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Ridicolo tappo a Rafa: i 6 punti con cui Benitez ha vinto.

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di Paolo Paoletti - Il Napoli resta in silenzio stampa. Un tappo per Benitez. Ridicolo.
Stoppate le interviste pre e post partita che passano per l’imposizione e le multe salate da pagare. Unica cosa cui è sensibile.

Il club – con la c piccola – comunica: “nessuna scaramanzia, il Napoli è una società in crescita e decide ciò che ritiene giusto per il bene della propria attività. Se un’azienda decide che la comunicazione esterna non è appropriata per gli obiettivi, non concede interviste. Senza timore di ‘scontentare’ i tifosi, interessati alle prestazioni e all’impegno dei giocatori in campo”.
Facce di bronzo!

restituisca i soldi a ed i tifosi facciano una ‘class-action’ per la restituzione di parte dell’abbonamento pay- che vende in pacchetto anche le interviste prima, durante e dopo gara. Esclusive.

DeLa ha paura di Rafa, di ciò che dice e di ciò che sta facendo: semifinale di , quarto posto a 2 punti dalla Roma e 3 dalla Lazio, finale in crescendo sostenuto da 3 vittorie consecutive, 10 gol fatti e 2 subiti!

Sei partite in un mese, maggio: ancora tante spine ma col profumo di vittoria. Corsa a 3 in un campionato mediocrissimo come testimonia una Roma ancora lì, dopo aver smesso di giocare e far punti da 4 mesi. Lazio, Roma e Napoli: Lotito è sui carboni, Sensi si rigira nella tomba.
Pioli soffre le assenze di Parolo e sopratutto Biglia; Garcia ha in mente una scelta forte: fuori Totti, Pianjc dietro le punte; Benitez ha la squadra più in palla…corre, segna, ha ritrovato entusiasmo! Ha recuperato 7 punti sui giallo (due pari e una sconfitta), 5 sui laziali (una sconfitta e un pari).

Mihajlovic la lasciato il con la coda tra le gambe. Sampdoria schiantata: ha perso proprio dove Miha è forte, il temperamento. Andata in vantaggio si è sciolta, abbandonata, consegnata al Napoli. Dov’è la grinta del serbo? Pessimo biglietto da visita, mail campionato è così…poca roba, tranne qualcuno.

Ecco perchè Benitez ha vinto. Le ha indovinate tutte…
1. Strategia e obiettivi. Ha puntato sulle Coppe, per numero di partite e desiderata dei big, dopo l’umiliazione di Bilbao.
Sapeva che in poche gare si arrivava fino in fondo. La Coppetta si vince in 5 gare, un assurdo. In Europa la fortuna lo ha aiutato: fase a gironi da ridere, un solo avversario vero: il Wolfsburg, annientato proprio in Germania.

2. Scelte e 3 punti fermi. Andujar imposto dal gruppo spagnolo; la coppia di centrali Albiol-Britos, Gonzalo Higuain. Il Pipita ha rifiutato il turn over ed ha ripagato: 26 gol fin qui, 15 in campionato e 11 tra Europa e Coppa , sono già 2 in più dell’anno scorso. E’ l’uomo in più del Napoli, con 50 reti in 96 presenze che gli valgono il ruolo di leader dello spogliatoio che fa capo al gruppo di lingua spagnola: Andujar, Britos, Albiol, David Lopez, Gargano, Callejon, e appunto Gonzalo… Fatti fuori Rafael e Koulibaly.

3. Modulo mai rinnegato. Tutto sull’attacco nonostante i tatticismi e le difese ne. Fregato dall’infortunio di Insigne, a gennaio ha potenziare l’attacco: Gabbiadini ha dato gol pepe ad . Strinjc, pronto subito, è stata ancora di salvezza dei giorni bui.
I problemi restano: lo dimostrano il 2-2 al con i Lupi tedeschi ed il vantaggio di Eder. Soliti errori, irrecuperabili per la poca qualità degli interpreti. Ma è stata cancellata anche la necessità dei 2 mediani interdittivi David Lopez-Gargano insieme. Ricomparsi Inler e Jorginho.
L’equilibrio, quando c’è, lo danno gli esterni bassi e alti: se corrono e sono in palla tutto gira. Benitez fa la differenza con Maggio e Ghoulam, meglio ancora con Mertens e Callejon, che hanno ripreso anche a segnare. Con i due esterni alti sulla linea dei mediani, ne trae finalmente spazio e benefici. Ed anche con la Sampdoria, il Napoli ha tenuto il 68% di possesso palla!

4. Il recupero di Insigne. Merita un plauso a parte. Non lo ha mai rischiato, ma sempre tenuto sulla corda. Lorenzo ci ha messo molto di suo con grande volontà e fiducia. Oggi è tornato quello di una volta, protagonista del rush finale. Da citare il fatto che a differenza di tutti, anche della Juve, il Napoli non ha mai subito infortuni. Tranne gravi da trauma. Se la Roma è lì, sconta anche le assenze di Maicon, Castan, Strootmann, punti fissi.

5. Patti chiari con la squadra. Il ritiro puntivo ha cementato uno spogliatoio incrinato da obiettivi diversi. A Castelvolturno, Benitez ha sfruttato la dei giocatori per portarli a sè. Anche gli scontenti. Sulla strada dell’Europa e del recupero in campionato. Operazione riuscita. Ha confessato a tutti che vuole lasciare da vincente, perchè non provarci? In questo disegno psicologico, ha ‘rubato’ anche Bigon. Prontissimo a seguirlo se fosse possibile.

6. Dalla parte dei tifosi. La richiesta del business plan ha incartato , facendo capire che Rafa è venuto per vincere. Che significa rischiare e investire. Ancora oggi resterebbe solo per tentare la scalata allo scudetto, cosa che non vuole perchè non è un impreditore e non ha mai investito con la scusa del fair play finanziario. Rafa andrà via, ma nessuno potrà dirgli di aver tradito Napoli verso cui ha avuto profondo rispetto e vissuto con sincera curiosità.

In 6 punti c’è la vittoria di Benitez innanzitutto su , mollato in 3 anni dai suoi due migliori tecnici!
Mancano 8-9 partite alla fine. Il Napoli potrebbe arrivare a giocarne 60, abitudine solo per i top club.
Senza esserlo: lo conferma il ridicolo silenzio stampa, l’incapacità di crescere in strutture, la paura di rischiare per vincere.

La Lazio fin qui è stata la più pma: finalista di Coppa , seconda dietro la corazzata Juve. Plauso a Lotito che ha scelto Pioli ed una campagna acquisti ottima.

A Napoli aprile ha detto tutto: sconfitte con Roma e Lazio, vittorie con , Cagliari, Samp e semifinale europea.
Questo Napoli vale il terzo-quarto posto in e in Europa, arrivasse di più, sappiamo chi ringraziare!