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DeLa offende l’intelligenza dei napoletani: vattene!

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di Paolo Paoletti - Tante frasi fatte e banali nell’intervista-spot che De Laurentis ha rilasciato all’ingresso della Lega .
Ha citato il Napoli italiano, il ritardo della serie A rispetto all’Europa, le che non arrivano, il industria paragonato al cinema.
Vediamo:
1. Napoli italiano. E’ ridicolo che DeLa nasconda la sua incapacità finanziaria e organizzativa nel gestire un respiro internazionale con il fare tes delle esperienze fatte. Il Napoli non ha sperimentato nulla se non l’assenza di struttura organizzativa a favore di un uomo solo al ndo. Juventus, Roma, che sono arrivate prima in classifica hanno tutte un organigramma di prim’ordine: DG, DS e tecnico di prima fascia. Montella della violla ha addirittura rifiutato il Napoli, anzi De Laurentis come hanno fatto e Benitez e in pochi giorni Conte, Ancelotti, Spalletti, Emery…proprio perchè non sono caduti nella trappola di De Laurentis.
Milan e Inter, stanno ricostruendo passando da nuova finanza. Che per vincere serve anche al Napoli ma non agli interessi personali del cinepresidente. e Inmmobile? Seavesse avuto competenza e carattere, li avrebbe presi. Ma non venne per 1 milione di euro e – proprietà Juventus – non sarebbe mai stato lasciato al Napoli. Pensi piuttosto al perchè tanti talenti meridionali snobbano il Napoli e vanno altrove. Quando non accadrà più, il Napoli tornerà ad essere un club come ai tempi di Ferrara, Carannante, Volpecina, Celestini, Caffarelli, Muro tutti prodotti del vivaio ad aver vinto il primo storico Scudetto e qualche anno dopo Fabio Cannavaro addirittura Pallone d’ e Campione del Mondo!!!

2. I ritardi della serie A.
Inutile dare colpa alla Legge Melandri, unico baluardo ancora a difesa dei piccoli club…ovvero del concento di gara dove può accadere.
Il problema del italiano sono i presidente che come De Laurentis vogliono fare impresa a scapito della collettività. Il Napoli è uja SpA, con obiettovo il lucro… Bene, De Laurentis tiri fuori i soldi e compri il San Paolo perchp non ha diritto a 1 euro della collettività.
I napoletani sono 10 anni che pagano lo stadio per darlo in esclusiva a questo affarista che si oppone anche ai concerti di Vasco Rossi e Jovannotti. Basta chiacchiere: il sia SpA, dove chi sbaglia paga, chi deve fare soldi rischia i suoi, chi è incompetente va cacciato, senza chiedere niente in cambio e senza cosse di risonanza dei media che impongono favori e occhi di riguardo per i presidenti.

3. ? De Laurentis attacca che chiede 3 anni per ridurre i campionati, cioè favorendo serie B e Lega pro che hanno eletto Tavecchio. Perchè allora ha fatto guarattalle con e votando un impresentabile Tavecchio? Perchè aveva favori arbitrali da chiedere, immaginando un campionato alla pari con la Juve all’opposizione come la Roma. De Laurentis ha perso…la Lazio di è in Champions e lui rosica, gettando veleno sull’ex alleato. Così fanno tutti gli zarellari!

4. Il Cinema? Nessun punto di contatto con il , se non la sua aroganza. Da produttore ha perso Boldi e De Sica che gli hanno regalato il successo ‘misero’ e diseducativo del cinepanettone. Entrambi lo hanno mollato rinfacciandogli che promette e non mantiene.
Nel è passato dalla scugnizzeria, all’internazionalizzazione, per ripiegare sul provincialismo più bieco, ovvero speculare su idee tutte false ed i sogni della gente. Allenatori veri non si fanno prendere i giocatori dal presidente. E’ vero ci sono pochi allenatori veri, come sono rimasti in pochi gli hombre-vertical. De Laurentis sguazza nel letamaio del , almeno smetta di prenderci per il culo. Prima o poi uno sceicco, un cinese o thailandese arriverà anche a Napoli.

Ed ora leggetevi l’ultima intervista truffa che tutti i media rilanciano facendo passare ciò che dice questo improbabile cinepresidente!

L’approccio con Sarri…
“Il progetto con lui è nato dal fatto che io ho sempre chiesto a me stesso perché giochiamo senza un regista. Quando trattai e negoziai per poi capii che per il nostro modo di giocare avrei creato un problema a noi e a lui. Ho visto Valdifiori e ho pensato che era quello che fa per noi”.

Il fondo Doyen è sbarcato anche in Italia?
“Nel ci sono troppe regole poco uniformi. Parliamo di industria ma poi ce ne dimentichiamo. Dagli anni ’90 i club sono società per azioni questo cozza con il diritto sportivo e la legge 91 del 1981 che va riscritta e che invece la Lega si ostina a mantenere. Siamo senza un Ministro dello Sport e con una Legge Melandri che ci crea guai. Il non è tutelato. In più dobbiamo smettere di farci la guerra: qui siamo tutti contro tutti. parla di tre anni per andare a regime e ridurre il numero delle squadre. Ma perché? Hai bisogno dei voti di chi? Hai la spinta della B? Con chi ti sei messo d’accordo? Perché in questo paese ci vogliono tre anni per fare qualcosa. Se facciamo del bene bisogna farlo subito per riprenderci il posto in Europa che abbiamo avuto in passato. Dobbiamo essere un paese maturo che punta alle regola”.

Il Napoli da dove riparte?
“Dal fare tes dell’esperienza di questi anni, prendendosi intanto un regista e domani mattina verificheremo l’idoneità di Reina che torna a casa. Se sarà idoneo sarà il secondo tassello. Poi con Sarri…ci sentiamo nonostante sia in vacanza, sta valutando le ultime 60 partite del Napoli per studiare la squadra. Dopo comunicheremo le nostre decisioni alla stampa. Meglio parlare solo quando si ha qualcosa da dire anziché parlare per frasi fatte”.

Quante cessioni?
“Quando faccio un film al regista porto degli attori se poi ragionando assieme lui mi porta un attore che reputa migliore, lo valutiamo e facciamo una scelta”.