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Di Biagio: sono Ct, ok Buffon, forse Chiesa.

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di Chiara Beni - Entusiasmo e motivazione: Gigi Di Biagio nuovo Cittì dopo il disastro Ventura, parla allo stage azzurro a Coverciano: “Traghettatore? Chiamatemi come vi pare, oggi mi sento Cittì della e come vengo chiamato è l’ultimo dei problemi. Ho tanta voglia di fare qualcosa di buono”.

BUFFON. “E’ normale pensare a ciò che farò nei prossimi mesi. Deciderò al momento delle convocazioni. Ho avuto qualche confronto con i più anziani, visto anche che avevo capito che qualcuno volesse smettere. Ho parlato con Buffon per capire se volesse continuare. Per me non è giusto che la sua ultima gara fosse quella contro la Svezia, poi gli ho proposto di tornare per una, due o tre partite. Probabilmente Gigi a marzo ci sarà. Barzagli e De Rossi non ci saranno, Chiellini sì. Vogliamo rilanciare la squadra con entusiasmo”.

. “Lo seguo costantemente. Al momento delle convocazioni valuteremo se portarlo o no. Per adesso non abbiamo preso nessuna decisione”.

SELEZIONATORE. “Servono entrambe le figure. Ho fatto esperienza in federazione, conosco molti giocatori, ma oltre a questo serve il lavoro sul campo. ha fatto un grande lavoro e mi confronto spesso con lui. La ha bisogno sia dell’allenatore che del selezionatore”.

CHIESA. “Potrebbe far parte della nostra ma pensiamo anche all’Under 21. Dobbiamo capire qual è il percorso migliore per questi ragazzi. Non dobbiamo convocare calciatori che possano essere soltanto il ventottesimo. Federico è un’ottima risorsa per l’Italia”.

NUOVO CORSO. “Per ripartire serve un giusto mix tra vecchi e giovani. Ci vuole coraggio per puntare sui ragazzi ma siamo pronti. In 8 anni abbiamo stravolto le giovanili e dobbiamo cercare di creare una giusta mentalità. Si deve giocare nello stesso modo sia contro una forte come l’ che contro selezioni più deboli”.

-CLUB. “Ho sempre avuto relazioni con i tecnici, per spiegare il mio tipo di lavoro e li ho sentiti tutti. Gli stage sono stati introdotti da Ventura e noi sfruttiamo il suo lavoro, ringraziando anche i club”.

CAMPIONATO. “Ci sono tre campionati in uno: , e . Sono tutti molto belli e combattuti. Credo che adesso sia una Serie A più equilibrata, anche se ci sono delle spaccature in classifica”.

STAGE. “Serve a me e anche ai ragazzi, che devono dimostrare di poter entrare in pianta stabile nel gruppo azzurro”.

MODULO. “Ventura ha utilizzato la difesa a 3 e anche il 4-2-4. Io punto sempre a giocare a quattro dietro, è una certezza per me. Poi si può sempre cambiare anche in base alle condizioni dei giocatori. In questi tre giorni voglio vedere la crescita di alcuni giocatori che conosco benissimo ma che voglio valutare ancora”.

E INGHILTERRA. “Affronteremo due grandi Nazionali, vedremo cosa riusciremo a fare. Perché seguirci? Per curiosità e per vedere come abbiamo lavorato. Dobbiamo ricreare il senso di appartenenza e di entusiasmo”.

SISTEMA. “Non c’è. Devo seguire anche il lavoro degli allenatori delle squadre di club. L’unica certezza è che vorrei provare a giocare a 4 dietro, in potrei invece cambiare qualcosa, nonostante preferisca il 4-3-3. Non posso soffermarmi sul modulo: se ho due attaccanti fortissimi non posso lasciarne uno fuori. Gattuso per esempio mi ha aiutato schierando la coppia Bonucci-gnoli”.

DUELLO MERET-DONNARUMMA? “Stiamo bene con i portieri per i prossimi 20 anni. C’è anche Perin e quando Buffon purtroppo smetterà avremo comunque le spalle coperte. Siamo in una botte di ferro sotto questo punto di vista. Gigi però non deve finire il suo percorso nella sfida con la Svezia”.

DOLORE MONDIALE. “Si può parlare di tutto ma non è il caso di tornare su questo argomento. Non essere in Russia fa malissimo, ma non ho vissuto la quotidianità della precedente gestione e non posso parlare”.

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