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Damato spiega i rigori, chi spiega lo sbando del Napoli?

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di Paolo Paoletti - “Sul primo non ho visto il tocco, mentre sul secondo Milik ha accentuato la caduta”…
Sarebbe questa la spiegazione, di Damato agli azzurri nel sottopassaggio di Marassi.
Lo racconta Ciro Venerato.
Indipendentemente dalla fonte, mi sembra ovvia e scontata la spiegazione dell’. Corrisponde esattamente a quanto ho detto ieri a ‘Giochiamo in anticipo’ di Canale 21.
Non perchè abbia la sfera di cristallo, ma dopo 35 anni di smo e ancor di più di calcio giocato tra settori giovanili di Turris e prima, poi in giro nei campionati di categoria, è molto facile comprendere il perchè di certe decisioni arbitrali.
Senza andare a caccia di fantasmi, complotti e lontano dai provincialismi beceri, di parte – per fortuna poco significante – della ‘seria’. Alimentata – ed è questo il vero guaio – da alcuni sti e testate che vivono di localismi.

Il impari ad essere più forte delle sviste arbitrali, a declinare il proprio atteggiamento agonistico secondo le caratteristiche dell’avversario, a divene omologo al Sistema per combatterlo da dentro come Ferlaino ha suggerito a De Laurentis. Dubito però che chi ha apostrofato i colleghi come ‘merde’ possa essere eletto nel Consiglio Federale.
Quindi…

Inutile – dico invece a Ivan Zazzaroni – invocare un dirigente che rappresenti la Città. Sarebbe necessario come sarebbe un obbligo per De Laurentis fare una società!

Oggi Ivan scopre che il si è staccato da ?
In 10 anni De Laurentis ha distrutto buona parte del patrimonio di seguito, da sempre ricchezza inestimabile della squadra di calcio. Dalla promozione in con 24.000 abbonati ad oggi (appena 6000), è stato perso il 75% dei fedelissimi.
Così come non esiste più rapporto tra il club – inesistente – e i napoletani: allenamenti nel comune a più alta densità camorristica, o che cade a pezzi, settore giovanile da rsi per calciatori, tecnici e strutture, comunicazione delirante gestita con incompetenza, arroganza, da tutti signorsì di De Laurentis.

Un dirigente?
Il non ne ha e non ne vuole. A De Laurentis, Marino fu imposto dalla Federcalcio perchè Berlus e Carraro vollero che il andasse ad un loro mandato, garante di 36milioni di euro da restituire a Mediobanca, Non alla famiglia Pozzo essata ad acquisire il dal fallimento.

Poi i Pozzo se ne sono andati prima in Liga e poi in Premier, mettendo Franco Soldati a fare il Presidente dell’Udinese.
De Laurentis, invece, fa ancora l’uomo-solo-al-comando… di se stesso!

Caro Ivan dovremmo chiedere ai napoletani cosa pensano di De Laurentis…non solo ‘aprire’ ai beceri che telefonano o cui viene chiesto di telefonare in tv.
Tutte le fasce sociali della città amano il , ma quel che Maradona e Allodi, come prima Sivori e Altafini seppero riunire con passione intorno a squadra e società.

Quest’è!!!