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Dentro Milik, fuori Hamsik… Sarri provaci!

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di Paolo Paoletti - Arkadiusz Milik, dal ritiro della una settimana fa diceva… “Sono felice di essere tornato in campo contro la eria. Chiaramente nessuna amichevole e come al Mondiale ma per me è comunque fondamentale essere in campo ogni minuto. Sto benissimo. Dopo quasi cinque mesi è diffi tornare al massimo in tre settimane. Serve tempo, è la cosa che conta di più”.

A Reggio Emilia col Sassuolo ha colpito una traversa in acrobazia e si è lanciato su un paio di palloni a valanga, forte del suo fisico. Milik è la chiave per il finale di stagione del Napoli?

Sarri è dogmatico, tatticamente estremo. Quando arrivò a Napoli 3 anni fa tentò di impostare il 4-3-1-2, modulo che aveva reso ad , con Insigne tresta dietro due punte. Fallì. E il passaggio al 4-3-3 diventato marchio di farica del suo Napoli, fu voluto dallo spogliatoio portavoce Reina.

La ‘perfetta’, adesso gira meno. Ma cambiare – se hai allenato un solo schema – è sempre diffi, e le difficoltà emerse senza Ghoulam confermano.
Il ‘tico’ pari col Sassuolo, ripropongono il tema del modulo dando spazio a Milik.

FINALE NUOVO. Il polacco pensa al Mondiale ma è il nuovo per Sarri. Cambiare adesso è, deve essere, una scelta che deriva da una necessità. Mertens, seppur in riserva, resta irrinunciabile, e Sarri può scegliere il 4-2-3-1,
sporadicamente utilizzato nei finali di partita in .

In questo modo il belga può sfuggire ai centrali difensivi. Ed in area a fare a botte ci penseree il polacco, che garantiree fisicità e centimetri in area di rigore. Il sacrificato dovree essere , sempre sostituito e non in grado di dare gae.

Jorginho ed Allan interni a centrocampo, Insigne- Mertens-Callejon alle spalle di Milik.
Sarri, provaci!