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Consultazioni decisive: Pd, impossibile Di Maio vicepremier!

COMBO ZINGARETTI DI MAIO

ANSA – Ore decisive per per sciogliere i nodi che ancora ostacolano un’intesa tra M5s e Pd per la formazione di un nuovo , in particolare è da chiarire il ruolo di Luigi Di Maio e il voto sulla piattaforma Rousseau da parte del Movimento Cinque Stelle. Alla Camera è quindi in corso l’incontro tra le dezioni del Partito democratico e quella dei pentastellati. La direzione del Partito democratico ha dato mandato a Zingaretti a dare la disponibilità nelle consultazioni a verificare le possibilità di un nuovo . “Resta un problema serio. Non possiamo andare in un in cui sia il presidente del Consiglio sia il vicepremier sono dello stesso partito”, afferma Orlando del Pd.

E’ inoltre il secondo e ultimo giorno del nuovo giro di consultazioni al Quirinale. Alle 16 Matella incontrerà il Pd, alle 17 Forza , alle 18 la , alle 19 M5s. Il Quirinale si atterrà alle dichiarazioni dei gruppi parlameni che sono consultati anche oggi da Matella. E’ quanto trapela al termine delle prime consultazioni di questa mattina.

LA DIREZIONE PD – La direzione del Pd ha dato mandato a Zingaretti a dare la disponibilità nelle consultazioni a verificare le possibilità di un nuovo . Tutti i componenti della direzione hanno votato a favore della rene del segreio, tranne – a quanto si apprende – il senatore Matteo Richetti che ha detto no. Preoccupa il voto sulla piattaforma Rousseau: “Se dovesse entrare in conflitto con la Costituzione – aggiunge Orlando – e incidere sulle decisioni del capo dello Stato saree inaccettabile. Se è uno strumento di decisione interna è un altro discorso”.

CALENDA: CON L’ACCORDO CON M5S, VIA DAL PD – “Sarò coerente, dal primo giorno in cui mi sono iscritto al Pd ho detto che non sarei rimasto se ci fosse stato un accordo con i 5 stelle”, afferma l’rlamene del Pd Carlo Calenda aggiungendo: “Lavorerò per costruire una casa per chi non si sente rappresentato”.

IL CASO ROUSSEAU -”È una fake news la notizia secondo cui ci saree una degli eletti circa il voto su Rosseau. Chi ha scritto questa falsità sa bene che sta parlando dellÆopinione di 4 o 5 persone. Ad ogni modo, nel rispetto della consueta grammatica istituzionale del voto – che ricordiamo decidere il capo politico, secondo quanto prevede lo statuto – è stato informato anche il Presidente Conte che conviene su questa tempisticaö. Lo dichiarano i capigruppo M5S Patuanelli e D’Uva. Il Quirinale fa intanto sapere che si atterrà alle dichiarazioni dei gruppi parlameni.

LE CONSULTAZIONI – In corso al Quirinale la seconda giornata di consultazioni.

Meloni, al voto o è un inganno – “Aiamo ribadito la nostra posizione chiara e semplice. Per noi l’unico o sbocco possibile è lo scioglimento immediato delle Camere ed il ritorno alle urne. Aiamo chiesto a Matella di valulo anche nel caso in cui M5S e Pd confermassero la l volontà di procedere verso il ‘patto della poltrona’, che è un inganno”. Lo dice Giorgia Meloni di Fdi. “Scenderemo in piazza se questo dovesse nascere: a piazza Montecitorio il giorno della fiducia”. Lo dice Giorgia Meloni di Fdi invitando “anche i delusi dei partiti che fanno il contrario di quello che avevano promesso. Noi siamo dalla parte della democrazia”.

Leu, disponibili ma sia di svolta – “Aiamo confermato la nostra disponibilità a verificare le condizioni per dare vita a un nuovo di svolta. Non aiamo posto nessun veto nè pregiudiziale sui nomi”. Lo dice al Quirinale Federico Fornaro, capogruppo di Leu.

Unterberger, nasca moderato – “Ci auguriamo che nasca un nuovo con una forte inclinazione sta, una attenzione particolare per le minoranze linguistiche e le regioni a statuto speciale, con una parte significante di moderati”. Lo ha detto al Quirinale Julia Unterberger, presidente del gruppo per le Autonomie al Senato. “Ho anche sottoposto la mia preoccupazione per il fatto che si parli solo di ministri maschi: l’ oggi dovree avere una quota rappresentativa di donne nel nuovo ”.

Svp, per ora astensione poi vedremo – “Alla fiducia ci asterremo e poi ci reeremo di volta in volta: non diamo la fiducia in partenza al non escludendo la possibilità di un appoggio esterno senza poltrone”. Lo dice al Quirinale il rappresentante della SVP nel gruppo per le Autonomie al Senato.

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