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Cori beceri: il tifo odia, ADL alimenta! Stop campionato…

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di Paolo Paoletti – Non basta più sospendere una partita! I cori di discriminazione territoriale contro Napoli e i , così come ogni manifestazione di discriminazione va affrontata e risolta di netto.
Gli ni, una buona fetta… non è vero che si tratta di pochi beceri, sono razzisti. Sono diventati razzisti.
Non per convincimento quanto per moda. Che è ancora peggio!
Siamo lontanissimi dagli epipeti di Verona e Bergamo, che trovavano riposta in battute come “Giulietta è na zoccola” striscione esposto 30 anni fa al Bentegodi!

Oggi è doverso ed il problema riguarda tutti e va affrontato a 360°.
Cominciando dai media, gli uomini pubblici, la , la scuola, la famiglia! Anche i calciatori.

Non si diventa insofferenti e discriminanti da un momento all’altro. E’ un che riguarda crescita e sviluppo della persona, maturità e sensibilità collettiva. Si arriva infatti ai comportamenti da principi e valori che evidentemente latitano nella nostra società!

Quando accadrà che , , Figc decideranno di pare il campionato invece di ventilare la sconfitta a tavolino 3-0 ?
Tralascio la Lega, cui non frena niente di tutto questo. I infatti sono tra gli uomini pubblici che contribuiscono a far salire il delirio della discriminazione. Punti di contatto tra le dichiarazioni scomposte e rabbiose di De Laurentis dopo Napoli-Atalanta?
Solo un idiota può far finta di non capire che il legame è diretto e consequenziale con i cori dell’Olimpico!
Nessuna scusante per gli imbecilli di Roma. Ma se si vuole affrontare e risolvere il problema bisogna cominciare a dewnunciare veriutà che tutti sanno e tutti omettono!

ALL’OLIMPICO. Secondo tempo dell’anticipo dell’undicesima giornata di Serie A, o Olimpico, la Roma opposta agli azzurri. Al 23’ del secondo tempo dalla Sud, cuore pulsante del giallorosso, si alza il coro: “O Vesuvio lavali col fuoco”. Due volte in pochi minuti, dopo che lo speaker aveva già annunciato che la gare sarebbe stata sospesa in caso di ulteriori cori discriminatori. Così Rocchi, pallone in mano, ha deciso di sospendere la gara.

Alcuni minuti di interruzione, è servito poi l’intervento di Dzeko, capitano della Roma, per placare gli animi e ricondurre i si al buon senso. Una tregua, interrotta al triplice fischio, quando si sono ascoltati nuovamente cori discriminatori contro Napoli. L’ennesima vergogna di un calcio no che non riesce a crescere.

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