ULTIM'ORA

Alfano? Ecco come 1000 daspati erano all’Olimpico!

20140507_tornelli

di Nino Campa – Alfano, ministro degli ni, ha tenuto l’informativa urgente in Parlamento sui gravi incidenti allo o Opico di Roma, riferendo che “è infondato che il dispositivo di sicurezza abbia avuto lacune con l’impegno di 1486 uomini. Le forze di polizia hanno dovuto sedare la reazione dei si partenopei, convinti che responsabili del ferimento di Ciro Esposito fossero state le forze dell’ordine. A fatica è stata riportata la calma”.

Il ministro ha negato la trattativa con Genny ‘a carogna. “La sequenza dei fatti all’Opico con l’atteggiamento di De Tommaso tracotante con la vergognosa scritta sulla maglietta ha fatto nascere il dubbio che la partita si sia svolta dopo l’assenso di De Tommaso. In realtà nessuna trattativa c’è stata, la partita si sarebbe svolta comunque anche per scongiurare rischi da deflusso”.

Come è possibile che 1486 poliziotti abbiano avuto difficoltà per il tracotante atteggiamento di un so?
Alfano la smetta di rifilarci incredibili amenità. E invece di proporre inutili Daspo e superDaspo, legga come i controlli dell’Opico hanno fatto fiasco. Una racconto farsesco che ci condanna a disertare tutti gli ni, in balia degli ultrà!

Da si svela come si sono aperte le porte dell’Opico al daspato Luigi e tanti altri!
“Possiedo la tessera del so da quando è stata istituita – dice Giovanni, 35 anni, che lavora in una caffetteria della zona collinare di – anche se la uso poco perché da quando mi è nato il secondo bambino non ho più tanta possibilità di fare le trasferte. La settimana scorsa Luigi mi ha chiesto di prestargliela, e io l’ho fatto”. Inutile chiedere il perché, o domandare a Giovanni se avesse calcolato i rischi ai quali si sarebbe esposto se qualcuno agli ingressi dell’Opico avesse verificato foto e identità che non corrispondevano tra il possessore e i dati riportati sul documento. “E’ una cosa che si fa sempre – spiega Giovanni – I controlli sono inesistenti, e la conferma è arrivata anche in questo caso”.

Ecco il racconto di Luigi. “Siamo partiti per Roma in cinque, sabato mattina. Avevo il biglietto e la tessera di Giovanni in tasca. I quattro amici che erano con me erano tutti ‘puliti’, solo io ho il Daspo. Abbiamo superato tutti i controlli, prefiltraggi e filtraggi vari e anche ai tornelli nessuno ha visto che quella che esibivo era la tessera intestata a un’altra persona”.

“Il piano prevede un afflusso dei gruppi organizzati in due momenti. La prima fase consiste nel far affluire ai canccelli d’ingresso della di non più di 100-150 si. Tutti puliti: documenti in rea e niente addosso in modo da superare anche una perquisizione personale”.

“Dopo una trentina di minuti arriva il gruppo più grosso: 1000-1500 si, i quali cominciano a pressare, a fare casino, a urlare. Tra questi ci sono i ragazzi che hanno addosso le carta, che in genere si nascondo negli slip. Ma anche spranghe di ferro rivestite di plastica, coltelli, altro… A quel punto si crea una inevitabile ressa difficile da gestire, soprattutto dagli steward che sono ai tornelli e che non hanno alcun potere di polizia nella funzione che svolgono. Per evitare che la tensione salga tra i grupi ultrà ancor prima che siano riusciti a entrare allo o, il flusso viene accelerato. E i controlli alleggeriti.

“Il metodo del prestito dei documenti e della tessera del so è diffusissimo. Fa ridere vedere gente che ancora si scandalizza quando sente certe storie. A Roma ci saranno stati centin di che lo hanno sperimentato, e per quel che ne sappiamo tutti entrati e a vedere la finale senza problemi”.

Renzi ci pensi: o si dimette o cacci Alfano!