto questo, non credo ci fossero le premesse per un team vincente. Io ho fatto parte di Squadre che hanno fatto la storia del e so che per arrivare a quei risultati ci deve essere una grandissima sinergia tra tutte le componenti societarie, investimenti importanti e ruoli ben deniti. Le ultime stagioni del Milan con il doppio Amminstratore Deto e ruoli sovrapposti dovreero essere d’insegnamento. Naturalmente mi sarei dovuto prendere, agli occhi dei , della stampa e della proprietà, tutta la responsabilità della parte sportiva, con la possibilità di essere escluso da ogni esecutivo.
Non ho mai chiesto di avere un contatto diretto con la proprietà per bypassare l’Amministratore Deto; ho espresso la volontà di sentire dal Sig. David Han Li, Direttore Esecutivo della Sino Europe Sports, che ho incontrato solo per pochi minuti, cosa si aspettassero da me; avrei voluto ascoltare dalla sua voce quali obiettivi si fossero pressati e quali investimenti avessero intenzione di fare. Credo che questa sia una richiesta seria che ogni professionista aia diritto di formulare al proprio datore di lav, specialmente quando si ha alle spalle un passato come il mio con il club, fatto di appartenenza e di credibilità.
Spero con queste poche righe di avere chiarito la mia posizione. Rimane l’amarezza di questi giorni per un sogno che è svanito e rimangono le polemiche strumentali che non mi hanno certo fatto piacere. Io difendo il diritto delle persone a capo di Società importanti come il Milan di poter scegliere i propri collaboratori in base ai criteri a l più idonei, anch’io farei la stessa cosa nella l posizione, ma ribadisco anche che i miei valori e la mia indipendenza di pensiero saranno per me sempre più importanti di qualsiasi impiego”.
Paolo Maldini

NOTA SINO EUROPE SPORTS: “PROGETTO VINCENTE, DISPIACE PER MALDINI”
“Siamo dispiaciuti della decisione di Paolo Maldini in merito alla nostra proposta, poiché crediamo fermamente che presto si renderà conto di quanto il nostro progetto per AC Milan sia vincente”. E’ la nota di Sino-Europe Sports, la capola della cordata cinese in procinto di acquistare il Milan, commentando la decisione dell’ capitano rossonero di riutare il ruolo di direttore tecnico. “Per quanto concerne le voci relative al futuro Consiglio di amministrazione di AC Milan, SES intende chiarire che la questione non è al momento all’ordine del giorno – si legge ancora nel comunicato -. La priorità per SES e’ ora il closing dell’acquisizione di AC Milan”.