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De Laurentis basta fesserie… pagati tu uno stadio nuovo!

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di Paolo Paoletti - Oltre 300.000 biglietti veduti: ma chi mai zittirà le fesserie di De Laurentis?
Spieghi, invece, come ha fatto a distruggere i 50.000 di Napoli-Cittadella 3-3 nel settembre 2004, fino ai 16.171 di Napoli-Cagliari di maggio scorso! Vergogna…

Il ‘cesso’ del San Paolo per due volte in 14 giorni ha fatto il giro del Mondo: 2 miliardi (1+1) di spettatori, 140 paesi collegati e questo qui si permette di dire che la pista di atletica va rimossa?
Perchè, chi è costui per dire cosa va fatto e cosa no a Napoli?

Vuole uno solo per il calcio? Se lo paghi! Lo faccia lui e non si permetta mai più di sputtanare Napoli e i che ancora una volta hanno vinto una sfida impossibile davanti al Mondo o.
Oltre 6000 atleti di ogni Paese, altri 5000 volontari e stagisti impegnati, eventi e turismo: è la chiave del presente e sempre più del futuro di Napoli.
Un turismo ivo, in questo caso, che ha fatto brillare gli occhi, palpitare i cuori, riempire le tasche dei pubblici esercizi, orgogliosi di ospitare giovani di ogni dove.

Più 10% negli alberghi, il doppio nei ristoranti, triplicati gli incassi dei negozi, sopratutto pelletteria e abbigliamento, Napoli ha vinto col petto in fuori. Altro che le vergogne degli assalti nel Centro Antico ai tifosi di ogni avversario azzurro in Europa. Gentaglia che De Laurentis non sa tenere a bada, ma che vorrebbe urlante a bordo campo per la sua infinita speculazione!

Il San Paolo ne è uscito trionfante; da piangere le polemiche sulle poltroncine dinanzi a cotanto successo: ridicolo questo arrogante cine-presidente, che non sa ciò che dice e fa male alla città con ciò che fa!
Una preghiera, Sindaco, che il San Paolo, appena possibile, aggiunga al suo Santo nome l’appellativo ‘del Sole’, come quando fu progettato ad un solo anello, al pari dell’Olimpico (1953), poi convertito perchè era o’ popolo che lo voleva.
E ne dimostrò perchè nell’esordio il 6 dicembre ’59, Napoli-Juventus 2-1, pagina memorabile.
Così un mese più tardi, il 6 gennaio 1960, per Italia-Svizzera 3-0 in Coppa nazionale, che a giugno di quell’anno avrebbe lasciato posto alla Coppa Henry Delaunay in dote ai vincitori del Campionato Europeo.

Da sono passati e vissuti tanti momenti unici!
Il miracolo della prima Coppa Italia vinta con Pesaola due settimane dopo essere risaliti in serie A (giugno ’62) Sivori e Altafini, la semifinale contro la Russia per diventare d’Europa nel ’68, i gol azzurri mirabolanti di Gigirriva, la presentazione del miglior giocatore del mondo, l’1-0 di Maradona a Tac, il Primo storico e inarrivabile Scudetto, la Coppa Uefa, il Secondo tricolore, Italia-Argentina a Italia ’90, il ritorno a Napoli di Pino Daniele dopo 20 anni di volontario esilio intonando ‘O Sole mio…, tante stars nazionali, eventi, happening, eccetera, eccetera.
Solo il calcio di De Laurentis non è rimasto all’altezza della storia, non ha saputo vincere!

Come invece fu subito abitudine negli anni degli inizi dello : trionfi su trionfi con Livio Berruti, Nicola Pietrangeli, Klaus Dibiasi e Dino Zoff ai Giochi del Mediterraneo del 1963.
Quando Napoli vantava alti livelli istituzionali: Angelo Raffaele Jervolino, padre del futuro sindaco Rosa, era ministro della Sanità e Giovanni Leone presidente del Consiglio, mentre Nando Clemente sedeva a Palazzo San Giacomo.

Il colera sarebbe arrivato dieci anni dopo, ma nel 1963 si era in pieno boom economico.

Napoli fu scelta per ospitare i Giochi battendo Atene col parere favorevole del principe ereditario greco, Costantino, impressionato dall’accoglienza ricevuta 3 anni prima in occasione delle gare olimpiche di vela.

