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Debito si alza, il Pil si abbassa: dov’è l’Italia che cambia verso?

Banca-Italia

Ansa - Segna un nuovo record il debito blico. A luglio il debito delle Amministrazioni bliche si è attestato a 2.252,2 miliardi, in aumento di 3,4 miliardi rispetto a giugno. E’ quanto emerge dal supplemento nanza blica al bollettino statistico della Banca d’. Nei primi sette mesi del 2016, il debito delle Amministrazioni bliche è aumentato di 80,5 miliardi, aggiunge Bank.

A luglio le entrate tributarie contabilizzate nel o dello Stato sono state pari a 38,6 miliardi (37,8 miliardi nello stesso mese del 2015). Lo rileva Bank, sottolineando come nei primi sette mesi del 2016 questa voce sia stata pari a 236 miliardi, in crescita del 4,9% rispetto al corrispondente periodo del 2015.
“Al netto di alcune disomogeneità contabili e temporali (riguardanti principalmente l’IVA, le ritenute Irpef, il canone Rai e l’imposta di bollo virtuale), si può stimare che la crescita sia stata sensibilmente inferiore, spiega Via .

E dopo il taglio di giugno gli economisti di Conndustria hanno ato ancora al ribasso le stime sulla crescita: nel 2016 il Pil è visto al +0,7% (era +0,8%) e nel 2017 al +0,5% (era +0,6%).
La crescita 2017, avvertono, “non è scontata e va conquistata”. Dopo “un quindicennio perduto, tempo sprecato, il Paese soffre oggi di una debolezza superiore all’atteso: ai ritmi attuali di incremento del prodotto – indica quindi il Csc – l’appuntamento con i livelli lasciati nel 2007 è rinviato al 2028″.

“Non riusciamo a schiodarci dalla malattia della bassa crescita di cui soffriamo dall’inizio degli anni Duemila” avverte il capo economista di Conndustria, Luca Paolazzi. I dati Csc mostrano come “prima, durante e dopo la Grande Re (in più intensa e più lunga) si è accumulato un distacco molto ampio” con altri Paesi Ue. Tra 2000 e 2015 il Pil è aumentato in Spagna del 23,5%, +18,5%, +18,2%. In è “calato dello 0,5%” e con le dinamiche in corso i gap aumentano oggi “ancor più rapidamente”.

Senza flessibilità si rischia una manovra correttiva da 1 punto di Pil. Così il Centro studi di Conndustria. “Il deterioramento” del quadro macro “comporta un peggioramento del decit e, a parità di obiettivo (ad oggi per il è 1,8% nel 2017) richiederee uno sforzo maggiore”. Per questo “è assolutamente necessario negoziare margini di flessibilità aggiuntivi”. Per il Csc nel 2016 la crescita si ferma allo 0,7% e nel 2017 allo 0,5% con decit al 2,3%, che richiederee “una manovra complessiva sui saldi di 16,6 miliardi”.