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Copa America: finale Brasile-Perù, ma l’Afa accusa brogli verdeoro!

Brasile-Copa-America

di Oscar Piovesan - Una lettera lunga sei pagine. Piena di risentimento e accompagnata da un dossier con tutti i torti arbitrali. In non è solo Leo , da capitano, a lamentarsi dopo la sconfitta con il nella semifinale di Copa America.

Il presidente dell’, Claudio Tapia, ha fatto sentire la propria voce chiedendo alla Conmebol la registrazione della conversazione tra l’ Roddy Zambrano e il VAR, Leodán González.

Purtroppo – scrive Tapia – quello che è successo nella partita - merita una profonda riflessione che mette in dubbio che siano stati rispettati i principi di etica, lealtà e trasparenza che lei, presidente della Combebol, invoca da sempre.

Questa riflessione trova fondamento in tutte le irrearità avvenute prima e durante la suddetta partita, dove è apparso evidente che la nostra è stata chiaramente danneggiata dalla direzione di gara, con in testa l’ Roddy Zambrano, in tutta la partita e in particolare per non aver utilizzato il Var nei due episodi concreti che avrebbero senza dubbio ribaltato il risultato finale.

Il fatto che che la designazione della terna fosse stata già contestata dall’ per i precedenti negativi di Zambrano aumenta i dubbi che ha generato l’arbitraggio di ieri”.

Il riferimento di Tapia va ai due presunti rigori negati alla Seleccion.
Nella lettera il Presidente parla anche di “ingerenze politiche”, dovute alla presenza del Presidente del Jair Bolsonaro, e chiede le dimissioni di Wilson Seneme, capo della commissione della Conmebol.

IMPRESA PERU’. Nella seconda semifinale della Copa America 2019 rotonda del Perù per 3-0 sul Cile campione in carica. La squadra di Gareca conquista l’accesso alla finale contro il , già affrontato durante la fase a gironi qperdendo 5-0.

Nel primo tempo a segno Flores al 21’ e Yotun al 38’ da fuori a porta vuota, al 91’ poi il 35enne Guerrero chiude ogni discorso saltando Arias e mettendo in rete.

E’ campione in carica della Copa America, eppure per un’ora abbondante è il Perù a giocare un calcio da grande squadra. La formazione di Gareca sposta già nel primo tempo la partita dalla propria parte approfittando di un Cile non all’altezza della situazione, soffre nella ripresa, salvato da un palo e dalle parate di Gallese, prima di togliere qualunque speranza alla Roja con il terzo che arriva alla fine di un’azione dal puro sapore di football. Calcio che Gareca ha sempre provato a giocare con attitudine e idee chiare con il suo Perù che contro il Cile inizia subito molto bene. Dopo un paio di minuti Arias già trema perché Cueva non va molto lontano dalla porta cilena. La squadra di Rueda prova a rispondere con Aranguiz, ma al 21’ si trova a rincorrere nel punteggio: Carrillo allunga di testa un cross dalla destra, dietro di lui c’è Flores che con il mezzo esterno sinistro manda il pallone sul palo lontano, imprendibile per Arias. Perù caricato dal del vantaggio, Cile senza reazione che prima dell’intervallo finisce ancora sotto. Al 38’ Arias si avventura sull’esterno in un’uscita con poco senso, Carrillo mette all’indietro un pallone alto che Yotun stoppa con il petto e con il sinistro infila nella porta vuota nonostante il tentativo di opposizione della difesa cilena.

Secondo tempo in cui il Cile si scuote e cerca di rientrare il prima possibile in partita. Al 51’ Edu Var si avvita di testa e cerca di mettere il pallone sul secondo palo, trovato però letteralmente con Gallese che può solo guardare e sperare. Il portiere del Perù diventa poi il protagonista della sfida, respingendo i tentativi cileni di Beausejour, ancora Var e di Alis Sanchez. Al 91’ arriva quindi il sigillo finale sulla sfida di Guerrero, simbolo del Perù: altra azione tutta palla a terra della squadra di Gareca che muove il pallone evitando con apparente leggerezza e semplicità la pressione cilena, passaggio verticale di Tapia per Guerrero che controlla, accomoda per terra Arias e appoggia con facilità in porta il 3-0 per il Perù. Il Cile avrebbe la possibilità prima del fischio finale di mettere almeno un punto sul proprio tabellino perché al 94’, dopo revisione al VAR, il direttore di gara assegna un calcio di rigore per un intervento di Abram su Aranguiz. Si presenta Var che sceglie di provare il cucchiaio, Gallese però non si muove e blocca senza problemi il pallone, concludendo come meglio non potrebbe una gara su cui c’è anche il suo marchio. Il 22 giugno Perù- era finito con un netto 5-0 in favore dei brasiliani, nella finale di domenica Gareca sogna di prendersi la più dolce delle rivincite. Per il Cile invece ci sarà la finalina contro l’, eliminata dal nell’altra semifinale.

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