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Conte a processo da Cittì! Ma Criscito fu cacciato…

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di Paolo Paoletti - “Amareggiato per una richiesta di rinvio a giudizio annunciata da giorni ma determinato a continuare da Cittì”, in attesa degli sviluppi della sua vicenda processuale è lo stato d’animo di Conte!

L’incubo scommesse di Antonio Conte che sperava nell’archiviazione ma rinviato a giudizio dal pm di Cremona Roberto Di Martino.
Dovrà difendersi dall’accusa di frode iva…
E’ più che lecita la domanda: possibile che il Commissario Tecnico della possa rese in carica sotto il peso di tale accusa?

Il ct fu chiamato in causa per 2 gare: Novara-Siena e Albinoleffe-Siena. A giudizio solo per la seconda, perché nell’altro caso le memorie difensive, tra le quali una scritta e rmata dallo stesso Cittì, hanno convinto il blico ministero ad archiviarne la posizione.
Conte ha sempre riutato il patteggiamento e non ha cambiato idea neppure all’ultimo momento perché ribadisce la totale innocenza.

I li di Conte stanno studiando la linea difensiva per arrivare a un giudizio prima degli 2016: sarà chiesto il rito immediato perché, rispetto al rito abbreviato, prevede anche il contro-rogatorio che costituisce parte della strategia da utilizzare.

Se Conte chiederà il rito immediato – non un ‘privilegio’ ma un diritto per ogni cittadino – in autunno sarà dentro un’aula di tribunale a difendersi.
Salterà così l’udienza preliminare di fronte al Gip dove ci saranno i rinvii a giudizio e stralciato andrà direttamente a col vantaggio di non rese invischiato per anni, magari no in prescrizione, in un con tanti imputati.
Il rito immediato il primo grado arriverà quasi certamente prima degli a giugno.
Come Conte esige per non rassegnare le dimissioni.

Ma perchè allora Criscito fu mandato via da Coverciano in lacrime, impedendogli di giocare un ?
Come si legge su Gazzetta.it, nella richiesta di rinvio a giudizio del ct si fa riferimento agli accordi sottoscritti tra gli allenatori della Feder, in cui è previsto che l’allenatore debba “salvaguardare la condotta morale dei calciatori”. Obbligo del tecnico è anche quello di sorvegliare afnché i calciatori mantengano “una condotta consona ai principi di lealtà e probità”.