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Da De Giovanni alla D’Amico… Rai non è immune dal tifo.

Maurizio-de-Giovanni

di Paolo Paoletti - Il Cdr della Rai ha diffuso un , invitando Carlo Paris, direttore della testata sportiva a valutare azioni a difesa dei redattori in seguito alle polemiche per un articolo di Maurizio De Giovanni su Il Mattino a commento della telecronaca di Lollobrigida-Tardelli su - di .

“Accettiamo le critiche ma non le offese presenti nell’articolo, con tanto di richiamo in prima pagina, apparso sulle colonne de ‘Il Mattino’ dopo la sda di tra e . A rmare il pezzo è Maurizio De Giovanni, scrittore di gialli e tifoso del spesso ospite nelle nostre trasmissioni. De Giovanni invita a non pagare il canone e denisce la Rai ‘ Tv’ denigrando il lavoro dei colleghi.
Evidentemente la Rai va bene per farsi pubblicità e meno bene in altre circostanze.
Il Cdr – prosegue la nota – esprime solidarietà al collega Marco Lollobrigida che, anche a seguito di questa campagna stampa ai limiti del diffamatorio, ha ricevuto insulti e pesanti minacce sui social network. Ci stupiamo di come il direttore de Il Mattino abbia potuto permettere la pubblicazione di un articolo del genere e chiediamo al nostro direttore Carlo Paris di valutare tutte le azioni utili ad evitare altri episodi sgradevoli. Non accetteremo più attacchi alla nostra professionalità in un momento delicato come questo”.

Ora bisogna mettere le cose a posto.
Il Mattino è diretto da Alessandro Barbano ex sta della Gazzetta dello Sport, che ben conosce sirene e rischi dell’informazione sportiva. Nonostante il verticale ribasso di copie, il quotidiano del Chaiatamone è considerato la voce di . Non sempre è così, ma al tempo stesso questa responsabilità va gestita con accortezza certosina.
Maurizio De Giovanni lo conosco da anni, è tifosissimo del ma altrettanto persona attenta e sopratutto oculata nell’esposizione della sua immagine.
Ha fatto fortuna meritata con i gialli del Commissario Ricciardi, ho parlato con lui di questa vicenda proprio il giorno dopo - a Canale 21 nella trasmissione Fantacalcio. Questa storia però è diventata una fantastoria…

Può darsi che De Giovanni abbia abusato del suo ‘amore’ per il . La Rai da tempo non è più l’intransigente agenzia culturale italiana, in cui ho avuto il piacere di lavorare per 4 produzioni: ‘Mundialissima Show’, ‘Notte per uno scudetto’ con l’onore di idearlo, ‘Domani si Gioca’ che ha visto la partecipazione di Diego Maradona quale primo opinionista italiano, Un mondo nel Pallone presentazione a Italia 90′.
Era la Rai di Emanuele Milano, del napoletano Alberto La Volpe e Angelo Guglielmi. La Rai che punì Italo Kune per un ovvio lapsus: “i napoletani all’…” durante la telecronaca Canottieri -Posillipo, superda scudetto della palla Anni Ottanta.

Marco Lollobrigida, è un professinista, assunto da Roma Channel! Tardelli alla DS qualche settimana fa ha detto in faccia a Tavecchio che , dopo la vicenda Iodice, non era degno di mettere più piede in Federcalcio. Questione morale.
Questa questione, invece, non è essere o non essere tifosi di una squadra di calcio, lo siamo un po’ tutti e non sempre come vorrebbe chi ci segue nel nostro lavoro.
Il problema è mantenere quella terzietà che è propria di questo mestiere.

Ed è scontato che i tifosi, istigati dalle telecronache-per-tifosi fatte da sti – senza che l’Ordine dei sti intervenga – possano pensare che , Mediaset ed anche la Rai tiri l’acqua al mulino degli ascolti.
Bergomi non dovrebbe commentare l’Inter, Marcheggiani la , Mauro la Juventus…eccetera eccetera; ma è consentito a Ilaria d’Amico, danzata di Buffon, di essere la conduttrice del programma sportivo di punta in Italia. Aberrazione!

Non quando e se, si è capaci, come fa Boban di parlare del Milan, con distacco restando sui fatti e la competenza tecnica che nessuno può mettere in dubbio.
Il nodo della vicenda De Giovanni-Mattino-Rai è la voluta faziosità a caccia di utenza.
De Giovanni probabilmente è rimasto vittima, a sua insaputa, di questa amara realtà: e tv, non raccontano più la , ma quella che i migliori flussi di ascolto/lettori vogliono.

La Juve ha 16 milioni di tifosi nel mondo, Thohir ci ha annunciato 2 settimane fa che quelli dell’Inter sono arrivati a 12, il Milan ne conta 8 il è fermo a 6, la Roma 4, le altre non contano…
Se spende 650 milioni di diritti per il campionato, chi può immaginare che racconti scomode ai tifosi delle squadre più seguite?
E chi può credere che i sti che guadagnano sempre meno, possano resistere ad una nta deontologia professionale?

Questo è il punto cari Barbano e Cdr Rai: se torniamo a raccontare i fatti, come sono, non ci sarà De Giovanni che tenga.
E caro Maurizio la prossima volta fatti furbo!
Scrivi innanzitutto per i lettori tutti, i tuoi lettori che non sono solo quelli de Il Mattino!