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Da Koulibaly a Benatia, per chi vale il Var?

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di Marcello Chirico* - Fatemi capire…
E lo chiedo direttamente a Nicola Rizzoli, designatore degli arbitri.
Il tema, tanto per cambiare, è l’ermafrodita. Ovvero, il/la Var.

Perché c’è sempre qualcosa che non torna in termini di applicazione del protocollo, se non addirittura di ordini. Perché tutti, o quasi, ritenevamo fossero tali le indicazioni date da Rizzoli nella riunione con gli allenatori svoltasi lo scorso 15 gennaio, quindi roba fresca, nel er generale ese della Lega .

In quella sede il designatore non solo fece ‘mea culpa’ su alcuni errori fatti da direttori di gara e varisti sui campi (Cagliari, ma anche Crotone), ma dettò pure la linea in merito all’uso VAR sui falli di mano commessi in area di rigore: “Nei casi dubbi, il direttore di gara deve prendersi il tempo e andarsi a rivedere le immagini a bordo campo”. Ovvero Var da consule obbligatoriamente, sempre.

E se lo impone il capo di tutti gli arbitri, dovrebbe essere una regola per l’a categoria.

Utilizzo appositamente il condizionale proprio perché qualcosa mi deve essere sfuggito, o forse è sfuggito al controllo dello stesso Rizzoli.

Soltanto 13 giorni dopo aver promulgato pubblicamente le nuove direttive accade che, a , Koulibaly devi in piena area col braccio un tiro di , impedendo non solo che quel tiro vada in porta ma – sempre per effetto di quella deviazione – che Dzemaili impatti di testa il pallone, con Reina a terra.
Tutti si aspettano che venga il/la VAR, e invece l’arbitro Mazzoleni decide di non utilizzarla. Probabilmente col consenso dello stesso varista di turno (Orsato).

Due giorni dopo, a Bergamo (Coppa ), avviene l’esatto contrario: lo juventino Benatia si vede rimbalzare sul braccio un pallone passato attraverso le gambe dell’atalantino Cornelius e l’arbitro Valeri, su segnane dei varisti (Fabbri e Vuoto) va a consule la tecnologia, assegnando il rigore.

Fatemi capire…

Il designatore impone a tutti gli arbitri di consule il/la VAR in caso di falli di mano in area e un gruppo di arbitri (Mazzoleni, Orsato, Marinelli) decide di trasgredire un ordine. Perché se Rizzoli, stabilisce delle regole, poi vanno dai sottoposti, o no? E se questo non avviene, si prendono provvedimenti.

Oppure Rizzoli conta relativamente poco!

Lui è il designatore, ma non ha la forza di imporre agli arbitri delle regole, perché ognuno fa come gli pare. Più correttamente: una parte di l si attiene scrupolosamente alle sue decisioni (vedi Valeri, Fabbri, Vuoto) e un’altra no (Orsato, Mazzoleni, Marinelli).

Oppure esiste una terza possibilità: le nuove regole le si applicano scrupolosamente con alcune squadre, mentre se ne può fare a meno con altre, non essendoci il rischio di sanzioni.

Signor Rizzoli, per favore, spieghi…

Di una cosa sono convinto: da dopo Cagliari–Juventus, scorso 6 gennaio, importerà poco la volonietà-involonietà (eliminate da tempo dalla stessa FIFA) distanza o vicinanza dell’impatto, cosce o altri arti toccati o sfiorati dal pallone: ogni volta che un giocatore juventino toccherà con mano o braccio la palla in area di rigore, d’ora in poi sarà sempre di rigore.

A Bergamo ne abbiamo avuta la prima plastica dimostrazione.
Non ho la stessa certezza che avverrà la stessa cosa col .
Presentimenti?

* da mercato.com