Per lo sviluppo dell’impiantistica iva, il e la Cassa per il mezzogiorno stanziarono 1 miliardo e cinquecento milioni: servirono a costruire il palazzetto dello Mario Argento, che riprendeva la linea architettonica della Scandone, costruita 3 anni prima, e che come la piscina venne intitolato a un giornalista ivo. Progettato dall’architetto Gentile, il Palargento nacque come ‘tempio’ del pugilato e solo in seguito ospitò il basket: poteva accogliere diecimila persone, per anni restò il più grande pala italiano.

Il Collana da di calcio diventò una poliiva, mentre per lo del Remo venne trasformata la topografia del lago Patria. E il San Paolo fu faro di 6 strutture per 93 gare di 17 differenti discipline ive, 1.057 atleti partecipanti, alloggiati in 40 alberghi.

I biglietti costavano da 600 a 5000 lire, i bagarini scoprirono che si potevano fare affari d’ non solo con il calcio.
E la Star, Livio Berruti, olimpico dei 200 metri, vinse ancora trascinando all’ la staffetta 4×100.
Proprio su quella pista che De Laurentis vorrebbe distruggere!

L’a città fu coinvolta, ogni sera eventi nei circoli, nei musei, a Palazzo Reale.
Molti turisti passarono dal tes di San Gennaro, che due giorni prima del via ai Giochi aveva ripetuto il miracolo. “Napoli è ineguagliabile per ospitalità e calore umano”, disse il presidente del Giulio Onesti, sempre affiancato dal delegato di Napoli, Ermelino Matarazzo.

In viale Giochi del Mediterraneo, che in seguito prese questo nome proprio in omaggio a quegli eventi, faceva bella mostra una fontana con 13 giochi d’acqua, uno per ogni paese partecipante.

Nacque pure una sorta di ministero con 14 sezioni per gestire l’organizzazione: in strada 700 soldati e 130 hostess collaborarono al Grande Evento e Napoli tornò capitale del Mediterraneo.

Qualche giorno fa, l’ultima fesseria… “cosa sarebbe il San Paolo se il pubblico potesse essere attaccato al terreno di gioco. Durante le Universiadi l’atletica ha pochissimi spettatori. Gli atleti hanno detto: ‘bellissima questa pista’, complimenti a chi l’ha realizzata. Ma se ci sono pochissimi spettatori per l’atletica, perchè buttare via i soldi per fare cose che non sono utilizzate?”

Con 15.000 spettatori e solo 4 partite da sold-out, De Laurentis spara ancora cazzate…

“Il San Paolo è il tempio del calcio o no? Il Comune sulla pista d’atletica fa un discorso sociale per ingraziarsi i voti, forse stanno facendo campagna per le Regionali… Caro sindaco, caro Auricchio, caro assessore…come si può ignorare la possibilità di avere un San Paolo vibrante e con il pubblico vicino allo ?. Sono pronto ad investire soldi del calcio Napoli per realizzare la pista d’atletica da un’altra parte”.

Meno male che nessuno conosceva le mire di questo zarellaro quando nel gennaio 2016 la città candidata ad ospitare la XXX Universiade fu Napoli: nel mese di febbraio gli ispettori FISU vennero in città per visionare gli impianti ivi, l’efficienza delle infrastrutture, della rete di trao pubblico e i progetti proposti.

Il 5 2016 la FISU, a Bruxelles, assegnò ufficialmente l’evento a Napoli!
Lo sviluppo e la preparazione delle Universiadi è stato finanziato con circa 270 milioni di fondi pubblici (dei cittadini) stanziati per la riqualificazione di impianti ivi già esistenti e senza realizzarne nuovi.

Al lav di preparazione hanno preso parte migliaia di volontari, tra cui quelli del servizio civile nazionale.
La Scandone è tornata a splendere come ai tempi dei mitici Settebello di Canottieri, Rari Nantes e Posillipo: lustro, trionfi, Napoli nel Mondo!

Il San Paolo si è rifatto il maquillage, ‘cesso’ in Mondovisione che ha stupito il Mondo!
Smettiamola!!!
De Laurentis si paghi il suo o stia con due piedi in una scarpa versando il dovuto, che non è mai troppo, per il fitto di . Senza se e ma. fin qui rimasto in piedi con i soldi (tasse comunali) di tutti i !

E Napoli tenga lontani uominicoli di questo infimo livello!

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