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Conte rifiuta lo champagne: no figuracce!

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di Cocò Parisienne - Antonio Conte non gradisce lo champagne, e non solo perche’ è in un ano freddo di Francia piu’ vicino al Belgio che a Parigi. In un ca da ‘Benvenuti al Nord’, a Lille l’ oggi affronta la sua terza e ultima partita del girone di Euro 2016 e a detta di tutti gli unici rischi sono le difde e gli infortuni su un campo indecente. Per tutti, tranne Conte. “Vincere l’Europeo? Sento gia’ il rumore dei tappi partiti in anticipo, e non lo sopporto” dice, ammettendo con un sorriso malcelato di essere tornato a indossare i panni del “grande antipatico”. “Non mi piace questa atmosfera da champagne. Sento dire che non conta nulla, questa partita, e invece per me conta tantissimo – spiega alzando i toni perche’ nessun dorma – Lo so gia’, se perdiamo cambiano i giudizi, arrivano grandi rotture di scatole. E io non voglio rotture, sia ben chiaro. A casa mia si dice ‘come ti alzano ti riabbassano’. Non dimentichiamo da dove veniamo. Dobbiamo evitare a tutti i costi le brutte gure”.

Anche per questo gioca con astuzia sulla segretezza delle sue scelte, per altro in parte contraddetto dal capitano Buffon, di nuovo al suo anco alla vigilia nonostante sia destinato alla panchina. Ma e’ proprio questo che fa infuriare Conte: “Non voglio sentire parlare di riserve e titolari, sono tutti giocatori della nazionale”, dice annunciando di aver cambiato idea – ma poi no a che punto? – rispetto all’intenzione di schierare tutti quelli che avevano nora collezionato pochi minuti. “Dopo averli visti in allenamento, ho considerato che a certi equi non possiamo rinunciare, pena guracce: perciò ho cambiato idea”, il messaggio. “Nove cambi? Sono troppi…Cinque? Sono pochi…Diciamo tra sette e nove, fate voi..”, lo strano zig zag del ct, con un’unica spiegazione: evitare di spaccare in due il gruppo azzurro, rinunciando cosi’ alla vera forza di quest’.

Lo ha raccontato bene Buffon: “Siamo partiti con delle premesse, e in base a quelle pensavamo di tornare presto sul suolo patrio…Fortunatamente non e’ stato cosi’, ha pagato aver lavorato tutti in un’unica direzione, aver consolidato un gruppo come fu nel 2006 o nel 2012. Ora abbiamo il privilegio di essere gia’ qualicati: vogliamo sprecarlo?”. Dunque, siano sette o nove i cambi, Conte non vuol mandare in campo un’ B e soprat non vuol far sentire tale la squadra che giochera’. “Sono partite spartiacque, anche per il gruppo: rischiano di spaccarlo al suo interno”, si lascia poi scappare. Dunque, con Buffon fuori (“ma e’ stato male con l’influenza”, dice a denti stretti Conte, che mal sopporta l’ant titolare/riserva anche tra i portieri), l’alert riguarda i difdati Bonucci, Chiellini, Eder e . Candreva e’ fermo per infortunio (“sono ducioso di ritrovarlo negli ottavi, ma abbiamo intanto il dovere di provare alternative”).

E cosi’ i cambi papabili sono sei, che diventano otto se a Giaccherini e Pelle’ viene dato un turno di riposo. Ragionamento n troppo scontato. Per tutti, tranne Conte. Il quale potrebbe decidere di lanciare alla squadra un segnale, e rischiare Bonucci, il suo ‘prolungamento’ in campo. “Voglio fare l’antipatico, più del solito”, dice Conte per tenere alta la concentrazione ed evitare la cosa piu’ “stupida” possibile. Lui d’altra parte e’ cosi’ concentrato che ha gia’ messo da parte l’appello alla maglia. “Dite che non e’ la partita più adatta per raccogliere il mio appello? Un so l’azzurro lo veste se sente l’orgoglio di farlo, a prescindere dalla partita: e se non lo fa, problemi suoi”. Potrebbero invece essere problemi di Conte le condizioni del campo. L’ ha annunciato che sara’ rizollato dopo la partita di oggi, ieri nel sopralluogo gli azzurri hanno osservato preoccupato le tante zone sabbiose, i ventilatori e le lampade di protezione dell’erba. “E’ un terreno non all’altezza dell’Europeo, peraltro ben organizzato: e’ inutile nasconderlo”. Anche se lo scivolone piu’ doloroso, avverte Conte, non sarebbe quello per l’erba malandata.