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Da Ciro a Balo, frullatore mediatico. Malagò: calcio anno zero.

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di Nino Campa - Anno zero? Quante volte l’abbiamo sentito? L’ultima imbarazzante fu con Rossi Commissario gc post Calciopoli: retrocessione della Juve e vittoria del Mondiale 2006. A quel mondiale in Germania sarebbe dovuta andare l’Under 21, bastò alzare la Coppa per dimenticare tutto.

Adesso tra la morte di Ciro Esposito e i piagnistei di c’è tutto il nero del calcio.
“La vera tragedia è Ciro”, ripete e ripete il presidente del Giovanni Malagò, a ‘Fondazione Centri li Don Mazzi’, presentazione europei di tavolo, convegno sportivo a Expo.

“L’einazione dai è un colpo durissimo, la battaglia persa dal tifoso del Napoli è l’unico vero dramma”, purtroppo solo ennesima pagina nera per il calcio no che non cambierà n quando una volontà forte , mediatica, organizzativa non ricondurrà al’a-b-c: valori, competenza, , merito, garanzia e trasparenza.

“La violenza è un problema del calcio, che non deve contaminare il resto dello sport. La morte di Ciro Esposito, sulle cui condizioni mi sono costantemente informato presso lo staff del Gemelli, amareggia tutti gli ni. In questo momento serve solo rispetto per il dolore dei familiari”.

Evitabile ma non evitato che anche nella tragedia, Malagò sia stato pèiù sollecitato sulla Nazionale che sulla morte di un tifoso che si reca ad una manifestazione ‘sportiva’.
e Prandelli si sono presi le proprie responsabilità come è giusto che sia e per questo meritano rispetto – dice Malagò – ha detto che avrebbe rassegnato le dimissioni anche in caso di successo e non ho dubbi sulla sua onestà intellettuale. Mi hanno deluso tante cose di questo Mondiale, soprattutto il gioco, ma sul futuro deciderà la Federazione, come è nelle regole. Certamente il calcio è all’anno zero”.

Nella debacle azzurro il tonfo di Mario , travolto dalle critiche sui network. Alcune oltre il giudizio tecnico, scatenando la reazione su Twitter dell’attaccante. “Ognuno è libero di dare un’opinione – ammette Malagò – su come si esprime un giocatore. Se poi qualcuno pensa che non sia un cittadino no io penso invece che lo sia. Ha deluso, ma non ha perso da solo. La sua reazione? E’ sopra le righe”.
Piace al presidente del l’analisi di Buffon. “E’ giusto dire che siamo usciti meritatamente, in è tradizione darsi degli alibi ma io non lo accetto e non voglio farlo”.