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De Laurentis dalla parte sbagliata, le colpe di Sarri.

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di Paolo Paoletti - I rimorsi oltre il rimpianto, Napoli si sveglia così dopo la folle Udine.
Nel giorno in cui la Juve si scrolla di dosso gli azzurri, è necessario capire di chi sono le colpe di un brutto epilogo.

Sarri ha fatto ciò che doveva, il Napoli ha giocato il miglior calcio del campionato.
Si è perso nella infantile polemica con Lega e arbitri. E nella scelta di giocare solo con 13 giocatori. Evidentemente non ritiene gli altri all’altezza!
Gravi al proposito le dichiarazioni di Bruno Satin, procuratore di Koulibaly, uno dei peggiori…
“E’ diffi capire il motivo della sconfitta, ma il problema maggiore è la di Higuain. Non ho parlato con Koulibaly dopo Udine, era convinto che Sarri avesse fatto turnover con alcuni dei giocatori che tornavano dalle Nazionali. Ha comunicato a Sarri le sue condizioni e anche Ghoulam credo si sia trovato in questa situazione. Quando si gioca in certi paesi in condizioni difficili un calo è possibile, la sua prestazione è stata condizionata dalla Nazionale”.

Perchè Sarri non ne ha tenuto conto?
Senza assistenza di dirigenti all’altezza, anche lui tradito dallo stress per aspettative inattese e il sogno scudetto. Quattro espulsioni sono una bestialità. Siamo in serie A non in Lega Pro…
Cosa può dire a Higuain un allenatore cacciato 4 volte?

Nelle considerazioni a 7 giornata dal termine servono punti fermi:
1. Il calendario del campionato è deciso dalla Lega, cioè dalle società. I intascano fior di quattrini dalle tv, senza i quali, il calcio in Italia non esisteree più. De Laurentis ha dimostrato di non contare nulla, messosi dalla parte sbagliata al fianco di e fin dall’elezione di Tavecchio.

2. Per gli arbitri ancora peggio: l’AIA è sezione della Figc, ed anche lì il grande elettore cinepresidente ha dimostrato di non saper incidere!

3. Contano solo i risultati: la Jube è ripartita quando s’è svegliata dalla sbornia del quarto scudetto. Dimostrando che l’identità forte resiste perchè conta solo vincere. Quindi andare in campo, sputare l’anima e vincere. Sarri parla d’altro? Non tocca neanche a lui, perchè è De Laurentis che si siede al tavolo della Lega, dove tratta solo di soldi.

4. Le colpe di Sari sono altre. Ci sono.
Il primo è di comunicazione. La storiella dei posticipi sulla Juve ha creato alibi e innervosito la squadra.
Il secondo è sempre di gestione, stavolta degli uomini. A Udine il Napoli faceva fatica anche a camminare: Ghoulam, Jorginho, Hamsik, Insigne, lo stesso Higuain erano fantasmi. Stanchi e svuotati dalle Nazionali. Altro finto alibi: chi vuole competere a questi livelli deve avere giocatori che sappiano reggere 60 partite l’anno.

Strinic poteva essere migliore di Ghoulam, David Lopez doveva dare recupero a Hamsik sopratutto in una domenica da lottatori. L’ectoplasma Grassi apre laltro capitolo della rosa e dei mancati a gennaio. Non si capisce perchè Mertens dea sempre essere il cambi di Insigne e non il contrario.

5. Il caso Higuain era prevedibile: andare e tornare dal Sudamerica, non è un passeggiata. Maradona era un supermen e recuperava in . Aveva i nervi scoperti, l’espulsione sfiorata altre volte si è concretizzata perchè il Napoli era incapace di giocare e vincere.

6. Gigi De Canio conosceva il Napoli. Lo ha bloccato con il 5-3-2: Zapata su Koulibaly ne evita le sortite. Thereau su Jorginho blocca la fonte di gioco. Come fece Gasperini a Genoa, mossa cui Sarri non sa opporsi.

7. A destra l’Udinese è andato a nozze: uno spasso per Widmer contro il nulla di Ghoulam, Hamsik, Insigne. Allan poco ha potuto. Così come dall’altra parte, partito bene spentosi con i minuti più neri della stagione.

La Juve con 6 punti di vantaggio può sentirsi sicura. Non mollerà. Attento il Napoli a non scivolare.
Nelle prossime 4 ci sono Inter e Roma in trasferta. E se il Frosinone all’ultima fosse ancora in corsa?
Il destino di questo finale lo ha determinato Aurelio De Laurentis, a gennaio non ha voluto acquistare gente pronta…”si mettono a rischio gli equi interni”. Vero, per questo c’è chi capisce e chi non capisce di calcio, chi sa fare e chi non sa fare il dirigente. El Shaarawy e Perotti hanno rilanciato la Roma di Spalletti, De Laurentis non capisce di calcio e si ostina a fare un familiare.

Sarri regge il gioco: non cambia modulo, gioca con 13 uomini.
I giocatori non ammettono di essere stremati, non c’è un dirigente che sappia sostenere scelte difficili per il tecnico.
Sarri ha fatto ciò che doveva, anche di più. De Laurentis aveva chiesto i soldi della Champions: terzo posto, siamo lì.
Ma l’eliminazione precoce da Coppa Italia ed Europa league riapre il tema degli obiettivi.

Maurizio Chiavelli e Cristiano Giuntoli sono esecutori. E adesso resta tutto il peso di un campionato brillante che pretende aumenti di stipendio e rilancio in grande stile.
De Laurentis smetta di bluffare: fin qui ha sbagliato la parte da cui stare. Napoli non aspetta più!