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Conte a processo da Cittì! Ma Criscito fu cacciato…

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di Paolo Paoletti - “Amareggiato per una richiesta di rinvio a giudizio annunciata da giorni ma determinato a continuare da Cittì”, in attesa degli sviluppi della sua vicenda processuale è lo stato d’animo di !

L’incubo scommesse di Antonio che sperava nell’archiviazione ma rinviato a giudizio dal pm di Cremona Roberto Di Martino.
Dovrà difendersi dall’accusa di frode iva…
E’ più che lecita la domanda: possibile che il Commissario Tecnico della Nazionale possa rese in carica sotto il peso di tale accusa?

Il ct fu chiamato in causa per 2 gare: Novara-Siena e Albinoleffe-Siena. A giudizio solo per la seconda, perché nell’altro caso le memorie difensive, tra le quali una scritta e rmata dallo stesso Cittì, hanno convinto il blico ministero ad archiviarne la posizione.
ha sempre riutato il patteggiamento e non ha cambiato idea neppure all’ultimo momento perché ribadisce la totale innocenza.

I li di stanno studiando la linea difensiva per arrivare a un giudizio prima degli : sarà chiesto il rito immediato perché, rispetto al rito abbreviato, prevede anche il contro-rogatorio che costituisce parte della strategia da utilizzare.

Se chiederà il rito immediato – non un ‘privilegio’ ma un diritto per ogni cittadino – in autunno sarà dentro un’aula di tribunale a difendersi.
Salterà così l’udienza preinare di fronte al Gip dove ci saranno i rinvii a giudizio e stralciato andrà direttamente a col vantaggio di non rese invischiato per anni, magari no in prescrizione, in un con tanti imputati.
Il rito immediato il primo grado arriverà quasi certamente prima degli Europei a giugno.
Come esige per non rassegnare le dimissioni.

Ma perchè allora Criscito fu mandato via da Coverciano in lacrime, impedendogli di giocare un Mondiale?
Come si legge su Gazzetta.it, nella richiesta di rinvio a giudizio del ct si fa riferimento agli accordi sottoscritti tra gli allenatori della Feder, in cui è previsto che l’allenatore debba “salvaguardare la condotta morale dei calciatori”. Obbligo del tecnico è anche quello di sorvegliare afnché i calciatori mantengano “una condotta consona ai principi di lealtà e probità”.